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Terzo Millennio

Il tumore fa strage di bambini nella "Terra dei fuochi"

terra dei fuochi bimboIl dolore e la protesta delle madri
di Oscar Nicodemo
Nella cosiddetta "Terra dei fuochi", otto bambini sono morti di tumore negli ultimi venti giorni. Avevano un'età compresa tra i 7 mesi e gli 11 anni. La loro sfortuna era quella di essere nati e abitare in un'area, che, negli anni, è stata interessata da un devastante sversamento illegale di rifiuti. Un'area di degrado, morte e sconforto, dove sono stati infossati residui tossici e nucleari provenienti dal nord Italia e dal nord Europa, provocando tra la popolazione che vi risiede un alto tasso di tumori, che hanno colpito soprattutto le donne giovani (al seno e alla tiroide) e i bambini.

Ancora una volta, le mamme aderenti al "Comitato vittime della Terra dei fuochi", con estrema dignità e compostezza, manifestano la loro disperazione di fronte a quella che va assumendo le proporzioni di una vera e propria strage di bambini, colpiti da patologie tumorali che hanno una stretta correlazione con le sostanze tossiche interrate in quel territorio. Il loro lutto, la passione, l'affanno, costituiscono un inesorabile atto d'accusa per chi sta facendo troppo poco per quelle aree martoriate. Queste donne, affrante e nello spasimo più trepidante per la sorte che ha riguardato il destino dei propri figli, che nella sua ineluttabile mestizia potrebbe ripetersi, chiedono, nel decoro di un dolore metabolizzato, una maggiore attenzione, da parte delle istituzioni, sulle tragiche condizioni in cui versano le zone distrutte dai roghi e rifiuti tossici.

Una giovane madre, con una figlia che combatte da due anni contro un cancro al cervello, si chiede dove siano le istituzioni e quando partiranno le bonifiche. Un'altra, nella disperazione lucida dell'accoramento, dice: "Questi bambini non riposeranno mai in pace, perché per loro non c'è giustizia".
Intanto, l'Istitituto Superiore di Sanità conferma che in tutti i comuni inclusi nell'area, detta "Terra dei fuochi", la situazione epidemiologica è piuttosto allarmante. Non a caso si registra un incremento significativo del numero di bambini ricoverati nel primo anno di vita per varie forme tumorali. Mentre, per le patologie oncologiche del sistema nervoso centrale la fascia di età è più ampia: tra 0 e 14 anni. Esiste, dunque, in quella terra, un'emergenza bambini.

Quei roghi di rifiuti che, più di dieci anni fa, imperversavano ripetutamente, in una vasta area della Campania, oggi danno pienamente conto del danno procurato alla popolazione e all'ambiente, perpetrato in virtù di un affare losco e criminale che ha arricchito coscienze corrotte e ucciso anime innocenti. Qualche tempo fa le dichiarazioni spontanee del "pentito" Carmine Schiavone hanno rivelato come una parte della Campania sia stata messa al centro di un disegno criminale, tramutandola in una discarica a cielo aperto di materiali tossici, tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido. Un concentrato di veleni paragonabile a una vera e propria arma chimica.

Delle mamme manifestanti della "Terra dei fuochi", resta il segno femminile di una protesta concreta, civile, spettante. Spesso sono le donne a sapere interpretare le tragedie in cui l'umanità è immersa e a pretendere che un senso di giustezza ponga rimedio alle brutture del mondo. Quelle del napoletano e del casertano, nella fattispecie, conoscono la sofferenza e sanno alimentare la speranza. Disattenderle, sarebbe da paese rozzo e arretrato.

Tratto dalettera43.it

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