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Terzo Millennio

La morte incombe su Rogelio Cruz, il prete dei poveri

cruz rogeliodi Jean Georges Almendras
Nella Repubblica Domenicana vogliono far tacere “il prete dei poveri” che si oppone alle multinazionali
Chi è il sacerdote Rogelio Cruz?
Un religioso della chiesa cattolica oggi sotto pressione da parte dei suoi superiori dell’Ordine dei Salesiani della Repubblica Domenicana. Sotto pressione per varie ragioni. Una delle principali ha a che vedere direttamente con la sua attività di sacerdote. Attività a favore dei bisognosi. Dei vulnerabili della sua terra.
Attività che lo hanno visto e lo vedono sul filo del rasoio.
Il suo delitto? Il suo peccato? Fare il prete a stretto contatto con i settori poveri della società domenicana. Un peccato ancestralmente punito da menti retrograde e corrotte della istituzione cattolica, che da sempre mortificano chi all’interno delle loro fila va contro corrente abbracciando - sempre fedeli alla loro fede - i valori militanti a favore della comunità, senza le ipocrisie e le scorrettezze di un clero insensibile e completamente estraneo al messaggio di Cristo, ma servile al potere e al denaro.
Il suo delitto? Il suo peccato? Denunciare e rendere pubblico il suo pensiero riguardo alle multinazionali, propriamente in quella regione, dove queste sono circondate da terre e fiumi fertili, ideali per estrarre risorse e ottenere dei benefici, dove lo sfruttamento minerario e le imprese al servizio degli interessi dei gruppi economici della regione, sono all’ordine del giorno e con l’ansia di non perdere un solo minuto per trarre dei guadagni.
Qual è il pensiero del padre Rogelio Cruz? Un pensiero che si centra particolarmente sulla  difesa della terra e dei popoli colpiti da queste faraoniche aziende assettate di denaro contante. Costi quel che costi. Anche a costo di vite umane. Quelle vite di chi osa opporsi alle sacre iniziative dei sacri imprenditori, a chi poco importa cosa dicano o pensino i santi sacerdoti, ancora meno se sono sacerdoti impegnati direttamente con i popoli poveri. Poco importa la loro integrità fisica, se rappresentassi uno ostacolo, verrebbe cancellata dalla faccia della terra con un colpo di penna.
E non ci sarà tunica o croce alcuna che possa impedire che il mondo della finanza segua il suo corso, e che la corruzione aumenti e si moltiplichi.
Quindi, premesso tutto ciò, sono evidenti i motivi per cui Rogelio Cruz, prete dei poveri e per i poveri, debba essere allontanato dal cammino.
I motivi sono numerosi e più che sufficienti quando i temi sono questi.
È sempre stato così e lo è ancora oggi. Lo sarà anche domani?
C’è un’eterna infamia che circonda sempre le azioni degli uomini di fede giusti. Dei religiosi che tanto ieri come oggi lottano duramente per il bene comune. Come appunto il sacerdote Rogelio Cruz.
Rogelio Cruz per molti anni ha prestato servizio nell’Istituto Tecnico Salesiano nella Parrocchia di Maria Auxiliadora, nel quartiere Cristo Rey, a Nagua, Villa Riva; e attualmente (o fino al momento in cui sarà trasferito) è in una parrocchia della città di La Vega, nella Repubblica Domenicana.
Rogelio Cruz, di umile discendenza, ha fondato e presiede la fondazione che porta il suo nome. Sin da molto giovane realizzò interiormente di avere la vocazione di aiutare i più bisognosi, conoscendo bene le loro sofferenze, carenze e limiti.
Rogelio Cruz un giorno decise di raggiungere i luoghi più poveri della regione e da allora, ad ogni inizio giornata si raccomanda al Creatore dell’Universo per chiedergli forza per continuare ad aiutare il prossimo e non lasciarsi vincere da personaggi del potere politico e della propria congregazione.
Rogelio Cruz, che critica duramente il ruolo della Chiesa e dei politici della sua terra natale; che non ha peli sulla lingua, che parla e denuncia, e che punta il dito contro quelle cose che altri cercano di coprire con il loro corpo e le loro malefatte, oltre che con la loro anima.
Rogelio Cruz, che vogliono allontanare dai suoi poveri e dai suoi progetti, puntandogli il dito contro cospirando contro di lui. Diffamandolo affinché perda credibilità e così isolarlo. Allontanarlo dall’affetto del popolo. Quell’affetto che lo ha salvaguardato e lo salvaguarda ancora da chi cerca di farlo cadere nel labirinto delle meschinità per smantellare e distruggere ogni suo sacrificio e le sue azioni a favore degli indigenti.
Su di lui adesso piovono accuse e menzogne. Accuse e menzogne intrecciate tra le file dei superiori della sua congregazione per indebolirlo e infine rovesciarlo. Spingerlo ad un lato del cammino che lui ha seminato con l’amore. L’amore di Cristo e l’amore di un uomo di fede integro.
Forse i suoi superiori salesiani non si rendono conto che adesso la morte incombe sulla vita di Rogelio Cruz?
Io credo che lo sappiano perfettamente e fanno finta di niente, anche se questo atteggiamento li renderebbe complici.
Complici nel vero senso della parola di qualsiasi cosa potesse accadere a Rogelio Cruz, il prete dei poveri della Repubblica Dominicana.
(5 aprile 2018)

*Foto di Copertina: www.resumenlatinoamericano.com

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