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Back Sei qui: Home Terzo Millennio Crisi ''Via le basi americane dalla Sicilia''. A Catania e Palermo nuove proteste dei pacifisti

Terzo Millennio

''Via le basi americane dalla Sicilia''. A Catania e Palermo nuove proteste dei pacifisti

di AMDuemila
Vari gli appuntamenti nell’isola questo week-end. “Vogliamo sapere che ruolo sta giocando il nostro governo sulla crisi in Iran”

Con la crisi tra Washington e Teheran in Sicilia si è riaccesa la fiamma della protesta anti-muos. Pacifisti hanno organizzato per il prossimo week-end iniziative popolari contro la guerra e contro le basi militari americane presenti nell’isola. La polemica su Sigonella e la stazione radar di Niscemi è divampata quando la scorsa settimana era giunta voce che l’MQ9-Reaper, il drone di ultima generazione made in USA utilizzato per uccidere il generale iraniano Qassem Soleimani, sarebbe decollato da Sigonella. Notizia, questa, smentita in un secondo momento dal portavoce della US Navy della stazione aeronavale della marina americana, il tenente di vascello Karl Schonberg, che ha assicurato anche il non impiego della stazione radar Muos di Niscemi (Ragusa). Tuttavia secondo alcuni esperti, come il giornalista Antonio Mazzeo esperto di questioni militari il Muos avrebbe avuto comunque un ruolo indiretto, cosa che ha spinto ancor di più i pacifisti a mobilitarsi. “La base siciliana, infatti, ospita da due anni il cosiddetto Uas Satcom Relay Pads and Facility, il sito per supportare le telecomunicazioni via satellite e le operazioni di tutti i droni dell’Aeronautica e della Marina militare statunitense, ovunque essi si trovino”.
In base al calendario stilato sabato a Catania si terrà un presidio di alcune sigle della sinistra davanti alla Prefettura. Nello stesso giorno a Palermo dovrebbe esserci un sit-in, organizzato nel corso dell’assemblea indetta dagli studenti del Gruppo “Fajdda” presso la facoltà di Scienze politiche, davanti all’agenzia consolare americana di via Marchese di Villabianca. L’obiettivo della protesta è quella di sapere “che ruolo sta giocando il nostro governo su questa vicenda”, ha affermato una studentessa poco prima dell’incontro “Fuori le basi militari dalla Sicilia”. Domenica alle 14 avrà luogo un’altra manifestazione, ma organizzata da organizzazioni sociali della provincia. “L’omicidio mirato del generale iraniano Soleimani, compiuto dagli Stati Uniti sul territorio di un paese sovrano, calpestando ogni norma internazionale, è un cinico atto di guerra che innesca una spirale incontrollata di violenza. L’Italia - si legge sul documento che indice la manifestazione - è pienamente coinvolta in questa crisi pericolosissima, innanzitutto perché è stata trasformata in una piattaforma militare”. I movimenti pacifisti siciliani stanno cercando, approfittando dell’attuale ed evidente situazione di instabilità in medio oriente, di far sentire la propria voce e chiedere al governo la smilitarizzazione dell’isola.

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