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Terzo Millennio

Nelson Maciel, studente paraguaiano in lotta contro la corruzione

"I giovani uniti sono il cambiamento"
di Jorge Figueredo - Intervista
Nelson Maciel
è un giovane di 17 anni, presidente del Centro Studentesco della Scuola Nazionale della località di Mayor Otaño che negli ultimi mesi ha guidato diverse mobilitazioni cittadine contro la corruzione, chiedendo all’attuale sindaco Pedro Chávez una maggiore trasparenza e i rendiconti delle spese.
Alle mobilitazioni, oltre agli studenti, ha aderito anche la cittadinanza esercitando il proprio diritto costituzionale a manifestare e a pretendere dalle autorità competenti, la Corte dei Conti della Repubblica e la Camera di Deputati, l'intervento dell'attuale amministrazione comunale a seguito di indizi di gravi irregolarità nella gestione delle risorse del FONACIDE (4758/12, Fondo Nazionale di Investimento e Sviluppo Pubblico, istituito dalla Legge 4758/12), e di altre risorse amministrate dal Comune di Otaño.
Per il suo coraggio e la sete di giustizia nel denunciare la cattiva amministrazione del patrimonio della Municipalità, risorse che appartengono a tutti, poiché è il popolo a sostenere l'istituzione mediante il pagamento delle tasse, ha ricevuto varie minacce di morte e delle denunce presentate da autorità politiche, tutte appartenenti al Movimento Honor Colorado, guidato da Horacio Cartes, del Partito Colorado.
Il presidente della provincia di Mayor Otaño, Leonardo Chávez aveva già in precedenza minacciato la madre di Nelson Maciel di farle perdere il lavoro di addetta alle pulizie presso l'Ospedale locale - il cui stipendio dipende dalle risorse amministrate dal sindaco - se lo studente avesse continuato con le manifestazioni contro la corruzione. Alla fine la minaccia di licenziamento è divenuta effettiva lo scorso 13 novembre. Andrea Maciel è stata licenziata dal suo lavoro, e alcune nostre fonti hanno riferito che anche la guardia di sicurezza privata del Comune di Mayor Otaño è stato licenziato, per avere cercato di aprire la porta quando alcuni giorni dopo questa intervista Nelson Maciel era stato colpito alla testa da un agente di polizia mentre cercava di aprire il portone di accesso ai locali municipali. Giorni dopo, il Presidente Mario Abdo Benitez, durante un suo discorso, ha ordinato al Ministro della Sanità di assumere Andrea Maciel per un nuovo incarico. Ad oggi non sappiamo ufficialmente se ciò è avvenuto.
La Redazione di Antimafia Dos Mil, appresa la notizia della persecuzione e le vessazioni che stava subendo il giovane studente Nelson Maciel, lo ha contattato telefonicamente per manifestargli il nostro sostegno e la nostra solidarietà per la lotta che ha intrapreso contro la corruzione della Città di Mayor Otaño.
Recentemente, approfittando della sua presenza al Congresso Nazionale ad Asuncion, siamo riusciti ad intervistarlo.
"Tutto questo ha avuto inizio quando, come studenti, abbiamo notato diverse irregolarità nella gestione delle risorse municipali corrispondenti, innanzitutto, alle risorse del FONACIDE, destinate all’istruzione, così come di royalties per opere pubbliche e i fondi diretti. Abbiamo riscontrato delle irregolarità nella gestione di questi beni comunali da parte dell'attuale amministrazione comunale di Pedro Chavez. Da lì la reazione di una piccola parte degli studenti dell’Istituto Nazionale di Mayor Otaño, intenzionati ad esaminare i documenti esistenti forniti dalla Giunta Municipale di Mayor Otaño. Abbiamo studiato circa un mese e poi abbiamo deciso di scendere in strada e pretendere l'assunzione di responsabilità e trasparenza dell’attuale amministrazione comunale. Questo era l'obiettivo che ci siamo prefissi dall'inizio, poi, i fatti che si sono succeduti li conoscete dai media. Ad esempio gli studenti aggrediti, i padri di famiglia insultati, delle persone con in testa il sindaco hanno distrutto la casa degli studenti e la casa del consigliere comunale Lourdes López, proprietaria di una emittente radio, 101.3 FM".

