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Cronache Italia

Cari Sibillini, ci siete mancati! Con la neve l'area montana prova a ripartire

sibillini braconi 2di Andrea Braconi
Con la ciaspolata di ieri ai Piani di Ragnolo hanno dato un segnale importante: i Monti Sibillini sono vivi. E soprattutto possono tornare ad essere ammirati da vicino. Nicola Pezzotta è uno dei fondatori di coninfacciunpodisole.it, un blog “a più mani” dove le Marche vengono raccontate in ogni sfumatura, camminando. E soprattutto una realtà di donne e uomini che, da due anni, ha iniziato ad organizzare escursioni e raggiungendo un impressionante numero di adesioni.
Nicola, il vostro impegno e la risposta ricevuta mi fanno dire: sì, è possibile ricominciare a vivere i Monti Sibillini.
“Sì, a nostro avviso è possibile, ovviamente con le dovute cautele. Per quanto ci riguarda, le attività che proponiamo sono sempre valutate per bene. Infatti, in alcune aree è ancora pericoloso avventurarsi come ad esempio nelle Gole o sotto alle pareti rocciose. I Monti Sibillini, per noi che li frequentavamo spesso, ci sono mancati enormemente. Stavamo attendendo il momento giusto per ricominciare a far tornare le persone e quale occasione migliore della prima neve del 2017?”
Maestosità del paesaggio a parte, qual è stata la reazione dei partecipanti?
“I Sibillini non sono mancati solo a noi, ma anche a tutti gli escursionisti che vengono spesso con noi. Abbiamo avvertito in modo concreto la voglia di ricominciare a frequentare quelle terre. Ogni giorno che passava la necessità di tornare a rivedere i bellissimi paesaggi montani diventava sempre più forte. Ieri questa sensazione è stata ampiamente confermata. Penso siano rimasti estasiati dal percorso e credo di aver visto scampoli di felicità nei loro occhi.”

sibillini braconi

Quali altre iniziative possono essere organizzate per tenere viva l’attenzione su questi luoghi?
“Noi continueremo a proporre, tra le nostre escursioni, uscite sui Monti Sibillini, sia ciaspolate che uscite classiche. Faremo delle attività anche nella fascia pedemontana del Parco, zona che spesso è ignorata dagli escursionisti ma che ha peculiarità importanti da rivalutare. Gli eventi tragici che sono accaduti nei mesi passati possono essere occasione per conoscere nuove aree, spesso trascurate, e per rivedere, quando sarà il momento, l’evoluzione di luoghi che conosciamo molto bene.”
Parliamo un po’ di voi, del blog e delle attività escursionistiche.
“Il nostro blog nasce nel 2009 con l’intento di raccontare il territorio che viviamo ogni giorno con occhi curiosi. Non sapevamo cosa sarebbe diventato, ma ci siamo lasciati trasportare dalla corrente e siamo diventati quello che oggi conoscete.
Dal 2009 al 2014 nuovi elementi hanno iniziato a far parte del team. Attualmente siamo in 5 e ognuno di noi si occupa di aspetti differenti: io, Nicola (Guida Ambientale Escursionistica, socio AIGAE), poi Simona (esperta ambito culinario), Lucia (giornalista), Fabiola (storica dell’arte) e Luca (tecnologo alimentare).
Dal 2015, dopo aver incontrato Stefano Properzi dello Studio Naturalistico Lilium, abbiamo deciso di far conoscere il territorio anche fisicamente, sia con escursioni che con altri eventi. I numeri ci hanno dato ragione: nel 2016, il secondo anno di attività, in circa 50 uscite escursionistiche abbiamo raggiunto quasi 1.200 presenze.
Nel 2015 abbiamo anche intrapreso un viaggio a piedi per raccontare le Marche Alte, cioè la zona montana, quella meno conosciuta anche dagli stessi marchigiani. Il progetto si chiama Alta Via delle Marche e consiste in un percorso a piedi di 28 giorni da nord a sud, da Carpegna a Umito. Non c’è modo migliore di conoscere un territorio se non farlo in modo lento. Al riguardo stiamo ultimando la guida escursionistica proprio in questi mesi."

Tratto da: cronachefermane.it

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