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Terzo Millennio

Cocaina ad Amburgo: si dimette il direttore delle dogane dell'Uruguay

di Jean Georges Almendras
Ancora un sequestro di cocaina, 1.000 kg., questa volta in uno stabilimento balneare dell’Est dell'Uruguay

Si è dimesso il direttore nazionale delle Dogane dell'Uruguay, Enrique Canon. Dimissioni derivate da uno scandalo legato al narcotraffico. In particolare dal sequestro nel porto di Amburgo di Germania, di quattro tonnellate e mezzo di cocaina, sistemate in borsoni sportivi contenenti contenenti la sostanza pressata in mattoni, all’interno di un container di una nave mercantile partita dal porto di Montevideo con destinazione la città di Anversa in Belgio. Secondo la documentazione ufficiale e formale, il container sequestrato doveva trasportare soia, prodotta in un campo della città di Los Cerrillos, nel dipartimento di Canelones. Ovviamente nel container non c’era soia, ma cocaina.
Le ripercussioni per l’ingente e milionario sequestro di droga (dal valore stimato in circa un miliardo di euro, sul mercato europeo), si sono fatte sentire in Uruguay, al punto da mettere in discussione la permanenza stessa di Canon come Direttore delle Dogane. Fatto sta che nelle ultime ore, sicuramente a causa delle pressioni subite, o per qualche altra ragione non ancora resa pubblica, la massima autorità delle dogane ha presentato le proprie dimissioni al titolare del Ministero di Economia e Finanza. A sostituire Canon, temporaneamente, come nuovo Direttore delle dogane: Jaime Borgiani.
Al di là delle ripercussioni interne nella Direzione Nazionale delle Dogane, il pubblico ministero Mónica Ferrero, a carico della Procura Specializzata negli stupefacenti, prosegue le indagini di routine, raccogliendo informazioni e dati non solo dalla Dogana stessa ma anche dal Comando della Prefettura Nazionale Navale e dall'Amministrazione Nazionale Portuale (ANP).
Proprio la massima autorità dell'ANP, Alberto Díaz, ha dichiarato alla stampa di Montevideo che questa istituzione "sta provvedendo a fornire tutte le indicazioni dal punto di vista portuale per la tracciabilità del carico" e che si cercherà di individuare in quale nave fu caricata la cocaina. Ha segnalato anche di avere richiesto informazioni al Ministero degli Esteri, e un dettagliato rapporto all’ANP su tutte le spedizioni di soia degli ultimi 60 giorni, al fine di identificare l'operatore e l’ufficiale della dogana.
Parallelamente alle indagini in corso sul carico di cocaina sequestrato ad Amburgo a metà luglio, la stampa uruguaiana ha diffuso un comunicato emanato dell’ufficio stampa del Ministero dell'Interno.
La notizia riguardava il sequestro di una tonnellata di cocaina in un alloggio dello stabilimento balneare di Costa de Oro in Uruguay e all’interno di alcuni veicoli collegati alla struttura turistica. È stato riferito che le autorità di polizia, a seguito di una denuncia, localizzarono un veicolo Mercedes Benz bianco ed un camioncino Amaro, all’interno dei quali trovarono la cocaina. Aggiungendo che è stata effettuata una perquisizione in un alloggio dello stabilimento balneare Parque del Plata dove è stata trovata altra cocaina. In tutto una tonnellata la droga sequestrata e sottoposta a indagini dalla Polizia Scientifica. Nel corso delle operazioni sono state arrestate tre persone che, al momento, vengono interrogate dalle autorità al fine di mettere insieme dei dati strettamente correlati all’attività del traffico di droga in Uruguay. Contraccolpi dei recenti sequestri ad Amburgo e Francia?
In questo contesto e considerando le altre recenti operazioni che hanno portato a ingenti sequestri di cocaina, ad Amburgo e nella zona di confine tra Francia e Svizzera, dove sono stati confiscati 603 kg. di cocaina in un aereo privato che era decollato dall'Aeroporto Internazionale di Carrasco di Montevideo, Uruguay, e che si sommano ad altre operazioni eseguite negli ultimi mesi, sicuramente al pubblico ministero Ferrero spetta un lavoro arduo per definire i responsabili uruguaiani implicati in queste operazioni del narcotraffico internazionale.
Ciò che è certo è che nell'Uruguay di oggi non sono pochi i segni che denotano quanto grave e profonda sia l’infiltrazione delle mafie del narcotraffico. Noi stessi, come giornalisti di Antimafia, abbiamo denunciato molte volte questo grave quadro, che è sotto gli occhi dei giudici e dei pubblici ministeri italiani impegnati in indagini riguardanti i livelli di influenza delle organizzazioni mafiose - principalmente la 'Ndrangheta - in territori sudamericani, avvalendosi di una logistica di corruzione ai più alti livelli mirati per consentire il trasferimento di carichi voluminosi di cocaina a differenti paesi dell'Europa, ovviamente avendo a disposizione milioni di euro, risorsa vitale per tangenti, corruzioni e pagamento di servizi, ecc, ecc.


