Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Terzo Millennio Crisi Migranti, Chiesa avverte: ''Non mi fido di Di Maio. Macron sarà peggio di Le Pen''

Terzo Millennio

Migranti, Chiesa avverte: ''Non mi fido di Di Maio. Macron sarà peggio di Le Pen''

macron c stringer anadolu agency getty imagesdi Americo Mascarucci
Mentre Gentiloni e Minniti contunuano a battere i pugni sui tavoli europei per ottenere concreti aiuti sulla gestione del problema migranti, ad aggravare la mancanza di collaborazione da parte di Macron, Merkel e altri leader, nelle ultime ore si sono aggiunte le dichiarazioni a sorpresa del vicepresidente della Camera Luigi di Maio. Il parlamentare del M5S ha dichiarato di aver appreso direttamente dal direttore di Frontex che "l'Italia ha accettato e autorizzato gli sbarchi esclusivamente nei propri porti. Renzi ci ha venduti come nazione per 80 euro - ha attaccato di Maio -  ha autorizzato l'uso esclusivo dei porti italiani per i migranti in cambio di flessibilità europea per dare i suoi bonus". Parole pesanti che hanno infuocato il dibattito. In Svezia invece il capo della Polizia denuncia come il mix fra gang criminali e immigrati abbia creato un corto circuito e portato la situazione fuori controllo. La criminalità controllerebbe ormai varie zone del Paese. Rischi anche per l'Italia? Intelligonews ha parlato di tutto questo con il giornalista Giulietto Chiesa, esperto di scenari geopolitici.

Come giudica le dichiarazioni di Di Maio. C'è stato o no questo baratto con l'Europa sui migranti in cambio della flessibilità?
"Sto cercando di approfondire la questione, francamente non so dirle se Di Maio abbia o meno ragione. Non ho elementi per stabilirlo. Ho qualche dubbio sinceramente sull'interpretazione che il deputato M5S possa aver dato alle parole del direttore di Frontex. Soprattutto ritengo molto difficile poter dimostrare che, se questo accordo c'è stato, ciò è avvenuto in cambio di un'apertura dell'Europa in favore della flessibilità. A parole si può dire tutto, ma poi ciò che conta realmente sono i fatti, non le chiacchiere. Per questo sto cercando di vederci chiaro. Non vorrei che dietro certe dichiarazioni ci sia una speculazione elettorale da parte dei 5Stelle. Non mi pare che Di Maio abbia portato prove concrete di quello che ha detto. Che lo scambio ci sia stato davvero è tutto da dimostrare".

Però appare strano che di Maio abbia rilasciato dichiarazioni così dirompenti senza avere prove, non crede?
"E' sotto gli occhi di tutti che da tempo il M5S sta tentando di inseguire la Lega di Salvini sul tema della sicurezza e dell'immigrazione. Ho l'impressione che si stiano svegliando soltanto oggi per ragioni prettamente elettorali, visto che le elezioni politiche sono sempre più alle porte. Non mi convince questa indignazione. Mi sembrano chiacchiere propagandistiche, dichiarazioni strumentali utili solo a sottrarre voti alla Lega e alla destra".

Intanto però dalla Svezia arriva l'allarme: la situazione lì secondo il capo della polizia sarebbe ormai fuori controllo fra bande criminali e immigrati che finiscono per generare illegalità diffusa. Intere zone sarebbero sotto il controllo della criminalità. L'Italia corre lo stesso rischio?
"No, questo rischio non lo vedo. Siamo molto lontani dal poter dire che l'immigrazione metta in pericolo la sicurezza degli stati. Non credo a questi allarmismi. Così come non credo che siamo in presenza di un'invasione. I flussi migratori che stanno arrivando in Europa sono a mio giudizio sopportabili. Quello che non è sopportabile è che l'Italia debba farsi da sola carico del problema. Se questa operazione venisse distribuita a livello europeo sarebbe perfettamente gestibile. Oggi è ingestibile perché l'intero impatto è scaricato sull'Italia. Manca una politica di solidarietà europea. Ecco perché ci troviamo di fronte all'allarmismo e al timore di un'invasione di massa. Se il problema fosse distribuito equamente sui scala europea ci renderemmo perfettamente conto che tante paure sono in parte immotivate. L'Europa sarebbe in grado di reggere questi flussi senza grossi sforzi".