Anche questa radio è stata attaccata?
"Esattamente. Ci sono stati vari danni materiali. Il sindaco Pedro Chávez, conosciuto come "il biondo Chávez", era alla guida di questa ‘pattuglia’. Loro stessi hanno girato un video che hanno poi diffuso”.

Avete ricevuto minacce di morte?
"Stiamo ricevendo minacce di morte, anche minacce di venire citati in giudizio e altri tipi di minacce. Sono trascorsi i giorni e molte faccende sporche sono venute alla luce. Tante altre irregolarità. Persone che avevano documenti e informazioni si presentavano a parlare con noi e scoprivamo sempre più irregolarità. Sono stato denunciato dal sindaco e dal presidente della ‘Seccional Colorada’ Leonardo Sánchez, per presunte diffamazioni, insulti e calunnie. Circa due settimane fa ho ricevuto la notifica di atto di citazione in giudizio da parte del Sindaco e poi altre due dalla presidentessa della Giunta Municipale Jorgelina Vera, del Partito Colorado, e dal consigliere comunale Darío Sainger dell'ANR (Partito Colorado), per presunta diffamazione e ingiurie”.

Ci sono state diverse mobilitazioni per le presunte irregolarità nell'amministrazione municipale? Quale è stata la risposta delle autorità? A fronte di queste minacce, avete fatto denuncia al Pubblico Ministero o alla Polizia Nazionale?
"Ho fatto denuncia al Pubblico Ministero con sede a Mayor Otaño ma da quanto ho capito queste denunce, questi atti sono di azione penale privata. Non compete al Ministero Pubblico prendere provvedimenti al riguardo, loro agiscono solo quando si tratta di azione penale pubblica".

maciel nelson 2Come ha agito la polizia nazionale, nelle manifestazioni, durante i tumulti?
"La polizia nazionale non ha agito in alcun modo. Ad un certo punto la polizia nazionale si era presentata sul posto, ma non è entrata in azione, erano praticamente fermi e non hanno agito quando è iniziata la protesta. Il rapporto della Procura riferisce invece che loro hanno mediato, ma è una bugia. Non hanno agito in nessun momento. Il capo del commissariato Diego Delgadillo, durante la nostra manifestazione pacifica, è stato aggressivo nell’affrontarci. Mi ha trattato in modo violento è questo si vede nei video".
"Prima mi disse, mi gridò, di togliere il manifesto che secondo loro avevamo appeso alla parete del Commissariato, si riferiva al manifesto dell’ANDE all’angolo dell’isolato del Commissariato. Voleva che lo togliessimo. Gli ho chiesto perché? Se so di avere il diritto di appendere quelle cose. Mi chiese che livello accademico avessi per rivolgermi a lui in questo modo. Lui è un'autorità, ha un titolo, il presidente gli ha conferito la laurea e io non ho un livello accademico sufficiente per rivolgermi a lui in quel modo. Mi disse: Che hai nella tua testa? Hai polvere sicuramente nella tua testa. Io l’ho affrontato. Gli ho detto che è un maleducato. Si è ritirato dicendomi che non ha colpa del mio cattivo orientamento sessuale, cosa che non c’entrava per niente con quanto stavamo discutendo”.

Contate con l’appoggio delle organizzazioni giovanili o della cittadinanza? Che appoggio state ricevendo in questo momento?
"Posso dirti che in questo momento abbiamo il forte sostegno della Federazione Nazionale di Studenti Secondari (FENAES), dell'Unione Nazionale di Centri di Studenti del Paraguay (UNEPI), del Coordinamento per i Diritti dell'Infanzia e l'Adolescenza, della Codehupy e di diverse altre organizzazioni del Presidente Franco e di organizzazioni che adesso non ricordo, ma c’è la presenza dei giovani del paese: Rete Nazionale di Infanzia e Adolescenza Paraguay, il Ministero dell'Infanzia e Adolescenza, veramente pieno sostengo, anche dell'Istituto Interamericano dei Diritti del Bambino e dell'Adolescente”.

