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Back Sei qui: Home Terzo Millennio Crisi USA: il ministro del lavoro Alex Acosta si dimette dopo il caso Epstein

Terzo Millennio

USA: il ministro del lavoro Alex Acosta si dimette dopo il caso Epstein

di AMDuemila
È accusato di aver mal gestito alcuni casi di reati sessuali compiuti dal magnate e da altri ricchi uomini d’affari nel 2008, quando era procuratore federale in Florida

Era alquanto prevedibile che la poltrona di una delle potentissime personalità appartenenti all’establishment americana che negli anni hanno circondato il magnate Jeffrey Epstey, alcune delle quali condividevano con lui viaggi a luci rosse nel suo jet “Lolita Express”, potesse saltare da un momento all’altro dopo il suo arresto avvenuto la settimana scorsa per stupri e violenze sessuali ai danni di minorenni. E così è stato. Il ministro del lavoro USA Alex Acosta lascia il suo incarico dopo che la magistratura ha riaperto un caso, datato 2008, che lo riguarda insieme al finanziere di Brooklyn. Il ministro dimissionario di origini cubane, all’epoca procuratore federale della Florida, fu colui che riuscì ad ottenere il tanto discusso patteggiamento a soli 15 mesi di detenzione per Epstein, il quale li trascorse tral’altro comodamente in un penitenziario, che lo salvò dall’inchiesta che già al tempo pendeva al suo collo per molestie su minori e induzione alla prostituzione. La vicenda riemersa negli ultimi giorni è riferita al fatto che quell’accordo gestito da Acosta venne preso con i legali del miliardario, senza nemmeno informare gli avvocati delle vittime le quali erano rimaste all’oscuro di tutto. Mercoledì il ministro si era difeso, affermando che erano mancate prove forti per portare avanti l'inchiesta e che il suo desiderio era quello di vedere Epstein in carcere. Ma, come avevano notificato molti commentatori, Acosta non aveva spiegato perché non avesse continuato a indagare, accontentandosi di una pena minima. Al di là della fondatezza o meno dell’accusa dei giudici ai danni del ministro, quel che è certo è che l’amministrazione di Donald Trump deve fare a meno dell’ennesimo componente, anche se Acosta è il primo ad andarsene per propria volontà nonostante il Presidente stesso lo avesse pregato di rimanere: “Ho detto ad Alex (Acosta, ndr) che non doveva dimettersi, è stato un grande segretario al Lavoro, non un buon segretario, ha fatto un ottimo lavoro". Tutti gli altri, invece, sono stati direttamente o indirittamente allontanati dall’inquilino della Casa Bianca a seconda delle simpatie e delle valutazioni di quest’ultimo sul lavoro e sul comportamento dei propri uomini del gabinetto.

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