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Terzo Millennio

Caso ''Taccuini della corruzione'': rinviata a giudizio l'ex presidente Kirchner

di AMDuemila
E’ stata rinviata a giudizio l’ex presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner, accusata di corruzione e di essere "a capo di un'associazione a delinquere". Secondo quanto ha riportato il quotidiano “Clarin”, il giudice federale argentino Claudio Bonadio ha elevato a istanza processuale la causa sui cosiddetti "Taccuini della corruzione" che investiga presunti illeciti nelle opere pubbliche. Secondo il giudice, che ha concluso l’istruttoria, l'ex presidente avrebbe organizzato "un sistema di riscossione di fondi per ricevere denaro illegalmente approfittando della sua funzione nell'ambito del potere esecutivo". Quest’ultimo processo è l’undicesimo disposto da Bonadio nei confronti di Fernandez de Kirchner, otto dei quali incluso quest'ultimo, allegano una richiesta di arresto preventivo e di revoca dell'immunità parlamentare.
L’indagine è nata dall'apparizione, lo scorso anno, dei cosiddetti "taccuini della corruzione", gli appunti dell'autista dell'ex sottosegretario del ministero della Pianificazione, Roberto Baratta, dove vengono descritti nel dettaglio dieci anni di presunte mazzette nelle precedenti amministrazioni. A partire da questi documenti ha preso il via un'inchiesta che ha coinvolto non solo i vertici dei governi degli ex presidenti Nestor Kirchner e Cristina Fernandez de Kirchner, ma anche i vertici del settore imprenditoriale argentino che ha partecipato degli appalti pubblici degli ultimi 15 anni. Tra le imprese implicate anche quelle della famiglia Macri, gestite in questi ultimi anni dal cugino del presidente Angelo Calcaterra. Invece, disposto dal giudice il non luogo a procedere nei confronti di Gianfranco Macri, fratello dell'attuale presidente Mauricio Macri, implicato inizialmente per irregolarità nelle concessioni dello sfruttamento di autostrade. Risultano imputati anche l'ex ministro della Pianificazione, Julio De Vido, come principale artefice dello schema di corruttela, e centinaia di imprenditori aggiudicatari di appalti pubblici. Nella disposizione del giudice è scritto che "risulta investigato, evidenziato e risolto lo schema di corruzione adottato tra il 2003 ed il 2015 da funzionari del ministero della Pianificazione e da integranti del potere esecutivo".

Foto © Imagoeconomica

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