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Terzo Millennio

Grande risalto mediatico per Our Voice ed Antimafia Dos Mil

di Jean Georges Almendras
I quotidiani Ultima Ora ed ABC Color promuovono l’opera teatrale “Democracia”

Nelle ore precedenti all’iniziativa organizzata da Our Voice ed Antimafia Dos Mil in Paraguay, per la commemorazione di Pablo ed Antonia nel 5º Anniversario del duplice attentato, il giornalismo paraguaiano ha dato ampio risalto informativo alla diffusione della presentazione dell'opera teatrale "Democrazia" e del dibattito che seguirà lo spettacolo di denuncia e di rivendicazione di giustizia, nella sala Ruy Díaz de Guzmán de la Manzana de la Rivera, in via Ayolas (significativamente o suggestivamente, come lo si voglia interpretare), alle porte della Sede di Governo.
Seguendo la cronologia dell'impatto che ha avuto la presenza di Our Voice e di Antimafia Dos Mil in Paraguay, in questo mese di ottobre (non dimentichiamo i ripetuti interventi in questi giorni a Radio Ñandutí ed altri mezzi di comunicazione, per rendere un doveroso omaggio ad un collega che ha pagato con la vita l’esercizio della libertà di stampa nella sua terra nativa), il pomeriggio di martedì 15, Radio Monumental ci ha accolto nel programma "A voz alta". E così anche Telefuturo ci ha aperto le porte per una estesa intervista trasmessa in diretta televisiva.
Ci hanno accolto Óscar Acosta, veterano giornalista di politica nazionale (e avvocato), e presentatore con una lunga esperienza in uno spazio radiofonico e televisivo di grande audience, Mercedes "Menchi" Baerriocanal, un'altra professionista dello stesso spessore, Mercedes e Juan Torres, che fanno parte del equipe di giornalisti del programma.
La stessa calorosa accoglienza che si ripete anno dopo anno, perché conoscono perfettamente il senso della nostra lotta ed i parametri sui quali ci muoviamo come attivisti dei Diritti Umani e come giornalisti di un’antimafia che si sta diffondendo gradualmente in Sudamerica.
Un sincero riconoscimento che in verità ci incoraggia a continuare su questa strada: "Un cammino di lotta che sicuramente ha un prezzo?" come ci ha chiesto Óscar Acosta.
Una domanda alla quale abbiamo risposto tutti: Sonia Tabita Bongiovanni, Matias Guffanti, Dyrsen, la figlia maggiore di Pablo Medina, e il sottoscritto. Tutti coincidiamo sul prezzo che comporta la strada scelta: sacrifici, ore ed ore di giornalismo e di lavoro teatrale, alternati alle difficoltà della vita giornaliera; non c’è turismo nei nostri viaggi; delusioni ovunque, specialmente quando troviamo testate giornalistiche (come in Paraguay) che ci negano di esprimere la nostra voce o dirigenti di canali televisivi che danno ordine ai loro lavoratori giornalisti di voltare le spalle ad una richiesta che dovrebbe essere generale; incomprensioni al momento di spiegare che il mondo sta crollando e che il potere economico del capitale finanziario falcia le vite e le speranze di giovani e meno giovani; rischio di minacce o di intimidazioni; e limitazioni, spesso, di risorse e di mezzi, per portare avanti il nostro impegno a favore della libertà, e della giustizia. Perché in definitiva la nostra lotta, quella dei giovani e dei giornalisti dell'Antimafia, ha l'obiettivo di forgiare le coscienze per rendere questo un mondo migliore, dove la giustizia e la pace (in questo ordine), siano le protagoniste che prendano il posto dei perversi sentimenti e di quei poteri che fanno e disfano a proprio piacimento mossi dall’egoismo, dall'individualismo e dalla pratica più perversa che si possa immaginare del capitalismo.

