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Rassegna Stampa

Carceri: revocati i domiciliari al boss di 'Ndrangheta Vincenzino Iannazzo

Sarà ricoverato nell'ospedale a Viterbo
di AMDuemila
E' stata ripristinata la custodia cautelare in carcere per Vincenzino Iannazzo, boss della 'Ndrangheta, ai quali erano stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute, in relazione all'emergenza Coronavirus. Lo si apprende da fonti del Dap. Tra i boss detenuti in Alta sicurezza, il capomafia di Lamezia Terme, condannato in appello a 14 anni e mezzo e in attesa di sentenza definitiva, era stato uno dei primi ad essere scarcerato a causa dell'emergenza coronavirus.
Con un'ordinanza del 1° aprile, la Seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, su istanza dei legali del boss, i giudici avevano adottato il provvedimento “in relazione alla compatibilità del regime carcerario, rispetto alle condizioni di salute, e in considerazione dell’attuale emergenza epidemiologica", dando atto che si tratta di un "soggetto particolarmente a rischio". Una decisione che aveva suscitato scalpore anche perché al tempo non erano stati registrati a Spoleto "casi di contagio in carcere e il detenuto risulti in parte protetto dall’essere sistemato in cella singola".
Adesso Iannazzo sarà condotto presso il reparto di medicina protetta dell'ospedale Belcolle di Viterbo, in applicazione del decreto del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che di fatto impone ai Tribunali di Sorveglianza e ai giudici che hanno emesso le precedenti ordinanze di "rivalutare l'attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni dei detenuti di alta sicurezza e al 41 bis" alla luce della nuova "fase" in cui è entrata l'emergenza sanitaria. E da settimane i boss, pian piano, stanno ritornando dietro le sbarre.

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