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Giulietto Chiesa

Il tempo che resta

tempo-semafUn giovane lettore scrive a Giulietto Chiesa una lettera bella e drammatica. La risposta corre sul filo di una speranza difficile e solidale.

Signor Chiesa,

sono Mattia, non so se si ricorda di me, le scrissi qualche tempo fa. Poco fa ho letto un articolo che parlava del futuro ormai deciso dell'Italia, nel quale diceva che la Troika ha già impartito gli ordini per far collassare il paese...

A questo punto le chiedo, quanto ci resta?... O meglio quanto "mi" resta (mi perdoni se parlo di me ma più questa storia mondiale va avanti, più mi sembra che se non faccio io personalmente qualcosa, non si sbloccherà mai nulla), per sperare di avere qualcosa, una base per poter dire in questo mondo: "Io sono.." anche se dovrebbe essere concesso solo a Dio.

Sono troppo preoccupato... ormai il dado è tratto, le persone che ho conosciuto e alle quali tengo, sono tutte sulla stessa barca ( me compreso certo ), e molto probabilmente soffriranno ed io non posso fare nulla.

Ho 22 anni e voglio ancora credere che: Il meglio deve ancora venire.

Cordiali saluti.

Mattia

Caro Mattia,

la tua lettera è bellissima e tragica, al tempo stesso. Per questo la voglio condividere, insieme alla mia risposta, con tutti coloro che mi seguono e condividono, in tutto o in parte, le tue angosce, ma anche il tuo desiderio di reagire.

Non credo che quelli della Trojka abbiano deciso di far collassare il paese. Il loro comportamento irresponsabile è quello di bambini scocchi che giocano con le nostre vite senza nemmeno rendersi conto di ciò che fanno. Non credo che decidano qualche cosa. Sono fedeli di una dottrina insensata e ad essa si affidano, piuttosto che dei solenni decisori.

Ma te lo immagini uno come Monti, che prende decisioni solenni e di tale portata? Non li sopravvaluterei. Il loro livello intellettuale, così come quello morale, non li rende adeguati a tali decisioni. Se capissero quello che fanno, penso ne sarebbero spaventati loro stessi.

Il problema è un altro: è che i loro padroni, quelli che Paul Krugman chiama i "masters of the Universe", hanno perduto il controllo della situazione e danno ordini insensati, ai quali i maggiordomi rispondono con atti insensati. Questi ordini insensati derivano dal fatto che il modello di vita in cui costoro hanno prosperato, non è più riproducibile. E tutti costoro, come bambini capricciosi, frignano e rifiutano di prendere atto che tutti gl'infiniti (della produzione, del denaro, di una natura sfruttabile senza limiti) sono alla corda e non sarà più possibile riprodurli. Per questo cercano di scaricare sui più deboli la loro impotenza e la loro ingordigia.

Non capiscono che è finita l'era dell'abbondanza. Questo è importante che lo capiamo noi, prima di loro. Altrimenti, prima di fare collassare l'interno sistema, faranno una o più grandi guerre, nelle quali molti di noi periranno, per appropriarsi delle risorse disponibili, fino a che ce ne saranno. Se lo capiamo capiremo anche che non sarà possibile, nemmeno per noi, continuare a vivere con le briciole che cadevano dal tavolo dei potenti. E che, per vivere degnamente, dovremo cambiare il nostro modo di vita, facendolo diventare più sobrio, meno egoista, meno consumista, eccetera. Questo comporta un'azione politica collettiva e consapevole per rovesciare la tavola dei potenti. Poiché essi sono ancora molto più forti di noi, e per questo dobbiamo temerli. E qui viene la seconda parte della tua lettera. Tu dici , giustamente, che, se non fai personalmente qualche cosa, non si sbloccherà mai nulla. E' così. I rapporti di forza, qui come altrove, non si cambiano con i piagnistei, ma con la lotta. Da soli, però non c'è lotta che possa essere utile. Bisogna lottare insieme. E su molti fronti. Uno di questi, il principale, è fare in modo che tanti sentano il tuo stesso bisogno di "fare qualcosa". Il che significa renderli consapevoli dei pericoli che corrono, cioè informarli.

E poi si dovrà fare in modo che la loro macchina mostruosa s'inceppi, ingranaggio per ingranaggio. Bisogna guardarsi intorno e cercare l'ingranaggio più vicino. Bisogna assediare le televisioni e i giornali perché comincino a dire anche solo qualche brandello di verità. Bisogna organizzare l'evasione da Matrix. Bisogna impedire che perforino le montagne per fare denaro. Bisogna ostacolare le loro trivellazioni dei terreni. Bisogna fermare la devastazione dei territori. Bisogna ripristinare la scuola pubblica. Bisogna difendere le buone leggi che ci regolano, a cominciare dalla Costituzione. Bisogna impedire che i nostri figli siano istupiditi dalla loro pubblicità. Bisogna ricostruire il lavoro dignitoso per i troppi che non ce l'hanno.

Tutto questo lo si può fare solo insieme ad altri, a compagni di strada come siamo io e te.

Ecco perché ho fondato Alternativa: per mettere, insieme alle mie, le forze e gli ideali di altri. E per convincere i molti che, solo se saremo capaci di costruire una grande alleanza democratica e popolare, potremo evitare di essere ridotti in schiavitù. E', come vedi un programma politico vero e proprio. Hai ragione a voler credere che i giochi non sono ancora stati fatti e che possiamo fermarli. Anche se non sarà facile e dovremo, per questo, imparare molte cose. Non credo però che il meglio debba ancora venire. Ci aspettano tempi più duri di quelli che già stiamo vivendo. Ma credo che, agendo con tutta la capacità di sacrificio di cui saremo capaci, avremo se non un benessere materiale simile a quello che hanno avuto i tuoi padri, almeno una dignità umana di cui essere orgogliosi. Questo io lo considero un altro tipo di benessere, sicuramente migliore di quello dato dalla quantità di beni che possiamo consumare.

Vieni dunque con noi a tentare, non la sorte, ma la giustizia e la verità.

Giulietto

9 ottobre 2013

Tratto da: giuliettochiesa.globalist.it