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Terzo Millennio

Caso Medina: ''Neneco'' ai ferri corti nel ''giorno degli eroi''

acosta neneco vilmarDomani si deciderà se rinviare a giudizio Vilmar Acosta
di Jorge Figueredo
“Neneco” Acosta è entrato in aula accompagnato dai suoi avvocati Vicente Alderete e Ricardo Paredes. Con un'espressione dura, ma con quel suo solito malevolo sorriso degli ultimi tempi. Sembrava volesse trasmettere agli altri la sua serenità. Un atteggiamento quasi di superbia, a voler dimostrare che aveva la situazione sotto controllo.
Pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza preliminare, Acosta ha chiesto al suo avvocato Vicente Alderete, a bassa voce, chi dei familiari di Medina era presente in aula. L’avvocato ha risposto con un gesto segnalando che c’erano i parenti stretti del giornalista. Simultaneamente, entrambi hanno girato la testa e rivolto uno sguardo fugace alla famiglia Medina.
Erano presenti anche i magistrati Sandra Quiñonez e Vicente Rodríguez. A presiedere l’udienza preliminare il Giudice Penale di Curuguaty Carlos Martínez. Poche le persone in aula. Tutti i giornalisti si trovavano fuori con le loro telecamere. Oltre a pubblici ministeri e funzionari, erano presenti Pablo Medina, Francisco Medina, Gaspar Medina e Dyrsen Medina, rispettivamente padre, fratelli e figlia maggiore di Pablo. C’erano anche due giornalisti di ABC Color, una di loro, Magdalena Benitez, era l’ex capo di Pablo.
Data l’impossibilità di concludere l’udienza preliminare in poche ore, dovuto alla complessità della causa ed ai vari cavilli presentati dalla Difesa, il Giudice Carlos Martínez l’ha rimandata a mercoledì 1° marzo alle 10.00, giorno in cui si deciderà se rinviare a giudizio Vilmar “Neneco” Acosta.
Al di là delle valutazioni giuridiche, esposte tanto dal Pubblico Ministero quanto dalla Difesa, il giudice Sandra Quiñonez, nel salutare Pablo Medina con un sorriso raggiante gli ha detto: “tutto si risolverà il 1° Marzo, che ricorda la morte del Maresciallo Francisco Solano López avvenuta per mano delle forze alleate, nel 1870, a Cerro Cora, sulle rive del torrente Aquidaban. Il 1° marzo - che per curiosa coincidenza è anche il nome della via in cui abitano i genitori del giornalista ucciso, dove fu assassinato Salvador Medina il 5 Gennaio 2001 - si commemora il Giorno degli Eroi in Paraguay, in ricordo del maresciallo Francisco Solano López e di tutti coloro che diedero la vita per la patria. Un segno molto significativo per la storia del Paraguay.

medina familiari febb2017

Il 1° marzo del 1870, con la morte del Maresciallo López, ebbe fine formalmente la guerra della Triplice Alleanza. In quei giorni López fu costretto alla resa e lui, rifiutandosi, avanzò contro i soldati dicendo: “Muoio per la patria”, volendo significare che non moriva solo lui, ma anche tutto il popolo paraguaiano. Ci fu un genocidio che portò quasi alla scomparsa della popolazione uruguaiana. Morì il 99,5 % degli uomini adulti.
Finita la guerra il Paraguay era devastato, distrutto dalla brama di potere e di dominio dell’impero inglese. L’élite inglese (arrichitasi attraverso il saccheggio, la pirateria, lo sfruttamento dei popoli invasi nel mondo) stava iniziando un processo di industrializzazione basato sull’acquisto di materie prime dalle loro colonie a prezzi irrisori, soprattutto dai paesi dell’America del Sud. Inoltre, la Corona inglese non poteva permettere che un piccolo paese, come il Paraguay, potesse raggiungere uno sviluppo economico e culturale autosufficiente e indipendente dall’Impero Inglese, perché ciò avrebbe compromesso i loro grandi interessi finanziari. Ecco perché i maggiori enti bancari inglesi, Baring e Rothschild si divisero le loro aree di influenza in quel tempo.
Non possiamo ignorare nemmeno, così come ci insegna la storia universale, che già allora società segrete, massoneria e mafia hanno dato forma a una rete o sistema criminale al fine di reprimere e sottomettere i popoli liberi. La mafia internazionale era dietro la Guerra della Triplice Alleanza, che rappresentò uno dei più grandi genocidi della storia.
Pablo Medina, con la sua lotta a favore della vita e della giustizia, denunciando costantemente i narcotrafficanti, la narco politica ed i mafiosi, è stato un eroe. Così come il Maresciallo López, anche lui diede la vita per la Patria.
Ma, la differenza fondamentale tra quel 1° marzo 1870 e il 1° marzo 2017, è che allora la guerra distrusse una generazione, mentre l’udienza preliminare di Vilmar “Neneco” Acosta, se sarà rinviato a giudizio, può far rinascere la speranza in questo popolo che ha tanto sofferto, e in seno alla famiglia Medina, tanto martirizzata, che potrà credere nuovamente nella giustizia. Se nel 1870 crollò tutto un popolo insieme al suo condottiero, abbiamo fiducia che nel 2017 questo stesso popolo risorga dalle ceneri ed effettivamente Neneco Acosta sia dovutamente processato. E che la morte di Pablo non sia stata invano, che ci siano le condizioni affinché il 1° marzo, l’uomo giusto caduto possa essere commemorato come un Eroe. Sarebbe una prova per la cittadinanza: che Dio non dimentica mai il suo popolo.

Foto © Jorge Figueredo

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