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Rassegna Stampa

Mafia, strage a Taranto: tre morti, giustiziato anche un bambino di 3 anni - Foto

agguato-taranto-3-mortiVittime dei killer la mamma del piccolo e il compagno della donna, detenuto in semilibertà. In macchina c'erano altri due bambini di 6 e 7 anni
di GIULIANO FOSCHINI - 18 marzo 2014
Quindici colpi di arma da fuoco sparati a pochi metri di distanza. Oltre 20 si saprà con il passare delle ore. Tre morti, anche un bambino di tre anni è stato crivellato dai colpi. La mafia ha sparato a Taranto e lo ha fatto nella maniera più cruenta possibile. Cosimo Orlando, un pregiudicato in stato di semilibertà di 43 anni, è stato raggiunto nella tarda serata da un commando mentre tornava in auto a casa. Con sé aveva tutta la sua famiglia: la compagna, Carla Maria Fornari, di 30 anni, e i tre figli. Alla donna, giustiziata dalla mala, nel 2011 ammazzaro il marito, padre della creatura morta con lei. La donna pare fosse alla guida, seduti sul sedile anteriore c'erano l'uomo con in braccio il bambino più piccolo: sono stati colpiti dai proiettili e sono morti praticamente sul colpo. I due figli che viaggiavano invece sui sedili posteriori, di sei e sette anni, sono rimasti illesi. L'omicidio è avvenuto sulla statale 106 che collega Taranto a Reggio Calabria all'altezza dello svincolo per il comune Palagiano. I carabinieri stanno compiendo battute in tutta la zona e hanno istituito numerosi posti di blocco.
I killer hanno sparato probabilmente per vendetta o forse per affari, questo si vedrà. Il pregiudicato pugliese in semilibertà percorreva su una Matiz rossa  guidata dalla compagna la strada per Palagiano, dopo essere uscito allo svincolo della statale che collega Taranto con Reggio Calabria. A circa tre chilometri dall’ingresso del paese un’altra vettura (almeno così pare perché le indagini dei Carabinieri del reparto operativo di Taranto al momento non possono che avere poche certezze) l’ha affiancato e il sicario ha trivellato di colpi la parte anteriore dell’auto. Carla, 30 anni, è morta subito, così Orlando che era seduto accanto a lei. In braccio aveva il figlio della donna, di appena tre anni, che è morto probabilmente raggiunto dai proiettili al volto.

I Carabinieri quando sono intervenuti pensavano a un incidente stradale, l'auto era appoggiata sul guard rail, i due ragazzini erano stesi sui sedili e non riuscivano a parlare. Immediatamente sono scattati i controlli nella zona alla ricerca del commando. Non ci sono testimoni, a parte chiaramente i due bambini. Della dinamica al momento si sa molto poco, non è ancora chiaro se hanno sparato dal lato del guidatore o da quello, come da un'analisi superficiale sembrerebbe, del passeggero. Quello che è certo, è che si tratta di un omicidio di mafia. Per la caratura criminale di Orlando, certamente, che ha precedenti penali importanti. Ma anche per la sua compagna: la donna era la moglie di Domenico Petruzzelli; il bambino morto il figlio della coppia.

Molti anni fa, Orlando si rese protagonista di un duplice omicidio per una vicenda legata al traffico della droga, uccidendo due giovani di Castellaneta. Orlando, pur essendo in semilibertà, era comunque tornato ad avere un ruolo nel mondo della mala ed in particolare, nello smercio delle sostanze stupefacenti. Petruzzelli, il marito della donna, è stato ammazzato a Palagiano il 9 maggio del 2011 in un duplice omicidio per motivi di droga. Tre persone sono state condannate all’ergastolo in primo grado e la Corte di Assise di appello di Taranto proprio nei giorni scorsi ha depositato le motivazione di quello che hanno definito “un omicidio da reality”: tutto fu seguito in diretta dagli investigatori che avevano le cimici nell’auto di Petruzzelli. Non riuscirono però a intervenire nel momento, ma gli assassini non hanno avuto scampo. Nel processo era costituita parte civile anche la donna che aveva seguito tutte le udienze del processo. Allora, nel maggio 2011, l'agguato avvenne sempre nella zona di Palagiano; Petruzzelli fu ucciso  insieme a Domenico Attorre. Ai due fu teso un agguato e dopo essere stati crivellati di colpi furono dati alle fiamme insieme alla loro auto. I loro corpi carbonizzati furono rivenuti tempo dopo in un fossato in campagna.

FOTOGALLERY © bari.repubblica.it
Agguato a Taranto: 3 morti, ucciso anche un bimbo di tre anni

bari.repubblica.it

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