C'è quindi un risveglio dei giovani di Mayor Otaño? Come vedi la situazione?
C'è un risveglio giovanile, ma non maggioranza. Finora siamo in minoranza, non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo, che è quello di risvegliare tutti. Manca ancora un 80%. Penso che siamo arrivati soltanto al 25%".

Cosa ti motiva interiormente?
Praticamente a motivarmi è stata la spinta che sento dentro. Cinque anni fa ho iniziato ad impegnarmi come attivista sociale difendendo quelli che sono i diritti degli studenti, il diritto all'istruzione, il diritto dell'infanzia e degli adolescenti. Mi sono formato su queste basi, mosso principalmente dall'amore per il mio paese, la mia città e la mia gente. Sono una persona che ammira ogni cosa che c’è nel nostro comune. Mi piace la mia casa a Mayor Otaño e ho visto che si stanno commettendo molte irregolarità. Praticamente si sta portando il mio comune alla retrocessione. C'è una gestione dittatoriale. La dittatura sta regnando in questo posto. Cosa che io, per la mia etica e per il mio impegno sociale in difesa dei diritti, non posso continuare a permettere che avvenga”.

Possiamo dire che a Mayor Otaño la dittatura stronista non è caduta e prosegue ancora oggi?
"Esattamente. Possiamo dire così. Perché le loro azioni oggi sono le stesse messe in pratica nei tempi della dittatura e comunque loro stessi lo hanno affermato. Oggi il whatsapp è un mezzo tecnologico abbastanza vasto ed uno può sapere molte cose attraverso questo strumento. Io posso vedere il whataspp del sindaco e di tutte quelle persone che mi contrastano e che hanno esultato per Stroessner. Presumo che la dittatura per loro sia stata uno dei periodi migliori. Io ho il fermo immagine della pubblicazione di questa polka stronista?. Viva Stroessner!. Io posso affermare che questa è una chiara pratica dittatoriale".

In quali organizzazioni ti sei impegnato in questi ultimi cinque anni?
"Per iniziare sono nella CEDENAI (Comitato Dipartimentale di Bambini ed Adolescenti del Dipartimento di Itapua), poi nella Rete Nazionale di Bambini ed Adolescenti Py (REDNAP), ma anche a Niños Sur, che è una Commissione permanente dentro il Mercosur, per i Diritti umani, sono stato nella Rete Latinoamericana e Caraibica, sono stato nel Movimento Mondiale per i Diritti dei Bambini in America latina ed i Caraibi. Sono nell'UNEPY (Unione Nazionale di Centri di Studenti del Paraguay)".

A livello internazionale ci sono molti giovani che stanno lottando a favore della vita, dell'ambiente, contro la mafia, la corruzione, contro la povertà. Che messaggio dai a questi giovani del mondo che leggeranno questa intervista che sono già impegnati e anche ai giovani che ancora non si stanno impegnando per il cambiamento di questa civiltà?
"Normalmente quello che noi giovani diciamo è che vogliamo che le cose cambino. Abbiamo bisogno di un cambiamento, ma non facciamo parte del cambiamento. Quindi giovani, uscite dalla vostra zona di confort e andate a conoscere il mondo. Prendiamo parte del cambiamento. Perché il cambiamento non dipende dagli altri, ma da ognuno di noi. Come giovani abbiamo il potere. Ad esempio i poteri che ci sono in Paraguay. Abbiamo il potere esecutivo, potere legislativo, potere giudiziale, potere della stampa. Ma i giovani uniti hanno più potere di quelli che ha lo Stato. Perciò, giovani il cambiamento è nelle nostre mani. Coraggio! Uniti possiamo andare avanti. Sempre con la testa in alto, non abbiate paura delle repressioni perché noi siamo il presente, che prepara il futuro".

Foto di copertina: www.diarioextra.com

Foto 2: www.diarioabccolor.com

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