canon fuoristrada


La presenza di elementi del narcotraffico internazionale in Uruguay ed Argentina (e nel Brasile) ci porta a riflettere ancora sul livello di espansione raggiunto in queste latitudini. E l'organizzazione mafiosa 'Ndrangheta non sarebbe assente tra la presenza della criminalità straniera operativa in Uruguay, Argentina e Brasile. Non a caso uno dei suoi operatori, il latitante Rocco Morabito risiedeva nel nostro paese mentre era ricercato dalla giustizia italiana per quasi 20 anni, fino al suo arresto a Montevideo nel settembre del 2017, ma che riuscendo a fuggire dalla Prigione Centrale, lo scorso 23 giugno, quando la sua estradizione in Italia era ormai imminente. Una fuga agevolata per qualche ragione ben precisa, legata al narcotraffico internazionale con la eventuale collaborazione di funzionari venali e corrotti?
Personaggi, come Morabito, che hanno un peso all’interno di organizzazioni come la 'Ndrangheta, non agiscono a caso. La loro vita, i loro movimenti e attività nella quotidianità cittadina, rispondono sempre ad un fine criminale, ancora di più quando si tratta di latitanti che ovviamente hanno un'altra identità.
C’entra Rocco Morabito con i carichi di cocaina partiti dall'Uruguay ai paesi europei? La sua evasione scandalosa e cinematografica c’entra in qualche modo le attività del narcotraffico degli ultimi mesi?
Gli investigatori che conoscono il mondo sotterraneo del sistema mafioso (del sistema criminale integrato, come direbbero i nostri collaboratori e redattori antimafia in Argentina, l'avvocato Raúl Blázquez ed il redattore di Our Voice Alejandro Díaz), sicuramente si sono posti questi interrogativi. Guarda caso: Rocco Morabito latitante nel momento che viene fuori l'intercettazione di imponenti spedizioni di cocaina verso paesi europei, provenienti dall'Uruguay, in mezzo a scandali insoliti, dove la corruzione di funzionari di enti importanti alleggia come un fantasma sulle loro teste e sui loro incarichi.
Non a caso, negli ultimi otto anni, la questione del narcotraffico internazionale e locale, in Uruguay, è stato tema ricorrente. Non a caso, in Argentina i sequestri di droga e la cattura di narcotrafficanti sono all’ordine del giorno, nonostante la signora Ministro della Sicurezza Patricia Bullrich, abbia negato che la 'Ndrangheta stia operando nel suo paese. Non a caso, Rocco Morabito, emblema della 'Ndrangheta, prima di essere catturato due anni fa, viaggiava costantemente in Argentina e in Brasile, ovviamente sotto la copertura di uomo d'affari del settore agricolo della soia, proprio quando in entrambi i paesi, le attività criminali del narcotraffico erano ai massimi livelli, ed i sequestri di droga ingenti sia per quantità che per valore economico.
Non a caso, i colleghi argentini Blázquez e Díaz, di Antimafia Dos Mil pongono l’attenzione sulle attività e le ramificazioni della 'Ndrangheta in questa regione della nostra America Latina. Non a caso, i nostri redattori di AntimafiaDuemila danno ampio risalto nei loro articoli, insieme al nostro direttore Giorgio Bongiovanni, riguardo la mafia italiana dedita esclusivamente al narcotraffico in America Latina.
Significa quindi che non è per niente un fatto isolato. Tutto è collegato. Tutto.
A questo punto bisogna sapere osservare ed interpretare singolarmente ognuno degli episodi per poi fare i collegamenti e unire gli indizi per capire e comprendere una volta per tutte che il narcotraffico internazionale muove montagne per riuscire nei suoi obiettivi. In Uruguay ed altrove.
(3 agosto 2019)

*Foto di Copertina: www.subrayadotv.com / Director Dogana che si è dimesso
*Foto 2: www.subrayadotv.com/ Operazione al Parque del Plata, Canelones.