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Cronache Italia

Sicilia, hacker contro giornale online. L'Assostampa: ''Minaccia alla liberta' di informazione''

Il 'Gazzettino di Sicilia' è sotto attacco da dieci giorni. «Fatto grave, non tanto per aver colpito questa particolare giovane testata locale, ma perché ripropone il tema delle tutele per l'intero settore dell'informazione sul web», dice il segretario regionale Alberto Cicero.

Dieci giorni di attacchi hacker contro un quotidiano online. Si tratta del Gazzettino di Sicilia, realizzato da una cooperativa di giornalisti costituita lo scorso dicembre. «È un fatto grave, non tanto per aver colpito questa particolare giovane testata locale, ma perché ripropone il tema delle tutele per l'intero settore dell'informazione attraverso i new media», commenta l'Associazione Siciliana della Stampa dando notizia dell'accaduto.

«In un momento in cui la circolazione dell’informazione globale è sempre più affidata alla diffusione via web, attraverso i social media – spiega l'Assostampa – occorrono garanzie che riguardano anche gli strumenti strettamente tecnologici, in grado di assicurare l’accesso dei cittadini all’informazione gestita in maniera corretta e indipendente. I grandi aggregatori di notizie affidano ad algoritmi la classificazione dell’informazione, la verifica delle fonti, l’individuazione delle fake news. Occorrono quindi tutele del tutto diverse, non meri software di profilazione del pubblico che guardino solo a premiare, con meccanismi robotizzati, quale sia la notizia che si accordi con le tendenze e le aspettative del pubblico. È necessario poter conoscere tutti i fatti che accadono, piuttosto che solo i fatti attesi da indici di gradimento e google trends».

Secondo il sindacato regionale, «chiunque oggi può facilmente comprare attacchi hacker su internet, con tanto di tariffari, pagando con criptovaluta. Le transazioni che riguardano fatti illeciti coprono ogni tipo di reati e hanno un grado di sofisticazione che rendono difficile, se non impossibile il semplice ricorso alla polizia postale».

Per Alberto Cicero, segretario di Assostampa Sicilia, «l’informazione è un diritto dei cittadini, come oggi l’accesso a internet in generale. Così come si parla di estendere la copertura wi-fi pubblica e gratuita da luoghi come biblioteche, università e aeroporti, le politiche di tutela dovrebbero poter garantire risorse informatiche gratuite di protezione e ridondanza specifiche anche per le testate giornalistiche, specialmente quelle di minori dimensioni. Si tratta di interventi perfettamente coerenti con indirizzi e strategie Ue sull’agenda digitale. Internet sicuro significa garanzia di pluralità di informazione, fonti della notizia attendibili, contrasto alla proliferazione delle fake news. Questo aspetto di aggressione tecnologica alla libertà di informazione occorre venga tenuto costantemente illuminato».

Secondo il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, si tratta di «un problema che pone interrogativi a tutti noi, è un fatto grave.  Questo evento ci pone di fronte della vulnerabilità della rete nei confronti delle redazioni online. Sicuramente l’Ordine dovrà interrogarsi sulle modalità di prevenzione contro gli attacchi, perché è un problema che riguarda tutti i giornalisti. Bisogna fare una analisi approfondita, farne oggetto di corsi di formazione specifici, interpellando i migliori esperti».

E il presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, ha ribadito: «Sicuramente c’è un aspetto normativo che va costruito ex novo, anche perché il mondo dell’informazione è profondamente mutato e oggi le notizie passano principalmente online. Il superamento rispetto alle tv e alla carta stampata è avvenuto. Prima quasi si storceva il naso davanti ai quotidiani online, adesso il web è diventato il principale canale di veicolo dell’informazione».

Tuttoilmondo ha usato un’immagine volutamente forte: «Un tempo si facevano saltare le edicole, ora si oscura un sito. Il risultato finale è che la gente non accede comunque alle notizie. La cosa più triste e preoccupante è quando capita che dalle indagini emerga che gli autori siano in qualche modo legati alla concorrenza. Chi dovrebbe essere alleato, fa la guerra. Rischia di essere la pietra tombale del nostro mondo».

fnsi.it

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