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Terzo Millennio

Nipote di Allende: ''Le orme nere della storia cilena''

Intervista di Andrés Volpe in esclusiva per "Frecuencia Joven" - Our Voice e Antimafia Dos Mil
Pablo Sepúlveda Allende è da poco rientrato dall'Argentina dove ha partecipato all'incontro Americano per la Libertà dei Prigionieri Politici. Il nipote di Allende, 41 anni, è medico di professione e vive in Venezuela da dove coordina a livello internazionale la Red de Intelectuales (Rete di Intellettuali), Artisti e Movimenti Sociali in Difesa dell'Umanità, ci ha espresso la sua preoccupazione per un passato che ha segnato una continuità fino al presente dei modelli imposti dal terrorismo di stato.
Cordiale e semplice, ma fermo nelle sue idee, durante la nostra conversazione telefonica dal Cile, fa un'accurata analisi delle circostanze che vive oggi il suo paese natale, dopo 46 anni dal colpo di stato che spodestò suo nonno.
Allende paragona il processo di transizione verso la democrazia vissuto dall'Argentina con quello cileno e afferma che nel suo paese vi era maggiore impunità, molti meno processi e condanne: “C'è un numero minore di militari dietro le sbarre e quelli che si trovano in carcere vivono in prigioni di lusso, carceri costruite appositamente per loro, in condizioni simili agli hotel a 5 stelle senza esagerare", ha sostenuto.
Afferma che il potere militare è molto presente, all'interno della struttura dello Stato e che il livello di repressione contro qualsiasi protesta è brutale; sottolinea soprattutto la violenza esercitata contro il popolo mapuche durante gli ultimi 20 anni, a causa della sua lotta contro le imprese forestali ed i latifondisti: "In Cile tu occupi mezza strada e vengono subito i carabinieri a reprimerti con gas lacrimogeni o qualsiasi mezzo. Cercano gli studenti nei licei, nelle scuole e li trascinano fuori a calci; la repressione è molto brutale e totalmente impunita", ha aggiunto.
"Mi sento orgoglioso della figura di mio nonno, una gran responsabilità, nonostante non lo abbia conosciuto personalmente, e allo stesso tempo provo tanta indignazione per tutto quello che è accaduto, per la codardia con la quale i militari schiacciarono il processo che si stava evolvendo", ha sottolineato.
Pablo Sepúlveda Allende ha detto che durante una visita di Fidel Castro in Cile nel 1971, ha asserito che i rivoluzionari che fanno la rivoluzione pacificamente rappresentavano per quell'epoca qualcosa senza precedenti nel mondo perché storicamente le rivoluzioni erano armate: "Il fuoco, le armi, il terrorismo di Stato, la continua manipolazione mediatica fatta per distrarre la gente, per depoliticizzarla, cancellarono tutto questo, la memoria storica, la coscienza politica. E questo suscita in me indignazione e molta rabbia".
Ha enfatizzato l'accanimento delle forze dell'"ordine" contro gli studenti. Allende ci ha raccontato che dall'insediamento della pseudo democrazia, con particolare forza a partire dal 2006, nell’ambito della cosiddetta rivoluzione Pingüina, gli studenti dei licei scesero in strada in massa, dopo fu la volta degli studenti universitari nel 2011 a favore dell'istruzione pubblica, contestando il senso neoliberista secondo cui tutto è un affare, che è lo stesso che a suo tempo disse l'attuale presidente Piñera "che nella vita tutto si paga". Gli studenti rivendicavano che ogni diritto sociale non può essere una merce, riuscendo a trasmettere alla cittadinanza l'idea che i diritti sociali come l'istruzione, non devono essere mercificati: "Forse perché i giovani sono rivoluzionari per natura. Come diceva Allende: essere giovane e non essere rivoluzionario è persino una contraddizione biologica, i giovani sono stati sempre le bandiere di tutte le rivoluzioni".
Dopo l’impronta che ha lasciato il mostro repressivo dello Stato, dopo il colpo di stato militare, non ci sono stati leader in Cile che abbiano cercato di scalfirla. Allende ha parlato con chiarezza del ruolo svolto dalla figura dell'ex presidente Michelle Bachelet, salita al governo con il 70% dei voti e avendo anche la maggioranza al congresso per potere approvare qualsiasi Legge.
“Avrebbe potuto mobilitare la gente e non lo fece, decise di lasciarsi intimorire dalla destra. Alla fine la questione dell'istruzione pubblica si risolse con sussidi per gli studenti più poveri, ma trattando solo con le università e le banche private che sono quelle che non perdono mai. Lei, come molti politici di sinistra, ora si sono voltati dall’altra parte e si impegnano a mantenere e gestire lo stesso sistema; non hanno neppure cercato di cambiare la Costituzione istallata da Pinochet che è illegittima. Venne imposta con il sangue e il fuoco e in realtà dicono che è giusta e che è un esempio per l'America Latina".
Un altro capitolo importante lo giocano i protagonisti che intervengono nell'economia cilena che si propone al mondo come modello da seguire, ma in realtà la popolazione è sprofondata in una marcata disuguaglianza. Secondo Allende poche famiglie finanziano gran parte della sfera politica. Né segna un precedente la cosiddetta Legge della pesca che favorì la vendita di tutta la biomassa marina. Oggi appartiene a sette grandi famiglie che sono state loro stesse a redigere la Legge e consegnarla ai deputati per l'approvazione. Uno scandalo, ma ciò nonostante la legislazione non è cambiata.
“Loro manovrano anche i grandi media e certamente il rame che mio nonno nazionalizzò e che rendeva il paese indipendente economicamente; ed oggi il 70% del capitale è privato. Attualmente quelle imprese ricavano 40.000 milioni di dollari all'anno, il doppio del bilancio del Cile con la complicità di tutti questi personaggi”.
Pablo Sepúlveda Allende non offre ricette magiche a questa debacle, parla di un futuro di lotta e di manifestazione permanente e della concertazione da parte di movimenti di sinistra che oggi esistono grazie al malcontento sociale imperante, come possibili luci guida per tracciare un sentiero oltremodo tortuoso. Per l'America latina rappresenta l’espressione del proprio desiderio di ritornare alle basi dei padri fondatori della rivoluzione bolivariana, quelli che guardavano più all’interno che a Nord, con il pensiero ed il cuore rivolti agli ideali più elevati a cui possiamo aspirare.

Foto di copertina: www.pagina12.com

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