Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Terzo Millennio Ambiente Appello dell’Africa ai giornalisti: che effetto vi fa l’avorio insanguinato?

Terzo Millennio

Appello dell’Africa ai giornalisti: che effetto vi fa l’avorio insanguinato?

rinoceronte-cornodi Federico Orlando - 5 marzo 2013
Un chilo di avorio a Pechino si paga mille dollari, uno di corno di rinoceronte ventimila. Altrettanto a Bangkok, a Singapore. E’ l’ultima dall’Africa verde insanguinata, fra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno. Un settimanale femminile, D di Repubblica, ha dato spazio a un ampio servizio di Margot Kiser, di Newsweek. Esistono ancora in qualche parte del mondo giornalisti che fanno gli inviati speciali, anche loro specie in estinzione come elefanti e rinoceronti. Di questi ne sono rimasti in tutta l’Africa 21 mila bianchi e 4 mila neri, quest’ultimi in Kenia. E’ dal Kenia che ci arriva l’appello a smuovere l’opinione pubblica anche italiana, a chiedere ai giornalisti eletti in parlamento di fare leggi contro il commercio d’ avorio e scaglie di corno. Articolo 21 ha mandato alla Camera e al Senato alcuni dei quaranta che, prima ad Acquasparta poi presso la Federazione della stampa, s’erano impegnati a guardare verso orizzonti nuovi, se eletti. Anche l’orizzonte della biodiversità in terre lontane, massacrata dal nuovo colonialismo globale. Sarà la guerra dei droni “buoni”, senz’armi ma vigilanti, contro i kalasnikov cattivi dei bracconieri, come ha proposto Ilary Clinton? O sarà il Partito comunista cinese, che ha proibito le bende che da cinquemila anni deturpano i piedi delle donne, a proibire a capitalisti e mercanti della grande Cina l’incetta di avorio e corni, diventati più preziosi dell’oro e della cocaina?

elefante-zanna-avorioCi sollecitano a questa lotta dal “posto della primavera”, Ol Ari Nyiro, la grande riserva del Kenia del nord. Ci sono centomila ettari incontaminati, dove la scrittrice trevigiana Kuki Gallmann, 69 anni, e il suo primo marito crearono trent’anni fa la grande riserva dei pachidermi e di ogni altra specie. In Occidente e in Italia il “posto della primavera” ci si presentò circa 15 anni fa nell’immagine seducente di Kim Basinger, l’antieroina di Otto settimane e mezzo, che portò sullo schermo Sognavo l’Africa, I dreamed of Africa: il più bel romanzo della Gallmann, quasi una continuazione del capolavoro di Karen Blixen, La mia Africa. La signora di Treviso, dal cognome svizzero del secondo marito, vive la stessa esperienza della grande umanista danese. Con la stessa dedizione, e con due ferite nella carne stanca dopo decenni, trapassata da due pallottole di bracconieri.

Chiamarla “collega” non potremmo, perché noi giornalisti italiani la ignoriamo, presi dalle nostre cucine. Lei, Kuky, in trent’anni di amore e di guerra, ha lasciato sul campo il primo marito per un incidente nel Rift , e il figlio undicenne Emanuele per un morso di serpente. E’ rimasta sola, col fucile a tracolla e i suoi ranger kenioti, ex bracconieri pentiti, da lei redenti dopo la pena, contro i quali sparano i fuorilegge. Kuky e la figlia superstite Sveva – 32 anni, idolo biondo delle popolazioni masai fra cui è cresciuta, ora ambasciatrice a Londra dell’opera di sua madre -, sono le amazzoni delle ultime mandrie di pachidermi, assediate dalla voracità dalla vacuità e dalla superstizione di tre continenti. E dalla fame africana. “Non chiamatelo avorio, piuttosto denti insanguinati, forse saranno meno suggestivi per mercanti, artigiani, sacerdoti di varie religioni, stregoni di tutte le razze, che fanno statue gioielli decorazioni in avorio”, chiede candida rinoceronti-uccisila reverenda brasiliana Doju Freire: suora buddista, ora a Torino, da poco rientrata da un lungo soggiorno con Kuki Gallmann. E ci chiede aiuto, nientemeno, a noi giornalisti di Strapaese.
Sognavo l’Africa, I dreamed of Africa. Una “forza speciale” veglierà giorno e notte su queste vite africane e già si è mossa per le balene dell’Oceano Indiano, per le popolazioni di oranghi a Sumatra, o nel Kruger National Park del Sud Africa: dove, nei primi due mesi dell’anno, sono stati uccisi 61 rinoceronti e arrestati 14 bracconieri. Forse un modo di lavarsi l’anima del globalismo mercantile-religioso-sessuale e della stregoneria, che in Africa mutilano rinoceronti, elefanti e donne, in un interminabile paganesimo del sangue. La forza speciale, che affiancherà le agenzie di intelligence contro bracconieri e mercanti, è stata illustrata da Francesco Semprini su La Stampa. “I droni non avranno missili ma gli apparati elettronici che raccolgono i dati e completano l’opera in simbiosi con la tecnologia di telefonia mobile a basso costo, di Google. Tracciano le piste e le rotte seguite dagli animali, le trasmettono ai sistemi di comunicazione gestiti dalle guardie forestali e costiere”. Aiutiamo il Kenia, quello interno, oltre la Malindi dei Briatore. Il Kenia infinitamente povero anche se ammantato di verde nelle visioni aeree per turisti. Dove solo i masai riescono a sostentarsi con un po’ di farina e di latte.

