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DDL Alfano sulle intercettazioni, Ingroia: ''Da domani colletti bianchi piu' al sicuro'' PDF Stampa E-mail

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10 giugno 2009
Proponiamo un´intervista rilasciata il 9 giugno 2009 dal dott. Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, in merito al testo ... VIDEO!
     




... del disegno di legge sulle intercettazioni sul quale il governo vuole chiedere in questi giorni la fiducia al Parlamento. Qualora questo disegno di legge fosse approvato, le conseguenze sul diritto dei cittadini ad essere informati e sull´efficacia delle indagini antimafia sarebbero devastanti. I colletti bianchi che con la mafia fanno affari non potrebbero ricevere un regalo migliore.


Ingroia descrive il lodo alfano sulle intercettazioni



Giornalista: “Adesso che c´é questa questione di fiducia sul disegno di legge `intercettazioni´, se passasse così com´é, quali sarebbero le conseguenze?”
Antonio Ingroia: “Le conseguenze è che verrebbe avvolto da una cortina di silenzio stampa il procedimento penale mentre i cittadini hanno diritto ad essere informati su come la giurisdizione viene esercitata, fermo restando il segreto sulle indagini.
Ma quello è già tutelato dalla normativa vigente. In secondo luogo saranno i cittadini da una parte ed i magistrati dall´altra più disarmati nei confronti delle forme più occulte e più subdole di criminalità che può essere scoperta, svelata e colpita soltanto con sistemi sofisticati ed uno dei sistemi più sofisticati è quello delle intercettazioni telefoniche ed ambientali.”

Giornalista: “Cosa in particolare voi riuscite a scoprire attraverso le intercettazioni lì a Palermo?”
Antonio Ingroia: “Si riescono a scoprire le trame e le relazioni di organizzazioni complesse, si riescono a scoprire i rapporti dei mafiosi riconosciuti con i colletti bianchi insospettabili. Vero è che nel disegno di legge governativo cambierà poco per quanto riguarda le intercettazioni per fatti di mafia, ma il punto è che non sempre un´indagine inizia come indagine di mafia, inizia per reati altrettanto gravi ma non di mafia. Dopodichè l´insospettabile, il colletto bianco viene scoperto grazie alle intercettazioni. In quel momento si scopre il vero mafioso. Da domani o da quando sarà approvata questa legge il rischio è che magari si riuscirà a perseguire nel migliore dei modi il mafioso conclamato ma sarà più difficile scoprire gli insospettabili, i colletti bianchi”.

Giornalista: “Nella norma in votazione non ci sarà traccia delle indicazioni del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.  Che indicazioni erano, perchè le hanno lasciate fuori?”
Antonio Ingroia: “Il perchè naturalmente bisogna chiederlo ai proponenti. La mia sensazione è che questo disegno di legge nel suo complesso sia ispirato da un intento punitivo nei confronti della magistratura nel suo complesso ed una sottovalutazione di quanto sia grave l´emergenza criminale oggi nel paese”.

Giornalista: “Un´ultima battuta: lei ha osato dire, ha avuto il coraggio di dire che `la mafia fa lobby in Parlamento´. Conferma?”
Antonio Ingroia: “Beh, non è una novità dell´ultima ora. La forza e l´impunità della mafia sono state garantite dalle sue protezioni in alto loco”.

Tratto da:
19luglio1992.com



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    di Giorgio Bongiovanni

    cop-65-web_2.jpgLa notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002. Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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