Intanto Però Macron e Merkel bocciano le proposte italiane: il presidente francese chiude ai migranti economici. A questo punto non valeva eleggere Marine Le Pen se la politica è la stessa?
"Il problema qui è dell'Italia che non riesce a trattare con l'Europa e a farsi valere. Questo è un problema di peso politico dell'Italia, inutile girarci intorno. Così come la Francia dice no, l'Italia può dire altrettanto perché se le regole non sono uguali per tutti, allora non si capisce perché soltanto noi dobbiamo farci carico di un problema collettivo. Bisogna capire che forza ha davvero il Governo italiano in questa partita, quali soluzioni è in grado di mettere in campo per farsi ascoltare e ottenere risultati. Deve essere capace di porre condizioni a Bruxelles dicendo a chiare lettere che se la Francia e gli altri paesi non saranno collaborativi, noi ritireremo le garanzie che abbiamo dato all'Europa, indipendentemente dall'esistenza o meno di questo accordo segreto di scambio fra migranti e flessibilità sui conti. Macron è sicuramente peggiore della Le Pen. Chi lo ha votato per scongiurare la vittoria dell'estrema destra credo che oggi debba mangiarsi mani e piedi".

Sinceramente, di chi sono le responsabilità se oggi si è arrivati a questa situazione che l'Italia non è più in grado di fronteggiare? Si poteva agire diversamente sin dall'inizio?
"La responsabilità è collettiva dell'Europa verso l'Africa. Ci sono responsabilità lontane legate allo sfruttamento delle risorse africane da parte dei paesi europei avvenuto con criteri da rapina, e altre più recenti come la guerra che la Nato ha scatenato contro la Libia. Anche l'Italia ha contribuito alla distruzione dello stato libico e oggi ci ritroviamo con oltre il 90% dei migranti che scappano da lì. Se oggi siamo invasi di immigrati è anche colpa nostra. Tutta l'Europa deve investire in Africa per creare strutture che servano a bloccare le partenze, è questo che quella specie di candidato di plastica che è stato Macron dovrebbe capire dopo aver ammesso le gravi responsabilità della Francia, della Gran Bretagna e della Nato nella guerra in Libia. La cosa assurda è che noi abbiamo condiviso la distruzione della Libia con il resto d'Europa e con la Nato e oggi le conseguenze disastrose di quella guerra le dobbiamo gestire da soli e senza alcuna condivisione".

Tratto da: intelligonews.it

Foto © Stringer / Anadolu Agency / Getty Images

Le recensioni di AntimafiaDuemila

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

FUOCO CRIMINALE

FUOCO CRIMINALE

by Rossella Canadè

Una notte di novembre, a qualche chilometro da...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

Il pentito della trattativa e il potente PrincipeI...

IL RITORNO DEL PRINCIPE

IL RITORNO DEL PRINCIPE

by Saverio Lodato, Roberto Scarpinato

Il pentito della trattativa e il potente PrincipeI...


L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

by Giuseppe Lo Bianco , Sandra Rizza

Questo non è soltanto un libro su un’agenda...

L'ILLEGALITA' PROTETTA

L'ILLEGALITA' PROTETTA

by Rocco Chinnici

Uno per uno ci scelse: noi magistrati che...


PAOLO BORSELLINO - L'UOMO GIUSTO

PAOLO BORSELLINO - L'UOMO GIUSTO

by Alessandra Turrisi

A 25 anni dalla morte (19 luglio 1992),...

GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO

GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO

by Carlo Sarzana di Sant'Ippolito

Ancora oggi, i misteri fondamentali che gravano sulle...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia


quarantanni-di-mafia-agg

Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta