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Terzo Millennio

Our Voice sfida coraggiosamente Matteo Messina Denaro a consegnarsi alla giustizia

di Jean Georges Almendras
A Castelvetrano presentato lo spettacolo teatrale "Ciao Matteo, dove sei?"

Sono attori professionisti? No. Sono attori con anni di esperienza sul palcoscenico? No. Sono attori finanziati dallo Stato italiano? No.
Sono solo giovani (dall'Italia e dal Sudamerica), che con l'arte (che tra l'altro in questa occasione è stata un eccellente rappresentazione teatrale) lottano contro la mafia nella terra della mafia. La mafia siciliana che mai - nei suoi circa 200 anni di esistenza - avrebbe immaginato che un movimento di giovani artisti, in pieno ventunesimo secolo, sarebbe stato protagonista di un'opera teatrale schierata. Schierata non solo a livello interpretativo ma soprattutto tematico, perché il Movimento Culturale Internazionale Our Voice, fondato e diretto dalla giovane attrice Sonia Bongiovanni, ha raggiunto uno dei suoi punti più elevati in materia di contenuto del copione. Un testo diretto e molto forte - che è fluito e ha brillato in un'interpretazione sublime. Encomiabile per la varietà e la maturità di recitazione che emerge dal primo all'ultimo secondo dell'opera, che è stata presentata nella sala De Seta dei Cantieri Culturali della Zisa, della città di Palermo.
Un'opera eccezionale (ed inedita), (quasi un documento di testimonianza che segnerà la storia dell'Antimafia dentro i confini territoriali dell'Isola siciliana, (e anche fuori dagli stessi). Un'opera curata nel testo, dove dramma, commedia e arte della danza, con superbe coreografie cariche di simbologie, si intrecciano per dare forma ad uno spettacolo di denuncia che mette lo spettatore spalle al muro costringendolo a riflettere e a guardare in faccia l’aspetto criminale della terra nella quale si trova. Perché in sostanza, il messaggio trasmesso dall'opera in sé, in ogni scena, ed attraverso ognuno dei personaggi, è un messaggio diretto ad uno dei due protagonisti dello spettacolo teatrale: Matteo Messina Denaro, un capo di Cosa Nostra, un super latitante della giustizia italiana. Gli altri protagonisti sono i giovani di Our Voice che vivono l'Antimafia impressa nella loro natura, nel loro DNA. Lo stesso DNA che portò Sonia Bongiovanni, la sua fondatrice, oggi attrice, all'età di 13 anni, a comprendere il vero senso della morte del giornalista Pepino Impastato per mano dei mafiosi. Lo stesso DNA che l’ha resa oggi il sale ed il lievito di ognuno dei giovani Our Voice che sanno molto bene cos’è la mafia in Italia, e nel mondo, e chi è Matteo Messina Denaro, il latitante, potente capo di Cosa Nostra, il cui volto e nascondiglio sono sconosciuti.
"Ciao Matteo. Dove sei?” a tratti cessa di essere un'opera teatrale in sé, e tutto si trasforma nella domanda fantasma che riecheggia sullo scenario. Sonia Bongiovanni è l'attrice che mette sotto scacco il latitante, con una lettera; ma anche i personaggi interpretati lo mettono sotto scacco, rievocando storie di mafiosi, dove la morte ed il sangue, ovviamente, non mancano, mietendo vittime tra giudici, pubblici ministeri, giornalisti, sacerdoti, politici, e cittadini comuni (tra cui molti bambini innocenti). Perché a Palermo, da 200 anni la storia è segnata da sangue e morte. Sangue e morte causate da uomini di onore che hanno seminato di spine le istituzioni dello Stato, fino ad arrivare ad una Trattativa. La Trattativa tra lo Stato e la mafia che oggi, per alcuni, continua ancora ad essere un’ipotesi e non un dato di fatto.
La giovanissima attrice Sonia Bongiovanni è il filo conduttore di un'opera che scorre uniforme e coinvolge lo spettatore senza dargli respiro. Sonia Bongiovanni, si trova ad scrivere una lettera, in un bar in penombra, "La Taverna", mentre sorseggia un bicchiere di vino. Si rivolge al super latitante della città di Castelvetrano. Lo affronta. Lo incalza. Lo aggredisce. Lo provoca. È una scena che sembra non avere fine. Una scena che cattura tutta la tua attenzione, come ognuno dei personaggi che si succedono nella sequenza di scene e che prendono vita attorno alla giovane mentre scrive la sua lettera a Matteo Messina Denaro. Scene che mettono in risalto la lotta di tutti i tempi: la lotta tra il bene ed il male.
"Ciao Matteo.
Bella giornata oggi vero?
È la prima volta che vengo qui, sai, bel posto, davvero.
Le piantagioni di ulivi, i templi antichi e le spiagge di Selinunte.
Sono meravigliose… lo sai benissimo; in fondo sono state parte della tua infanzia, della tua vita.
Che vita hai avuto Matteo…
Figlio d’arte, hai iniziato a portare avanti fin da bambino il tuo ideale.
Volevi raggiungere il massimo nella tua carriera, volevi diventare il primo nel tuo campo, compiere a pieno il tuo ruolo… e ci sei riuscito.
‘L’uomo d’onore’ ti chiamano. Un uomo colto, leale, un punto di riferimento per tanti.
Un figlio esemplare: hai reso fiero tuo padre, lo hai appoggiato finché, crescendo, ha preso in mano le sue redini.
Sono venuta qui per capire, e ti scrivo questa lettera per sapere.
Volevo chiederti come ti senti quando ti guardi dentro, o se ti capita, cosa provi quando guardi negli occhi di tua figlia.
Realizzazione? Orgoglio?
La gente ti ama, ti rispetta, valorizza il tuo lavoro e ti comprende!
D’altronde sei una figura importante per tutto il sistema mondiale, per il giusto mantenimento dell’ordine e della disciplina.
Ho imparato come distinguere l’amore dall’odio.
Ho imparato che l’uomo non ha limiti, può fare tutto ciò che vuole con la vita degli altri. Può regalare sorprese, può ridere, scherzare e il giorno dopo uccidere.
Può guardare un film, fare l’amore, cucinare e poi accoltellare.
Può strozzare, dissanguare e con quelle stesse mani: accarezzare.
Perché è giusto così. Ognuno ha ciò che si merita, perché non sono vittime, quei disgraziati se la sono andata a cercare.
Ma tu tutto questo non lo hai mai fatto. Giusto?
Oggi sei qui.
Tutti lo sanno, ma tu lo sai chi sei?”
Noi sappiamo molto bene chi è Matteo Messina Denaro. Sappiamo che non è un fantasma. È un latitante della 20190720 ciao matteo dove seiGiustizia che sta tra le ombre ed alla luce di uno Stato che preferisce cercarlo a tentoni, e non con mano ferma, custodendo le innumerevoli chiavi delle porte che lo proteggono, perché conviene che quelle porte non vengano mai aperte. Perché gli conviene e conviene ad altri, tenerlo lontano dai magistrati e dai tribunali. A chi conviene?
Noi sappiamo molto bene chi è Matteo Messina Denaro. È un uomo intensamente cercato ed intensamente protetto. È un uomo che è stato sfidato dall'Antimafia (ma attraverso l'arte, da un palco; non dai Tribunali), a consegnarsi alla Giustizia. Un uomo nell’ombra. Un uomo d'onore di Cosa Nostra che è stato affrontato dall’anima stessa di una generazione che ormai non tollera più né intrighi, né machiavellismi, né mafiosi. Un uomo che si è visto chiedere da un semplice testo teatrale (che dovrebbe essere presentato alle migliaia di giovani dell'Italia di oggi) di consegnarsi alla Giustizia.
Matteo Messina Denaro non è un fantasma. È un latitante della Giustizia a cui Giorgio Bongiovanni stesso, (presidente di Our Voice e direttore di ANTIMAFIADuemila), ha chiesto di consegnarsi nei minuti finali dell'opera. Una sfida pubblica. Una sfida dell'Antimafia. Una sfida senza precedenti.
L'opera di Our Voice ha avuto il suo esordio a Palermo, ma questa domenica 21 Luglio è andato nuovamente in scena: questa volta nella terra del latitante, la città siciliana di Castelvetrano, nel Centro Culturale Polivalente "Giuseppe Basile".
Un secondo esordio nel regno di un uomo intensamente ricercato e fortemente protetto. Una seconda sfida a consegnarsi alla Giustizia.
Sono attori professionisti? No. Sono giovani stanchi della mafia che vogliono un mondo senza mafia ed amano la giustizia e la legalità.
Sono attori con anni di esperienza sul palcoscenico? No. Ma sono giovani che negli ultimi cinque anni hanno sentito l'arte come la loro stessa vita e, superando le difficoltà, hanno fatto passi da gigante a livello di interpretazione, dentro e fuori dall'Italia.
Sono attori finanziati dallo Stato italiano? No. Sono giovani che amano l'Antimafia. Sono giovani che hanno abbracciato il Movimento Our Voice, con amore, perseveranza e costanza. Perché sono forti ed onesti, e amano la libertà. Sanno inoltre che lo Stato non è trasparente e che la corruzione è all’ordine del giorno, perché gli uomini del sistema politico e dell'apparato statale hanno fallito. Ma sanno anche che dentro lo Stato (dentro quell'inferno), ci sono uomini onesti come il magistrato Nino Di Matteo e tutti quelli che hanno dato la loro vita per amore alla Giustizia e alla legalità.
Per concludere: "Ciao Matteo, dove sei"? presentato a Palermo e dopo a Castelvetrano, è entrato a far parte della storia dell'antimafia italiana (e internazionale), perché ha rappresentato una coraggiosa sfida di Our Voice a Matteo Messina Denaro a consegnarsi alla Giustizia. Una sfida molto simbolica che parla del sentimento delle nuove generazioni, rispetto alla mafia. Una sfida sostenuta - ed è giusto riconoscerlo e sottolinearlo - dalla comunità della città di Castelvetrano, territorio del super latitante Matteo Messina Denaro, e dalle autorità della comunità nella persona del Sindaco che ha elogiato pubblicamente lo spettacolo ed Our Voice. Una sfida che ha contato con la presenza del fondatore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni, che rappresentava tutti noi giornalisti delle redazioni italiane e sudamericane.
Una sfida che ha significato che il bene ha trionfato sul male, nonostante che dalle quinte dello Stato nessuno abbia alzato la mano per assicurarsi che lo spettacolo, gli attori, la comunità di Castelvetrano e le sue autorità, fossero protette dalle forze di polizia, completamente assenti.
Ma ad ogni modo, quella sera a Castelvetrano, il bene ha trionfato sul male.
Quindi: "Ciao Matteo, dove sei"?

Foto © Our Voice

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