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Terzo Millennio

Il boss della 'Ndrangheta catturato in Uruguay

morabito rocco direzione polizia criminaleEra ricercato dal 1995, confiscati armi, denaro, auto e gioielli
di Jean Georges Almendras
Rocco Morabito, membro dell’organizzazione mafiosa calabrese ‘Ndrangheta, è stato arrestato in un hotel del centro di Montevideo, capitale dell’Uruguay, lo scorso 2 settembre. Morabito era ricercato dalla giustizia italiana dal 1995 per reati di associazione illecita di stampo mafioso e traffico di droga. Dopo il suo arresto è stato portato dinnanzi alla giustizia uruguaiana, processato e trasferito in carcere, accusato di essere “coautore di tre falsificazioni di carte d’identità e di passaporti, reiterando il delitto di falsificazione ideologica per un particolare, in qualità di autore”. È stato quindi disposto “l’arresto preventivo per un periodo di tre mesi ai fini dell’estradizione”.
Secondo fonti ufficiali del Ministero dell’Interno uruguaiano, su Rocco Morabito pesava un ordine di cattura “rosso” emesso dall’Interpol, con l’accusa di aver fatto parte, tra il 1988 e l’estate del 1994, di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga. All’interno di questo gruppo criminale Morabito avrebbe svolto il ruolo di organizzare il trasporto della droga in Italia e la distribuzione a Milano.
Morabito è accusato di aver organizzato il trasporto in Italia di 32 kg di cocaina. Il trafficante incaricato del trasporto venne arrestato in Francia il 21 gennaio del 1993 e la droga fu sequestrata. Morabito tentò di trasportare anche 592 kg di cocaina dal Brasile in Italia, ma il 16 luglio del 1992 la droga venne sequestrata in Brasile. Infine, il 21 Aprile 1993 organizzò il trasporto di altri 630 kg di droga.
Il Ministero degli Interni (UNICOM) ha precisato che le autorità uruguaiane hanno lavorato per 6 mesi accertando che l’uomo aveva arsenale morabito roccoottenuto documentazione uruguaiana presentando documenti brasiliani con il nome di “Francesco Capeletto”, e risiedeva in territorio uruguaiano da circa 13 anni.
L’operativo di polizia è il risultato di un intenso e paziente lavoro di vigilanza sul boss. Dall’analisi di tutti gli elementi a lui confiscati nella stanza di albergo è stato possibile identificare il suo domicilio nel dipartimento di Maldonado, nella zona delle vie Curupay e Platón
Le autorità intervenute, dopo la perquisizione in hotel, hanno effettuato altre due perquisizioni in depositi sempre nello stesso Dipartimento.

I beni confiscati
- 1 Pistola Glok 9mm,
- 1 coltello Buck,
- 13 cellullari
- numerose schede per telefoni cellulari ,
- 54.151$USA (cinquantaquattromila duecentocinquantuno dollari Usa),
- 2.540 $U (duemilacinquecentoquaranta pesos uruguaiani),
- 12 carte di credito
- 4 libretti di assegni in dollari dal Bandes,
- 1 libretto con azioni al portatore per un valore di USA$ 100.000 (centomila dollari americani).
- 1 Renault Logal SAL 8819,
- 150 foto tessera con il volto del detenuto, indossando indumenti diversi e con una tonalità di pelle diversa, oltre a varia documentazione di tipo commerciale.

Nel secondo deposito sono stati ritrovati:
- 1 Mercedes Benz 050 anno 2015
- passaporti portoghesi a nome di “Francesco Capeletto”,
- vari gioielli,
- documentazione varia.

Le autorità di polizia e giudiziarie continuano a lavorare sul caso con l’obbiettivo di definire ramificazioni legate alle attività di narcotraffico del detenuto, tanto in territorio uruguaiano come nella regione.

*Foto: UNICOM

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