Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Rubriche Giulietto Chiesa In preparazione la terza euromaidan?

Giulietto Chiesa

In preparazione la terza euromaidan?

213729di Giulietto Chiesa - 6 aprile 2015
Le esplosioni, evidentemente di carattere terroristico, che si stanno moltiplicando in Ucraina in diverse zone, hanno avuto fino ad ora un carattere piuttosto univoco.

Saltano in aria cliniche, ospedali ambulatori, asili. L'ultimo in ordine di tempo è stato l'attentato della mattina del 2 aprile contro la farmacia all'incrocio tra la Via Garmatskaja e la via del cosmonauta Komarov.

Per trovare un nesso è forse sufficiente osservare che la farmacia in questione si trova molto vicina alla Cittadella della medicina della Clinica urbana numero 6 di Kiev. Quindi, anche in questo caso, si accaniscono contro i malati. Forse sì, forse no. Risulta infatti che il personale della cittadella "numero 6" ha recentemente partecipato a una grossa esercitazione per liquidare le conseguenze di una operazione antiterroristica.

Coincidenza singolare.

Che sembra indicare una qualche pianificazione, con l'evidente scopo non solo di terrorizzare i più deboli, ma di coprire d'infamia presso l'opinione pubblica i "sospetti" terroristi. E chi possono essere questi sospetti terroristi? I cosiddetti "separatisti" del Donbass.

Resta da scoprire quale scopo politico perseguono gli organizzatori e i mandanti di questa strategia. C'è, anche a Kiev, chi parla ormai apertamente di una "terza Euromaidan" imminente. Ne ha accennato quasi esplicitamente Dmitryj Jarosh, capo di Settore Destro, a sua volta collegato con Kolomoiskiy, ora in rotta di collisione con Petro Poroshenko.

Le stesse fonti ucraine, avanzano l'ipotesi che gli attentati contro le strutture sanitarie nell'Ucraina siano solo la prima tappa, si potrebbe dire sperimentale, in previsione di una seconda tappa: attacchi dinamitardi contro le caserme dell'esercito regolare ucraino.

Questa seconda tappa avrebbe due obiettivi: il primo quello di sollevare l'ira popolare contro i "separatisti", ma anche quello di mostrare che l'esercito non è in grado di difendere il paese e, quindi, che le uniche forze disponibili per combattere i russi sono quelle della Guardia Nazionale e quelle dei battaglioni "privati" degli oligarchi che si stanno organizzando in funzione anti-Poroshenko.

Il presidente in carica avrebbe ora il torto, gravissimo, di essersi messo sotto la protezione della Germania, cioè di avere accettato di fatto la tregua  nel Donbass.

Kolomoisky non vuole quella tregua e punta al riarmo dell'Ucraina. Cioè si presenta ormai sulla scena come l'uomo dei falchi di Washington. In particolare con collegamenti diretti con John Brennan, il capo della CIA.

Da qui, tirando le fila, non è difficile capire cosa potrebbe accadere se prevalessero i neo-con, che sono poi gli stessi che si sono spellati le mani per acclamare Benyamin Netanyahu. Sono le stesse forze che agiscono a Washington, attorno al Pentagono e alla CIA, per non fare asciugare l'enorme fiume di denaro che il governo americano destina alle corporations private che gestiscono veri e propri eserciti di contractors sui campi di battaglia, incluso quello ucraino.  

S'innestano qui altre voci, tanto impossibili da verificare quanto insistenti, di forti contrasti anche all'interno della CIA, e precisamente nel Dipartimento di Langley che gestisce la "questione Ucraina". Un dipartimento che conta una trentina di funzionari. Contrasti che avrebbero portato a qualche suicidio. Dipartimento che, per le ragioni appena qui accennate, sarebbe fortemente "influenzato" (ma è un eufemismo) proprio dalle corporations private. Insomma la domanda "chi comanda a Kiev", riflette la domanda ben più importante: "chi comanda a Langley"?

Tratto da: it.sputniknews.com

Foto © Sputnik. Andrej Stenin

Le recensioni di AntimafiaDuemila

LE MENTI DEL DOPPIO STATO

LE MENTI DEL DOPPIO STATO

by Mario José Cereghino, Giovanni Fasanella

L’inchiesta condotta dagli autori, basata su anni di...

L'AMORE NON BASTA

L'AMORE NON BASTA

by Luigi Ciotti

Don Luigi Ciotti parla di se stesso attraverso...


CRISI DI CIVILTA'

CRISI DI CIVILTA'

by Noam Chomsky, C. J. Polychroniou

Gli interventi del grande linguista sulla pandemia.«Il più...

LA NOTTE DELLA CIVETTA

LA NOTTE DELLA CIVETTA

by Piero Melati

Leonardo Sciascia pubblicò "Il giorno della civetta" nel...


INTORNO A PEPPINO

INTORNO A PEPPINO

by Salvo Vitale

Peppino Impastato, assassinato a trent'anni dai mafiosi di...

COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa