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Rassegna Stampa

Noha di Galatina: un immobile confiscato intitolato ad Antonio Montinaro

montinaro antonio 2"Posso dire che sono emozionato?", inizia così il post del giornalista Danilo Lupo sulla sua pagina facebook. "Otto anni fa esatti raccontammo (così: youtu.be), in un'inchiesta particolarmente ispirata, la storia di un immobile confiscato ai Coluccia, il clan di Noha. Raccontammo che a ripensarne l'uso era stato Brizio Montinaro, straordinario architetto e fratello di Antonio, il caposcorta di Giovanni Falcone, morto insieme al giudice nella strage di Capaci. E raccontammo le viltà della politica che, nell'amministrazione comunale di Galatina, ne frenavano il riutilizzo. 'Qua ci vuole niente e ti mettono una bomba' si lasciò scappare il sindaco dell'epoca. Forse anche grazie a quel racconto e a quella denuncia pubblica, la sensibilità cambiò e l'amministrazione successiva contava un assessore, Roberta Forte, che si fece in quattro per il recupero di quella struttura, per farne un polmone culturale in un luogo bellissimo ma asfittico.
Oggi, otto anni dopo, si alza il sipario su quella realtà, finalmente recuperata. Lo Stato vince, restituendo alla comunità ciò che la sacra corona unita gli aveva tolto. Ci sarà Roberta e ci sarà Brizio. Io ci sarò con il cuore".




Noha: dedicato agli eroi silenziosi
Inizierà formalmente venerdì 23 marzo la nuova vita dell’immobile di via Bellini a Noha di Galatina confiscato alla criminalità organizzata locale nel 2001 e oggi affidato dall’Amministrazione Amante al circolo Arci Levèra affinché nasca un centro per lo sviluppo di attività sociali, solidali e culturali.
Il Comune di Galatina intende intitolare l’immobile alla figura di Antonio Montinaro, poliziotto nato Calimera, capo della scorta di Giovanni Falcone e ucciso nella strage di Capaci del 1992.
L’intitolazione vuole essere un riconoscimento a tutti quegli eroi silenziosi che hanno pagato con la vita il fatto di essere accanto, nell’espletamento del proprio dovere, a figure di primo piano nella lotta alla mafia”, dice il Sindaco Marcello Amante, “Un ricordo che vuole essere anche d’esempio e da modello per tutti quei ragazzi che nonostante le mille difficoltà continuano a compiere il loro dovere da semplici cittadini”.
La dedica ha un alto valore simbolico, anche perché il fratello di Antonio, l’architetto Brizio Montinaro, ha curato il progetto di ristrutturazione insieme a Francesco Capone, ambedue collaboratori di Libera. Grazie a questo progetto, donato all’amministrazione comunale galatinese è stato possibile avviare l’iter burocratico per il finanziamento dei lavori che lo hanno portato ad essere, oggi, una struttura che ben si presta ad essere un centro di aggregazione polifunzionale e incubatore di attività a scopi sociali.
Abbiamo sin da subito condiviso la scelta dell’amministrazione comunale di Galatina di dedicare l’immobile ad Antonio, perché vogliamo sia ricordato e conosciuto come un grande simbolo della lotta alla mafia in nome del bene comune”, commenta la Presidente di Levèra, Flavia Luna De Matteis, “ma soprattutto perché sia un esempio ed uno stimolo all’impegno di cambiamento, in un momento in cui la passiva accettazione dell’esistente rappresenta un grave pericolo”.
L’inaugurazione giunge nell’ambito delle celebrazioni previste per la “Giornata in ricordo delle vittime delle mafie” che il Comune intende celebrare con due montinaro antonio c ansaimportanti eventi: un corteo che si svolgerà nella mattinata del 23, a cui parteciperanno tutti gli istituti scolastici e le associazioni di Galatina e che avrà inizio alle ore 9,30 in piazza Orsini e arrivo in Piazza Alighieri dove ci sarà un breve intervento da parte delle autorità e degli studenti; l’appuntamento del pomeriggio alle ore 18,30 con l’inaugurazione dell’immobile citato.
La serata sarà completata dalla musica live di Claudio Prima e Rachele Andrioli, i Drawing sound (gruppo musicale del Liceo Scientifico A. Vallone di Galatina), e dei “Feel Rock & Play” con il loro inconfondibile stile rock.
Levèra” vuol dire levare, sollevare, sostenere, soffio di vento. Il nuovo circolo Arci ha scelto questo nome proprio perché si augura che un vento forte si alzi e soffi dalle periferie, che porti con sé la possibilità di una rinascita, che sostenga progetti di inclusione sociale, che spazzi via il velo della diffidenza e lasci spazio al sentimento di fiducia.
Fiducia nelle relazioni, nella condivisione, nelle Persone e in ciò che di buono sempre sanno pensare, esprimere, creare.
(22 marzo 2018)

ilgallo.it

In foto: Antonio Montinaro, capo della scorta di Giovanni Falcone e ucciso nella strage di Capaci del 1992.

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