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Giorgio Bongiovanni

Il Ku Klux Klan di Trump

der spiegel n34 trumpdi Giorgio Bongiovanni
Il “Der Spiegel” castiga il presidente degli Stati Uniti d'America

Alla luce degli ultimi avvenimenti sulle violenze di estremisti di destra a Charlottesville viene da chiedersi come è possibile che gli U.S.A., bacino di talenti nel mondo della musica, dello sport, dell'arte e delle scienze, siano caduti così in basso con l'elezione di Donald Trump. Dopo Obama, che tutti si auguravano fosse il volto del cambiamento e dell'antirazzismo, è stato scelto colui che si sta rivelando, a pochi mesi dall'elezione, il peggior presidente degli Stati Uniti d'America.
Un uomo che vanta un passato all'insegna della discriminazione del diverso, che sia nero, povero o immigrato e che non prova nemmeno a nasconderlo o dissimularlo.
Come ha messo nero su bianco il giornale tedesco “Der Spiegel”, che, esibendo una “libertà di stampa” e d'informazione scomparsa da tempo in Italia, ha delineato, con carte alla mano, un Donald Trump razzista, omofobo e fomentatore di odio.
Un presidente che potrebbe rivelarsi, e lo sta già facendo a nostro avviso, di gran lunga peggiore di Truman che utilizzò la bomba atomica contro i giapponesi avocandosi il diritto di distruggere intere generazioni. Basti guardare alla sua storia ed alla campagna elettorale per comprendere come Trump, presidente di un popolo da sempre molto eterogeneo che ha saputo valorizzare, richiamare e accogliere talenti da tutto il mondo, incarni invece l'antisolidarietà umana. Andando contro il sentimento che già più di duemila anni fa un rivoluzionario di nome Gesù professava con forza.
Gli scandali scoppiati attorno a Trump, il suo modo di ostentare pregiudizi che si credevano superati da tempo e la sua palese “faccia tosta” non possono che ricordare l'epoca berlusconiana, con la differenza che gli U.S.A. la fanno da padrona in “Occidente” ed hanno missili atomici sparsi anche nel territorio italiano. Nemmeno Silvio Berlusconi è riuscito a rivelarsi così pericoloso nonostante il suo braccio destro e cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, sia stato condannato per mafia.
Viene da chiedersi quindi cosa è successo all'opinione pubblica americana e italiana, così dette “Occidentali”, sbandieratori dei valori della democrazia e della libertà d'espressione? Forse settantanni di bombardamento mediatico televisivo hanno “spento i cervelli” di parte della società civile italiana e americana. Incentivando così l'illusione del consumismo e del materialismo, con il conseguente disinteressamento per la cultura e il pensiero critico, e portando così le persone vicino alla follia. E' l'unica risposta che riusciamo a darci per spiegarci come sia possibile che nel 2017 si possano ancora votare persone che celebrano e difendono chi durante la guerra civile si batteva per preservare lo schiavismo o “amici” condannati definitivamente per mafia.

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