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Giorgio Bongiovanni

Il Bilderberg e la mafia

di Giorgio Bongiovanni
Tra due giorni il gruppo Bilderberg, fondato da Rockfeller, tornerà a riunirsi dal 7 al 10 giugno nel suo consueto incontro annuale. Sede scelta per questa edizione del 2018 è la città di Torino e, come da tradizione, l'incontro, a cui parteciperanno soltanto in 128 tra ministri, industriali, amministratori delegati di multinazionali, vertici di numerose banche e pochi "eletti" del mondo politico, economico, accademico e mediatico, sarà rigorosamente a "porte chiuse". Come avvenuto in passato (quando hanno partecipato personalità ai massimi livelli della cosa pubblica come Mario Monti, Romano Prodi, Umberto Agnelli e Franco Bernabè) sono state invitate anche personalità italiane come John Elkann, presidente di Fca e di Exor, la giornalista Lilli Gruber, il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi e il segretario dello Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin. A questi meeting non sono previsti verbali, né relazioni o risoluzioni, anche se i temi che si affrontano riguardano il presente ed il futuro del Mondo. Dagli scenari internazionali agli investimenti, dall'economia alle guerre, dalla crisi economica a quella politica. Di volta in volta sono stati questi i temi messi sul tavolo dai potentati.
Tutti possono intervenire senza essere vincolati alle convenzioni dei propri uffici e tutti i partecipanti possono fare uso delle informazioni ricevute durante l'incontro, rendendole pubbliche. Unica "regola" da rispettare è la segretezza della "fonte" ovvero non si può rivelare l'autore delle eventuali dichiarazioni che verranno fatte. Le indiscrezioni vogliono che i temi scelti in questa "quattro giorni" sarebbero il populismo in Europa, la sfida della disparità, il futuro del lavoro, l’intelligenza artificiale, gli Stati Uniti prima delle elezioni di medio termine, il libero scambio, la leadership mondiale degli Stati Uniti e la Russia, il computer quantistico, Arabia Saudita e Iran, il mondo ‘post-verità’ e eventi attuali.
Mi tornano in mente alcune dichiarazioni che ho raccolto dal giornalista di inchiesta di origine russa, Daniel Estulin, autore del libro "Il club Bilderberg", il quale mi disse che il gruppo nasce da un'idea massonica e che i grandi leader delle multinazionali, della finanza che vi partecipano sono "di un gradino inferiore alle cento famiglie" che controllerebbero il mondo.
Cosa c'entra il gruppo Bilderberg con la mafia? Apparentemente nulla ma alla luce dei molteplici argomenti che saranno affrontati, a nostro parere, meriterebbe un approfondimento alla voce "eventi attuali".
Potrebbe "illuminarci" la collega giornalista Lilli Gruber, che già in passato è stata ospite in questi meeting, rivelandoci se in questi anni è stato mai affrontato il tema delle mafie e del loro fatturato mondiale.
Ci si è mai posti il problema agli altri vertici del mondo?
In Italia la Mafia Spa, holding ipotetica, "fattura" ogni anno 150 miliardi di euro diventando di fatto la prima società italiana. L'ha più volte spiegato il giornalista de "Il Sole 24 Ore", Gianni Dragoni. A conti fatti "avrebbe 40 miliardi di ricavi in più rispetto al primo gruppo italiano, Exor, che ha al suo interno Fiat-Chrysler, Ferrari, Cnh, le assicurazioni Partner Re, la Juventus (111 miliardi il fatturato 2016 di Exor). I ricavi di Mafia Spa sarebbero più del doppio dell’Enel (70 miliardi), quasi il triplo dell’Eni (55 miliardi), otto volte Telecom, 16 volte Luxottica, 15 volte il gruppo che produce la Nutella (Ferrero). Oppure 41 volte Mediaset, il gruppo televisivo controllato da Silvio Berlusconi". Ma i numeri dimostrano anche che "la Mafia Spa, se si quotasse in Borsa, e quindi vendesse le sue azioni al pubblico, con il ricavato la Mafia potrebbe comprarsi tutta la Borsa di Milano".
Ma se allarghiamo l'orizzonte, dall'Italia al Mondo, scopriamo che, come confermato dall'economista Antonio Maria Costa, già vice segretario generale delle Nazioni Unite, "collettivamente, le varie forme di crimine rappresentano la più grande industria del mondo”. Le stime del traffico di droga mondiale raggiungono una cifra pari a 350 miliardi di euro l’anno. Numeri a cui si aggiungono la vendita illegale di armi (stimata attorno agli 80-100 miliardi di euro l’anno) e fenomeni come la corruzione che secondo il Fondo Monetario Internazionale raggiunge i 1.000 miliardi di euro l’anno.
Tornando al traffico internazionale di stupefacenti abbiamo visto come la ‘Ndrangheta detiene il monopolio del traffico di cocaina in Occidente. Una criminalità organizzata, quella calabrese, che assieme alla siciliana Cosa nostra è presente e fa affari nei cinque continenti (Africa, Europa, America, Asia ed Oceania).
Un altro personaggio che ho avuto modo di incontrare ed intervistare è Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino.
Una volta mi disse che suo padre gli raccontò di aver partecipato, alla fine degli anni Settanta e agli inizi degli anni Ottanta, a queste riunioni segrete del Bilderberg, in quanto portavoce di tutte le famiglie mafiose che avevano ricchezze per svariate centinaia di miliardi di lire, frutto del narcotraffico.
Non ho elementi per dire che queste dichiarazioni siano vere o meno ma può avere una sua logica la partecipazione di Ciancimino senior a questi meeting dato che, oltre ad essere stato lui un uomo di potere, in quegli anni Cosa nostra deteneva ricchezze superiori a tutte quelle messe insieme dai vari partecipanti.
Al di là di quest'ultima considerazione restano comunque i numeri elencati precedentemente. E pertanto non possiamo che porci certe domande: il Gruppo Bilderberg parla anche di questi fatti? Si è mai posto il problema? Si chiede dove vanno a finire i soldi delle mafie? Come pensano di contrastare tali fenomeni? Hanno mai parlato delle stragi di mafia e dei vari tentativi di golpe che hanno colpito l'Italia? Hanno mai parlato dei fondi neri che vengono utilizzati dai servizi segreti per i loro lavori sporchi? Cosa pensano di certe attività?
Queste domande vorremmo fare ai membri del gruppo Bilderberg e ci permettiamo di suggerirle alla collega Gruber, affinché possa offrire al pubblico la verità anche su questi temi tutt'altro che "fuori dal Mondo". Quindi aspettiamo delle risposte, visto e considerato che questi potenti del mondo giocano con la vita e l'anima dei popoli della Terra.

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