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Terzo Millennio

Il caso Horacio Cartes e lo Stato al bivio

di Jorge Figueredo
La decisione della giustizia brasiliana di emettere un ordine di mandato di cattura internazionale, con la comunicazione all'Interpol, che ha applicato il codice rosso, nei confronti dell'ex presidente e uomo d'affari paraguaiano Horacio Cartes (HC), attuale senatore a vita - nonostante le varie indagini avviate a suo carico negli Stati Uniti e in Brasile per sospetto contrabbando di sigarette, riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico ed altre attività illegali - ha causato stupore nei media e nella cittadinanza del paese.
Colpisce il fatto che l'azione della giustizia brasiliana avvenga nell'attuale contesto politico-economico nazionale e regionale che vede a confronto potenti gruppi economici, e una crisi sociale e politica in diversi paesi come Cile, Ecuador, Bolivia, Argentina, Uruguay, Paraguay. Paesi dove viene messa in discussione la presunta democrazia in vigore in essi, mentre la realtà è che viviamo in una falsa democrazia, in una dittatura mafiosa camuffata da democrazia, dove si vota ma non si sceglie.
Il legame tra Horacio Cartes e Darío Messer è noto a tutti. Già dagli anni ‘80 e primi anni ‘90 ci sono indizi sul suo coinvolgimento in diverse attività illecite, anche durante la dittatura di Stroessner, come evasione di valuta estera, e dopo l’89, reati come contrabbando di sigarette, riciclaggio di denaro, e traffico di droga.
Le indagini condotte dalla giustizia brasiliana hanno rivelato che esisterebbe una specie di Società Occulta tra Darío Messer e Horacio Cartes. Entrambi si consideravano “amici dell'anima"; si sono fatti favori reciproci, soprattutto bonifici di milioni di dollari nei conti aperti nelle banche paraguaiane, di proprietà di Cartes; cospicue somme di denaro di dubbia provenienza, dal Brasile. Nonostante fosse palese per il giornalismo investigativo, per la politica e gli analisti la stretta relazione tra Cartes e Messer, l'ex presidente paraguaiano ha sempre cercato di nascondere le sue relazioni d'affari con Messer ed i suoi legami con mafiosi come Fadh Jamil, considerato uno dei capi della mafia nella Triplice frontiera, con il quale ha fatto diversi affari dal 1993. Bisogna ricordare anche che uno dei figli di Fadh Yamil è sospettato di essere uno dei mandanti dell'assassinio del giornalista Santiago Leguizamón avvenuto nel 1991, un fatto di sangue rimasto ancora impunito.
La storia di Horacio Cartes è un indicatore della debolezza istituzionale, della corruzione e dell'impunità regnanti in Paraguay. Nonostante la corposa fedina penale con diversi precedenti e sospettato di coinvolgimento nei reati sopracitati, non è mai stato indagato, processato né tanto meno condannato dalla giustizia paraguaiana.
Da ricordare che Cartes è il fondatore del Movimento politico “Honor Colorado", del Partito Colorado, di cui facevano parte anche lo stesso ex sindaco di Ypejhú, Vilmar Neneco Acosta (a capo di una banda di narcotrafficanti del dipartimento di Canindeyú e condannato come mandante dell'assassinio del giornalista Pablo Medina), l'ex governatore del dipartimento di Canindeyú, Alfonso Noria e la deputata Cristina Villalba, amici di Vilmar Acosta, anche loro sospettati di essere coinvolti nella morte del giornalista.
Il Direttore di Diario 5 días, Dr. Benjamín Fernández Bogado, in un programma televisivo ha dichiarato: "il fatto che il Brasile abbia decretato un mandato di cattura internazionale contro Cartes, manda un messaggio al Paraguay di poca sovranità sui nostri affari, che è un paese allo sbando un paese dove i paraguaiani siamo incapaci di perseguire e tanto meno condannare i potenti a causa della debolezza delle nostre istituzioni. Viviamo in una cultura dell'impunità. Qui non esiste lo Stato né la repubblica. Dobbiamo rispettare le norme, dobbiamo impegnarci affinché il nostro sia un paese serio e non inaffidabile”.
Il Dr. Hugo Estigarribia, avvocato costituzionalista, rispondendo alla domanda se questa è la fine di Horacio Cartes, si è così espresso: "È difficile prevedere quel che accadrà, poiché il Paraguay è il cimitero delle teorie. Sì, possiamo affermare, che quello che è accaduto è un duro colpo per il Paraguay, così come fu un duro colpo quando Cartes venne eletto presidente nonostante fosse sotto indagine in diversi paesi per vari reati. Fine dei delinquenti in politica, basta con il finanziamento politico illegale. L’accaduto ci dimostra anche che il Paraguay è una democrazia controllata dal Brasile e dagli Stati Uniti”.
L’eventuale azione penale della Giustizia Brasiliana contro Cartes avrebbe diversi aspetti ed effetti: uno politico, poiché sicuramente nel Congresso Nazionale si discuterà se Horacio Cartes, come Senatore a vita, gode dell’immunità parlamentare o meno, in caso affermativo, si dovrà votare se lasciargli l’immunità o revocargliela. Bisognerà vedere la posizione che adotteranno i ‘cartistas’ riguardo il governo di Mario Abdo, perché fino ad oggi hanno evitato il giudizio politico, in cambio di una maggiore ingerenza nel governo. Tuttavia adesso potrebbero cambiare posizione e preparare un colpo di stato politico contro il presidente; un altro aspetto sarebbe a livello giuridico: dal punto di vista legale le autorità giudiziarie paraguaiane analizzeranno se l’ordine di arresto emesso dal Brasile sia conforme ai presupposti della legislazione penale e giuridico penale paraguaiana (in questo caso se il Paraguay negherà l’estradizione di Cartes); un altro aspetto è quello economico, il Brasile potrebbe applicare delle sanzioni economiche contro il Paraguay che sta già vivendo una difficile congiuntura economica e potrebbe precipitare in una grave recessione; ed infine, gli effetti diplomatici. Dobbiamo ricordare che tra pochi anni termina il Trattato di Itaipú, ed entrambi i paesi dovranno rinegoziare la modalità di gestione dell'energia elettrica, pertanto, il Brasile potrebbe pretendere dal Governo di Mario Abdo Benítez di non modificare il contenuto del Trattato che storicamente ha favorito il Brasile.
Indipendentemente da quanto esposto, le istituzioni dello Stato paraguaiano si trovano al bivio più decisivo della sua storia. Dalla decisione che prenderanno e dalla responsabilità che assumeranno riguardo il caso Cartes, dipenderà la costruzione di un vero Stato Sociale di Diritto come garantisce la Magna Carta del nostro paese. Altrimenti, permetteranno che la cultura dell'impunità, dell'illegalità, e la narco-politica continuino a condizionare lo Stato, e sia ancora considerato uno Stato-mafia.
Il popolo paraguaiano ha finalmente un'alternativa: rimanere passivo, accettando con timore quello che decideranno tra quattro pareti i suoi governanti e le autorità giudiziarie in relazione al caso Cartes o assumere un ruolo militante attivo e civile che promuova una rivoluzione di valori, una rivoluzione culturale, che porti all'espulsione della mafia e del crimine organizzato che si è infiltrato nello Stato e nella cultura politica del Paraguay. Urge bandirli definitivamente ed iniziare a costruire una cultura della legalità, dove prevarranno la giustizia sociale, l'autentica democrazia e lo Stato di Diritto.

Foto di Copertina: www.airedesantafe.com

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