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Giorgio Bongiovanni

Il premier Conte: ''Siri si dimetta''

di Giorgio Bongiovanni - Video integrale conferenza stampa
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha annunciato che proporrà al prossimo Consiglio dei Ministri la revoca (le dimissioni) del sottosegretario alle infrastrutture, Armando Siri, indagato per corruzione dalla Procura di Roma.
Un discorso, quello del Premier, di alto valore etico, oltre che politico. "Non mi voglio ergere a giudice del caso. Le mie valutazioni sono più ampiamente politiche e sono ricollegate alle responsabilità che mi spettano quale massimo rappresentante dell'autorità di governo. Io credo che il procedimento giudiziario avrà il suo corso - ha detto Conte - noi dobbiamo essere credibili e responsabili, le dimissioni o si danno o non si danno. Le dimissioni future non credo abbiano molto senso. Lo dobbiamo sia per la chiarezza che per il rispetto delle istituzioni".
Il Premier ha spiegato chiaramente che il compito del Governo è quello della "tutela dei cittadini" e non degli "interessi di parte, di potentati, lobby economiche o anche esclusivi a un singolo partito o una singola formazione politica".
"Io ho incontrato il sottosegretario Armando Siri, lunedì sera - ha raccontato Conte - un paio d'ore di colloquio dove lui si è reso disponibile a fornirmi alcuni dettagli della vicenda giuridica che lo vedono coinvolto (...) Nel caso di specie il sottosegretario Siri si è prestato a raccogliere l'istanza di un imprenditore che chiedeva l'approvazione di una norma che avrebbe favorito, per così dire, retroattivamente, alcune sue attività imprenditoriali che si erano già concluse. E' normale ricevere, e non mi meraviglio, suggerimenti per l'introduzione di nuove norme o modifiche normative da parte di associazioni di categoria o vari stakeholders. Come governo abbiamo la responsabilità di discernere se queste proposte hanno il carattere della generalità e l'astrattezza che perseguono l'interesse generale o se invece sono norme che avvantaggiano il tornaconto di singoli imprenditori. In questo caso la norma non avrebbe introdotto incentivi per attività imprenditoriali future... ma vantaggi retroattivi, una sorta di sanatoria, per imprenditori che si fossero ritrovati in condizione di aver svolto in passato determinate attività. Insomma la norma non era generale ed astratta e non disponeva per il futuro. Per queste ragioni io ho valutato la necessità e l'opportunità di dimissioni del sottosegretario Siri". Conte, da avvocato garantista, ha evidenziato che si tratta di "indagini preliminari" ("questo non vuol dire che Armando Siri sia colpevole. Ma lo dico da avvocato: eventuali dichiarazioni spontanee dell'interessato, ragionevolmente non potranno segnare una svolta rispetto alla fase delle indagini preliminari") ed anche sul piano umano ha manifestato tutta la propria vicinanza allo stesso sottosegretario ed alla sua famiglia ma ha ribadito come oggi sia necessario essere integerrimi nella politica, spigando i motivi che l'hanno portato a prendere la decisione. "Il piano di vicinanza personale e il principio di civiltà giuridica della presunzione di innocenza non impediscono affatto la soluzione che ho individuato - ha proseguito Conte - Siri farà un passo indietro in ragione dei fatti che gli sono stati contestati, della oggettiva gravità di questi fatti -stiamo ragionando di un'accusa di corruzione- ancorché allo stato non risultano provati, e della oggettiva difficoltà di poter attendere alle attività istituzionali dovendo concentrarsi sulle necessarie attività difensive".
Pur essendo d'accordo con il professor Conte sul fatto che spetterà alla magistratura giudicare l'operato del sottosegretario Siri, è evidente che quelle intercettazioni dove l'imprenditore Paolo Arata (anche lui indagato) parla al figlio di un passaggio di denaro ("30mila euro") proprio in relazione a favori per una norma sugli incentivi per la costruzione di impianti eolici, rappresenta un'enorme "spada di Damocle". Il reato dovrà essere dimostrato in aula ma politicamente resta la gravità del fatto. Applausi dunque al professor Conte che ha preso una decisione giusta. E nella politica di oggi non è affatto scontato.

Foto © Imagoeconomica

VIDEO Conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte



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