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Rassegna Stampa

'Ndrangheta, la Dia di Reggio Calabria confisca beni per 15 mln

Nel biennio oltre 1 mld di beni sottratti alla criminalità
Roma. La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ha eseguito due decreti di confisca di beni, emessi dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Nicola Romano, 68 enne nativo di Antonimina (Reggio Calabria), detenuto, operaio forestale ma di fatto imprenditore nei comparti del taglio e della lavorazione del legno, nonché della produzione di calcestruzzo, e di Domenico Barbieri, imprenditore 59enne reggino.

Romano è stato arrestato nel 2012 nell'ambito dell'operazione "Saggezza", condotta dai carabinieri di Reggio Calabria, per aver ricoperto un ruolo di primissimo piano nella 'ndrangheta di Antonimina (Reggio Calabria). Dalle indagini è stato anche appurato che ha rivestito il ruolo apicale di "capo consigliere" della "Sacra Corona", una nuova struttura criminale posta superiormente alle 'ndrine dislocate ed operanti sui territori di Antonimina, Ciminà, Ardore, Cirella di Platì e Canolo, Comuni nella fascia ionica della provincia reggina.

In particolare Romano è stato per lungo tempo in grado di condizionare la libera concorrenza nel settore degli appalti pubblici, con un ruolo fondamentale all'interno del "cartello" che controllava il taglio boschivo, esercitando, con metodo mafioso, un totale controllo del territorio. Romano, in merito al procedimento penale scaturito dall'operazione "Saggezza", è stato condannato in primo grado a venti anni e dieci mesi di reclusione, per associazione mafiosa ed altri reati, con sentenza del Tribunale di Locri del 29 settembre 2015.

askanews

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