rino-uccisoCosì nel 2011 sono morti in Africa 30 mila elefanti. Non è più il tempo romantico della battuta nel plenilunio, con le lance degli indigeni o col fucile a una canna della “caccia grossa”. Oggi si spara a raffica, trenta giorni e trenta notti al mese, e si fa un’unica carneficina del branco, coi piccoli disperati che impazziscono quando crollano le matriarche, le grandi madri della società femminista, conservatrici dell’esperienza e della memoria storica del branco: piste, fonti d’acqua, riserve alimentari. E impazziti finiscono sotto il tiro di altri criminali, che una volta uccidevano solo i maschi dalle grandi zanne, ora uccidono pure loro, i cuccioli coi “dentini” da latte. Tutto si vende, tutto si compra, la vita fa le sue metamorfosi preziose nelle forme di Budda, Visnù, Confucio, crocifissi, decorazioni per case di lusso, bracciali, collane. L’Italia ha firmato la convenzione Cites sul commercio internazionale delle specie, padre Lombardi – sorride la reverenda Doju – assicura che il Vaticano “non incoraggia il consumo” dei denti insanguinati. E noi? Ci siamo commossi qualche giorno fa quando Rai Scienze ha raccontato che nel 2012 la Lipu italiana ha ricostruito, ricucito, spiombato ali e gambe, impiantato protesi a 15 mila uccelli d’ogni piccolezza, e anche volpi, tartarughe, cani, restituendoli al cielo e alle campagne. A noi giornalisti si chiede di fare un po’ di posto sui giornali anche agli elefanti africani, se ancora vivranno qualche tempo affianco a noi.

Tratto da: articolo21.org

Le recensioni di AntimafiaDuemila

LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO

LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO

by Antonella Mascali

Questo libro raccoglie i principali interventi, le interviste,...

LA MAFIA DEI PASCOLI

LA MAFIA DEI PASCOLI

by Nuccio Anselmo, Giuseppe Antoci

Milioni di euro guadagnati per anni in silenzio...


BLOODY MONEY

BLOODY MONEY

edited by Massimiliano Virgilio

Un sistema di corruzione politica che ruota intorno...

PROFONDO NERO

PROFONDO NERO

by Giuseppe Lo Bianco , Sandra Rizza

Erano gli anni Settanta. Il giornalista De Mauro...


CASAMONICA

CASAMONICA

by Nello Trocchia

È il 20 agosto 2015 quando per la...

UN'AVVENTURA SINDACALE

UN'AVVENTURA SINDACALE

by Anna Vinci

Figlia di madre nubile, nata e cresciuta in...


PECUNIA NON OLET

PECUNIA NON OLET

by Alessandro Da Rold

"Seguite i soldi, troverete la mafia".Giovanni Falcone"Se ‘Vituzzu’...

IN CULO ALLA MAFIA

IN CULO ALLA MAFIA

by Emanuele Cavallaro

È un testimone di giustizia. Che non è...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa