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17 maggio 2009
Roma. Nessun rischio di ritorno del terrorismo, semmai c'é un rischio
'piduista'. L'ex pm Luigi De Magistris, candidato VIDEO ALL'INTERNO!...
...dell'Idv alle europee, risponde così a Lucia Annunziata nel corso di 'In mezz'orà su
Rai Tre. "Dissenso non vuol dire terrorismo - afferma De Magistris, commentando gli incidenti di ieri nel corso della manifestazione degli operai della Fiat a Torino - Vedo un rischio piduista e non un rischio terrorismo". L'ex magistrato torna sul caso Genchi: "Berlusconi ha detto che stava per scoppiare il più grande scandalo della storia della Repubblica - afferma - Insieme a lui intervennero anche Cicchitto e Rutelli (presidente del Copasir, ndr) ma il Tribunale del riesame ha detto che non c'era nessuno reato. E sui giornali ci sono solo tre righe". De Magistris sottolinea poi che "Genchi è stato consulente di tanti magistrati e anche dell'inchiesta su Capaci": "Tra il 1992 e alcuni episodi recenti c'é un filo conduttore - dice - In ogni caso non c'é nessuna legge che impedisce di controllare i tabulati". Sul caso Noemi, De Magistris non esclude che possano esserci "gli estremi per un'inchiesta, così come è stato anche in passato per altri aspetti della vita di Berlusconi. Lasciamo fare alla magistratura, potrebbe darsi. Si dovrebbe verificare se ci sono rapporti costanti con le minorenni". C'é poi la "faccenda archiviata troppo velocemente su Saccà" anche se "la cosa più inquietante non è l'aspetto penale".
ANSA
Piazza Fontana: De Magistris, Napolitano? condivido Travaglio
17 maggio 2009
ROMA - "Condivido pienamente". Luigi De Magistris risponde così, ospite di 'In Mezz'orà, a Lucia Annunziata che gli chiede se condivida le critiche mosse da Marco Travaglio al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proposito delle "verità nascoste" sulle stragi e del "doppio Stato". L'ex magistrato, ora candidato dell'Idv alle europee, vuole però separare le due questioni che riguardano il capo dello Stato, da una parte la questione che nasce dalla celebrazione della giornata delle vittime del terrorismo al Quirinale, con gli inviti alle vedove Pinelli e Calabresi; dall'altra la sua vicenda personale. "Nel mio caso - dice - c'é una responsabilità del Csm. Quanto al capo dello Stato, non è intervenuto con atti in questa vicenda. E' stata una pagina buia per la magistratura. Auspico che il presidente della Repubblica sia più vicino ai servitori dello Stato che cercano di contrastare la criminalità organizzata, che è entrata nel tessuto sociale e istituzionale del Paese. Dobbiamo vigilare. Mi limito a dire che le istituzioni devono stare vicina a chi lotta". Tornando al suo trasferimento da Catanzaro a Napoli, De Magistris aggiunge: "Mi aspettavo qualcosa di diverso. Nei miei confronti c'é stato un isolamento istituzionale, mi aspettavo il sostegno da capo dello Stato. Sono napoletano, mi sono trasferito in Calabria, ho lavorato tantissimo, ho potuto anche sbagliare, ma mi aspettavo qualcosa di diverso". Ad una domanda su Napolitano ha risposto anche Nicola Tranfaglia, storico, anche lui candidato dall'Idv alle europee: "Conosco da tempo immemorabile l'onorevole Napolitano, non l'ho mai attaccato. Mi limito a ritenere che quello che ha detto sul doppio Stato sia stato detto in maniera non adeguata. Non ha particolari responsabilità. In Italia questa doppia lealtà l'abbiamo vista in molte stragi". Tranfaglia definisce poi "importante e commovente" l'incontro tra le vedove Pinelli e Calabresi al Quirinale: "Si tratta di una storia mai chiarita - dice - ma 40 anni dopo farle incontrare credo sia stato un atto importante".
ANSA
LA PUNTATA IN MEZZORA (RAI 3) DEL 17 MAGGIO
Ospiti De Magistris - Tranfaglia IL VIDEO
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