Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Rubriche Giorgio Bongiovanni Di Matteo: ''La priorità è la lotta alla mafia e alla corruzione''

Giorgio Bongiovanni

Di Matteo: ''La priorità è la lotta alla mafia e alla corruzione''

Il sostituto procuratore nazionale Antimafia è intervenuto al “Sum#02-Capire il futuro”
di Giorgio Bongiovanni - Video all'interno!
Poco più di un mese è passato dalle elezioni e in queste settimane le attenzioni degli italiani sono rivolte particolarmente alle consultazioni del Quirinale che dovranno portare alla formazione di un nuovo governo. Difficile dire quel che accadrà con esattezza nei prossimi giorni e se si tornerà a nuove elezioni nel breve termine. Intanto però c’è chi non resta con le mani in mano. Chi ascolta e, magari, potrebbe raccogliere gli appelli di chi rappresenta le istituzioni ed è in prima linea nel contrasto alla mafia ed alla corruzione. Tante volte si è detto che questi dovrebbero essere i primi punti di un qualsiasi programma politico. Un concetto che ieri è stato ribadito con forza, ad Ivrea, durante la seconda edizione di “Sum#02-Capire il futuro”, organizzato dall'associazione Gianroberto Casaleggio. A dirlo non è stato un uomo politico ma un magistrato: il sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo. Ad ascoltarlo, in prima fila, il Capo politico M5s Luigi Di Maio, forse futuro premier. E’ lui a dare il via alla standing ovation del pubblico. E’ lui, accompagnato da Alfonso Bonafede, ministro designato alla Giustizia in un ipotetico governo a 5 Stelle, ad alzare le mani ed applaudire mentre Di Matteo mette in fila i punti per una nuova riforma della giustizia in Italia. Il gesto di Di Maio va letto come un messaggio politico forte. E’ un segno di approvazione rispetto all’intero discorso dall’alto valore etico, morale, umanistico del magistrato. Ma è anche un’approvazione sul piano tecnico-scientifico dell’analisi offerta, sul piano delle proposte in materia di rafforzamento della lotta contro la mafia.
Nel suo intervento Di Matteo ha puntato il dito contro tutta la politica che durante la campagna elettorale ha taciuto sul tema della lotta alla mafia e alla corruzione. Un silenzio assordante che ha riguardato tutti i partiti ed i movimenti.
Di Matteo ha dunque fornito gli input per “restituire al sistema giustizia la credibilità che sta perdendo”. Ha chiarito come sia necessario un “rafforzamento degli strumenti investigativi più efficaci e quindi ampliamento dei mezzi per consentire le intercettazioni; previsione dell’utilizzo degli operatori sotto copertura anche per i reati di corruzione; depenalizzazione di condotte che dovrebbero essere sanzionate con una pena amministrativa”. Poi un intervento sulla velocità dei procedimenti: “Serve impegno affinché i processi si possano celebrare in tempi ragionevoli, che si concludano con un intervento nel merito”. E sulla prescrizione appunto, dice: “Serve una riforma copernicana delle norme sulla prescrizione che prevede che il decorso del termine cessi nel momento in cui lo Stato azioni la sua pretesa”. E ancora: “Parallelamente penso alla necessità di un affievolimento del processo accusatorio. Innalzamento delle pene del sistema sanzionatorio dei reati di corruzione, del voto di scambio e di tutti i delitti tipici della criminalità dei colletti bianchi. E non si tratta di essere manettari o giustizialisti”. “Sogno una svolta per un rafforzamento delle tutele processuali delle vittime dei reati, per tutelare chi ha il coraggio di denunciare. Infine penso alla certezza della pena. Il nostro non può continuare a essere il Paese delle amnistie e degli indulti mascherati”.
Di Maio, Bonafede ed altri appartenenti del Movimento Cinque Stelle ascoltano.
L’apoteosi finale c’è stata quando il sostituto procuratore della Procura nazionale antimafia ricorda come sentenze dimostrino come “è stato stipulato un patto con Cosa nostra, intermediato da Marcello Dell’Utri, che è stato mantenuto dal 1974 fino al 1992 dall’allora imprenditore Silvio Berlusconi.
Quello stesso Berlusconi, pregiudicato, che oggi viene ricevuto dal Quirinale per discutere del nuovo Governo. La parte più importante del discorso del magistrato, però, riguarda la “verità sulle stragi”. “Il governo - ha ribadito Di Matteo - deve fare tutto il possibile per completare il percorso di verità sulle stragi e su tanti delitti eccellenti. Non ci possiamo accontentare di verità parziali. Dobbiamo dare un nome a quelle entità che hanno condiviso con i mafiosi l’esecuzione delle stragi. Uno Stato autorevole, un governo libero, una commissione antimafia decisiva non possono fermarsi temendo che sia troppo scomoda e scabrosa. La sfida che ci attende va molto al di là. Non ne posso più di sentire parlare solo di produttività e statistiche. La strada è piena di insidie e tranelli. Nel nostro Paese è ancora forte il partito di chi ha interesse che il sistema giustizia non funzioni. A questi soggetti, che sono tanti e spregiudicati e trasversalmente presenti, dobbiamo, dovete saper contrapporre con tenacia il suono della giustizia”.
E’ questo il richiamo del magistrato Di Matteo. Un richiamo rivolto a tutta la politica, compreso il Movimento Cinque Stelle. Un invito per passare all’azione con punti chiari e concreti affinché lotta alla mafia ed alla corruzione siano finalmente, senza se e senza ma, tra i primi punti dell’agenda politica del Governo.



ARTICOLI CORRELATI

Di Matteo: pericolo di un nuovo attacco frontale allo Stato

Le recensioni di AntimafiaDuemila

L'ULTIMA NOTTE DI ALDO MORO

L'ULTIMA NOTTE DI ALDO MORO

by Paolo Cucchiarelli

'Ecco dove fu ucciso Moro'Esce 'L'ultima notte del...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. UN PAPÀ CON GLI ALAMARI

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. UN PAPÀ CON GLI ALAMARI

by Simona dalla Chiesa

"Un papà con gli alamari" non è una...

SE TU POTESSI VEDERMI ORA

SE TU POTESSI VEDERMI ORA

by Carolina Orlandi

La sera del 6 marzo 2013 David Rossi...


LA MAFIA DOPO LE STRAGI

LA MAFIA DOPO LE STRAGI

by Attilio Bolzoni

Totò Riina è scivolato nella tomba con tutti...

LA CRIMINALITA' SERVENTE NEL CASO MORO

LA CRIMINALITA' SERVENTE NEL CASO MORO

by Simona Zecchi

A quarant’anni dal sequestro e dall’omicidio di Aldo...


B. COME BASTA!

B. COME BASTA!

by Marco Travaglio

"Tutto ciò che ha fatto, anzi ci ha...

GUERRA NUCLEARE

GUERRA NUCLEARE

by Manlio Dinucci

Sembra di vivere nel film "The day after"...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia



quarantanni-di-mafia-agg
Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


il ritorno del principe homeSaverio Lodato
Roberto Scarpinato


IL RITORNO DEL PRINCIPE
La criminalità dei potenti
in Italia



ho ucciso giovanni falcone homeSaverio Lodato

HO UCCISO
GIOVANNI FALCONE

La confessione
di Giovanni Brusca