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Rassegna Stampa

“La città di Bari non ritorni al passato”

29 agosto 2012
Gli agguati consumati nei giorni scorsi a Bari nel breve arco di 72 ore, sono gli emblemi della recrudescenza dell’attività criminale i cui interessi hanno covato, a lungo, sotto la cenere e che, adesso, stanno esplodendo daccapo con forza. Le consuete pratiche della violenza ci amareggiano ma non ci stupiscono. Quel che ci preoccupa in maggior misura sono le modalità attraverso le quali queste operazioni sono state poste in essere.

Come ha avuto modo di dichiarare il procuratore aggiunto della di Bari, Pasquale Drago, nel capoluogo pugliese “c'è effettivamente un serio problema di ordine pubblico perché a sparare sono giovani scriteriati che non si preoccupano di fare fuoco in zone affollate” (Repubblica ed. Bari, 28 agosto). In effetti, il nostro timore è che la città, dopo un decennio di relativa calma, possa star compiendo un tuffo indietro nel passato, un balzo temporale agli anni Ottanta e Novanta quando i clan si fronteggiavano per il controllo del territorio nelle pubbliche piazze, sottraendo, in questo modo, spazio all’agibilità democratica e ingessando la società civile, riempiendo vicoli e strade di paura.

Libera Puglia, in quest’ottica, pur ritenendo fondamentale il ruolo delle forze dell’ordine e della magistratura, cui va sempre il nostro sostegno, crede che la migliore risposta sia quella che coniughi legalità e partecipazione. È solo attraverso la seconda che la prima può realizzarsi appieno. La repressione, da sola, non basta. Per sconfiggere la tracotanza della malavita, urge che la spinta propulsiva al cambiamento provenga dalla società, dai cittadini. Ogni arretramento della comunità è un avanzamento della criminalità. E questo non possiamo permetterlo.

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