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Le intercettazioni sull'istituto di credito che e' stato decapitato dagli arresti | Le intercettazioni sull'istituto di credito che e' stato decapitato dagli arresti |
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La banca sotto inchiesta produce caffè e utensili in Italia San Marino. Caffè. E punte di diamante. Se questi sono business di una ban ca, c’è qualcosa di strano. Se poi l’istituto in questione è la Cassa di Risparmio di San Marino, una sorta di banca-Stato, decapita ta pochi giorni fa da un’inchiesta della pro cura di Forlì, allora la faccenda si fa interes sante. L’inchiesta forlivese, però, non ri guarda diamanti e caffè. I pm Fabio Di Vi zio e Marco Forte, affiancati dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra mobile di Forlì, hanno accusato i vertici della Cassa e altri 35 indagati, di riciclaggio di denaro, asso ciazione a delinquere, truffa, evasione fisca le e varie violazioni di leggi bancarie e fi nanziarie. Tra gli indagati, seppure in posi zione molto defilata, ci sarebbe anche un noto consulente del gruppo, Claudio Patala no, ex alto dirigente di Bankitalia e liquida tore di Sicilcassa. In pratica, secondo le indagini, la cassa dribblava tutte le norme antiriclaggio, ga rantendosi flussi enormi di denaro da «ri pulire ». Su un conto Mps a Forlì della Cas sa di San Marino, in quattro anni è arrivato oltre un miliardo, trasformato in bancono te da 500 euro, caricate sui blindati del por tavalori Battistolli (indagato) e spedite in centinaia di viaggi nella piccola Repubblica dove si parlano due lingue ufficiali: italia no e romagnolo. Quel 4 giugno 2008 in cui da San Marino è partito il fax (qui riprodotto) con l’ «ordi ne » da 2,6 milioni, c’erano gli investigatori pronti a intervenire. Il furgone è stato bloc cato e l’inchiesta è decollata, aiutata anche dalle intercettazioni. Come quella volta che al telefono una si gnora faceva il punto con un funzionario del gruppo Cassa San Marino. «Guardi signora le facciamo rientrare 300 (mila, ndr) su questo conto che ha già 150, poi qui ce ne sono 60 più 900 (...) Sì sul conto di suo figlio la situazione è que sta: 60 più 350 poi suo papà ne ha 400 di qua ma altri 80...». Tra di loro non fanno mai nomi, spesso solo numeri, quelli dei conti fiduciari. Chi sbaglia e dice il nome (alcune intercettazio ni sono quasi comiche) viene travolto da reazioni tipo «Nooo!! Lei non è ... lei è 325, ha capito? Deve dire “Buongiorno sono 325”». Eccone una tipica, al telefono della Carifin, fiduciaria della Cassa. (Carifin): «Carifin, buongiorno». (Cliente): «Salve sono 340». (Ca): «Salve 340». (Cl): «Dovrei fare un prelevamento di 2.500 euro». (Ca): «Un attimo... Quando viene?». (Cl): «Verrei tra mezz’ora». (Ca): «Ok 340 grazie». Spesso si indica il colore dei soldi: «150 mila tutti rosa», cioè il taglio da 500 euro. Una festa del rosa e del «nero». È un colpo devastante per uno staterello che vive in una zona grigia della finanza, che custodisce come bene preminente il se greto bancario e che punisce l’evasione fi scale allo stesso modo del divieto di sosta. Governo e opposizione si sono compattati perché sanno che se «salta» la finanza gri gia, San Marino fa la fine dell’Islanda, falli sce. L’inchiesta però rischia di far molto più male se il filone criminalità organizza ta, i cui dossier sono già all’Antimafia, avrà uno sviluppo. I segnali sono preoccupanti: gli investigatori hanno passato in rassegna un milione di assegni e il 60% proviene da zone ad alta concentrazione di camorra e ’ndrangheta. Un capitolo tutto da scrivere. E caffè e diamanti? La Emilpack di Sasso Marconi (Bo) produce caffè e orzo ed è del la banca sammarinese così come la Dorigo di Treviso che vanta la leadership in Italia per la produzione di utensili in diamante policristallino. È un caso unico, e anomalo, di banca imprenditrice. Nel caffè e diaman ti, non due settori qualsiasi. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Tratto da: Corriere della Sera |
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Scorie e papellidi Giorgio Bongiovanni Guardare l’Italia oggi è un po’ come guardare un Giano bifronte. Un paesaggio naturale da togliere il fiato dall’alto delle montagne giù per le colline fino al mare. Un patrimonio artistico unico al mondo, con bellezze eterne, prodotto dell’ingegno creativo di Maestri inimitabili. Culla del pensiero, della filosofia e delle arti, terra di Dante, di Leonardo, di Giordano Bruno e di un numero ineguagliato di intelletti stupefacenti. Ma allo stesso modo un paesaggio naturale deturpato, depredato, inquinato che si ribella con la violenza del suolo e dell’acqua alla sua devastazione. |
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