our voice antimafia radio paraguay 2

Abbiamo parlato tutti a "En voz alta": giornalisti e ospiti. Abbiamo parlato di arte, di lotta per i Diritti Umani, di desiderio di Democrazia vera e non di false Democrazie; abbiamo parlato di Pablo Medina e sua figlia Dyrsen ha parlato di suo padre chiedendo giustizia, ma Giustizia con la maiuscola; abbiamo parlato del giornalismo libero e del giornalismo vigliacco e compiacente; abbiamo parlato delle mafie che sono il "cancro" di tutto il mondo; e abbiamo parlato dell'opera teatrale ideata da Our Voice che in questo 5º anniversario dal crimine di Pablo ed Antonia, farà tremare i politici e governanti. Farà tremare le fondamenta di un governo e di un sistema politico che continuano a guardare altrove di fronte alle difficoltà sociali del paese; che sono stati complici dell’assassinio di giornalisti, come quello di Pablo e di Antonia, e di altri 17 colleghi, dal 26 aprile del 1991 (giorno del Giornalista Paraguaiano) quando fu assassinato a colpi di arma da fuoco il giornalista Santiago Leguizamón, di 41 anni, nella città di Pedro Juan Caballero (perché denunciava le mafie della zona: mafie del narcotraffico, del contrabbando di sigarette e del traffico di legname), che sono stati, e sono, complici di persecuzioni ai danni di contadini e di comunità indigene (persecuzioni colonialiste e sanguinarie) vergogna di una società che si definisce civile); che sono stati (e sono) complici di una corruzione generalizzata, e spesso sfrontata, a vari livelli dell'amministrazione pubblica e della giustizia; e che sono stati (e sono) complici di ricorrenti immagini dell'urbe paraguaiana visibili in ogni momento: la mendicità infantile, la povertà dei settori più vulnerabili, il lavoro infantile nelle strade del Paraguay - sotto gli occhi di tutti, mentre i politici ed i governanti sguazzano nella loro vita di comodità e piaceri, - e quelle logoranti differenze ed ingiustizie sociali presenti nella Democrazia di oggi. Una Democrazia che ogni giorno che passa assomiglia sempre più ad una dittatura mascherata, dove gli uomini seduti sui seggi del potere del Palacio de los López (sede del Governo), ostentando le fasce presidenziali, non fanno altro che disonorarle, perché spesso intrise di sangue, sia per i loro legami con il crimine organizzato che per la nefasta e criminale influenza dei potenti del Nord (Stati Uniti).
"En Voz Alta" di Radio "Monumental" oltre a darci spazio per far sentire la nostra voce ha permesso principalmente che gli ascoltatori, grazie ad un Movimento internazionale di giovani (Our Voice) assetati di giustizia e grazie ad un giornalismo libero e contro la criminalità, prendano coscienza che stiamo vivendo tempi di serio e forte impegno affinché la libertà e la giustizia non siano più solo mera demagogia degli immorali che hanno il potere nelle proprie mani.

our voice antimafia radio paraguay 1

Dopo Radio Monumental, siamo stati accolti nella redazione del quotidiano ABC Color dal collega Mavi Martínez il giorno dopo, 16 ottobre, è stato pubblicato il suo articolo "Obra teatral inspirada en él” ("Opera teatrale ispirata a lui") - riferendosi a Pablo - all’interno di un articolo più ampio di una pagina intera dal titolo “A cinco años de un mortal ataque a la libertad de prensa. La narcopolítica quitaba la vida al periodista Pablo Medina” ("A cinque anni dal mortale attacco alla libertà di stampa. La narcopolitica tolse la vita al giornalista Pablo Medina").
A sua volta, il quotidiano paraguaiano Ultima Ora, ha pubblicato l’articolo del collega Miqueas Alcosta. Il suo pezzo è stato editato da Ultima Ora digitale, prova incondizionata dell'importanza del sostegno della libera espressione e del lavoro teatrale di Our Voice.
L'arte teatrale dei giovani di Our Voice, in definitiva, spalla con spalla, con l'Antimafia italiana e sudamericana hanno dimostrato in questi giorni di ottobre (di intenso attivismo per noi) il loro serio impegno.
Un impegno senza confini da parte di chi oggi ama la vita e la giustizia. Soprattutto ora, quando tutti siamo testimoni di un deterioramento che attimo dopo attimo viene incentivato dal potere e dalle istituzioni delle democrazie, che distruggono vite, sogni, progetti, infanzia, vecchiaia, gioventù e specialmente libertà.
Libertà. Libertà.

*Foto di Our Voce, Stefano Centofante

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