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Back Sei qui: Home Terzo Millennio Crisi Bolsonaro riforma l'intelligence: così torna l'agenzia segreta operativa durante la dittatura

Terzo Millennio

Bolsonaro riforma l'intelligence: così torna l'agenzia segreta operativa durante la dittatura

di AMDuemila
Scoperta un’attività di dossieraggio di Governo

Una nuova pioggia di polemiche si abbatte sul Presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Nei giorni scorsi, con tanto di decreto, ha modificato la struttura dell'attuale agenzia di intelligence del Paese, la Agencia Brasileira de Inteligencia (Abin), istituendo una nuova unità che avrà il compito specifico di affrontare "le minacce alla sicurezza e alla stabilità dello Stato e della società" e migliorare “l’attuale produzione di informazioni di intelligence e raccolta strutturata di dati”. Secondo quanto riportato nel decreto costitutivo pubblicato in Gazzetta ufficiale, il Cin (questo il nome della neonata unità che diventerà operativa a partire dal prossimo 17 agosto) ha anche funzioni di “consulenza in favore di altri organi competenti dello stato in relazione alle politiche di pubblica sicurezza e all’identificazione delle minacce derivanti da attività criminali, oltre che condurre ricerche sulla sicurezza e analisi di integrità corporativa”.
Ma la mossa del capo dello Stato ha già suscitato polemiche. Secondo diversi analisti e giornalisti brasiliani, il nuovo organismo voluto da Bolsonaro ricorda il Servico Nacional de Informacoes (Sni), agenzia che si occupava di spionaggio contro attivisti e politici d'opposizione durante gli anni della dittatura militare brasiliana.
La notizia si accompagna alla convocazione da parte del Tribunale supremo federale (Tsf), entro le prossime 48 ore, del ministro della Giustizia di Brasilia, Andre Mendonca, per chiarire il proprio ruolo sui 579 dossier su dipendenti pubblici federali e di alcuni stati, operanti soprattutto negli uffici di pubblica sicurezza, schedati come "antifascisti" e redatti negli ultimi mesi dalla Secretaria de Operacoes Integradas (Seopi) del ministero.
Secondo quanto emerso, il gabinetto di intelligence del Dipartimento di operazioni integrate del ministero (Seopi), piccolo e poco conosciuto ufficio del ministero, avrebbe raccolto illegalmente dati su dipendenti della polizia federale, polizia stradale federale, delle polizie civili e militari di alcuni stati, oltre che funzionari del Centro di intelligence dell’esercito e della stessa Abin. E poi ancora tre professori universitari, uno dei quali è attualmente funzionario dell’Onu. Attività che ha creato dell'imbarazzo nel governo, ma non troppo se si considera la nascita della nuova struttura con compiti apparentemente molto simili.

Foto © Imagoeconomica

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