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Sciolto il Comune di Rosarno | Sciolto il Comune di Rosarno |
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“A seguito di forme di ingerenza della criminalità organizzata rilevate dai competenti organi investigativi” è stata la motivazione addotta dall’organo istituzionale e diffusa con una apposita nota. Il 18 ottobre scorso il prefetto di Reggio Calabria aveva provveduto a sospendere il consiglio comunale di Rosarno dopo che il 13 ottobre erano stati arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa il Sindaco di Rosarno, Carlo Martelli, il sindaco di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione e il vicesindaco di quest’ultimo Rosario Schiavone. Per l’accusa questi tre amministratori avrebbero svolto il ruolo di referenti della cosca Piromalli e delle ‘ndrine federate. I pm della Dda di Reggio Calabria hanno spiegato che con gli arresti di Martelli, Dal Torrione e Schiavone avrebbero impedito l’ingresso “ufficiale” di Gioacchino Piromalli, detto l’avvocato, all’interno dei comuni di Rosarno e Gioia Tauro. I due enti, secondo l’accusa, avrebbero accolto l’offerta di Piromalli a lavorare per loro per far fronte al pagamento di 10 milioni di euro a cui era stato condannato. A Piromalli, hanno detto i pm, “sarebbe stato concesso di entrare ufficialmente e con tutte le autorizzazioni del caso all’interno dei municipi, aumentando in tal modo il prestigio della cosca di appartenenza ed agevolandone le possibilità, già ingenti, di controllo e di indirizzo della pubblica amministrazione verso gli interessi della cosca medesima”. |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli
anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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| IL MEGLIO DELLA 29ª SETTIMANA DEL 2010 | |
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