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dia-web5Lavori aggiudicati a imprese del clan con l'appoggio di politici e amministratori pubblici
21 gennaio 2015
Ventiquattro persone arrestate (10 in carcere e 14 ai domiciliari) in un'operazione della Dia di Napoli su appalti truccati dell'ospedale di Caserta aggiudicati a imprese del clan dei Casalesi con l'appoggio di politici e amministratori pubblici.

Dall'indagine, durata oltre due anni, emerge che presso l'Azienda Ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta vi era "la piena operatività" del clan di camorra "Zagaria", fazione del clan dei Casalesi che opera a Casapesenna (Caserta), e "una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare, sotto la regia dei boss della camorra casertana, tra appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell'imprenditoria". E' quanto emerso dalle indagini.

Attraverso connivenze e collusioni, riferiscono gli investigatori, il sistema degli Zagaria riusciva a controllare e gestire, in regime di assoluto monopolio, gli appalti e gli affidamenti diretti di lavori all'interno dell'Ospedale casertano. Negli ultimi anni il clan si era gradualmente infiltrato nel tessuto politico-amministrativo della struttura sanitaria, trasformandosi in "un complesso apparato in grado di gestire gli affidamenti dei lavori pubblici in assoluta autonomia, potendo contare sul potere derivante dalla preminente matrice mafiosa".

Fra le persone arrestate vi è anche Elvira Zagaria, sorella del noto boss ed ex latitante del clan dei Casalesi, Michele. Secondo gli investigatori, la donna svolgeva un ruolo centrale nelle attività del clan all'interno dell'Azienda sanitaria casertana. Alla donna, dopo l'arresto di tutti i membri maschi della famiglia e dopo la morte del marito, Francesco Zagaria, negli ultimi due anni era toccato il compito di gestire gli ingenti capitali illeciti derivanti dalle attività delle imprese del clan. Dalle indagini è emerso che Francesco Zagaria dava anche indicazioni sugli esponenti politici da sostenere nelle campagne elettorali.

Nell'operazione sono state poste sotto sequestro preventivo quattro ditte (Odeia srl, R.D. Costruzioni, Luigi Iannone e Salvatore Cioffi), 18 immobili, undici terreni, un box auto, tre autovetture e quote societarie per un valore di 12 milioni di euro.

Gli arresti sono stati fatti nelle provincie di Caserta, Napoli e Verona. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d' ufficio.

Ansa

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