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Rassegna Stampa

'Ndrangheta, beni confiscati consegnati a scuola reggino

Cerimonia a Rosarno alla presenza di vertici magistratura e forze dell'ordine
Reggio Calabria. Il Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari ha partecipato, nella mattina odierna, alla cerimonia di consegna da parte del Comune di Rosarno di beni confiscati ad esponenti appartenenti alle famiglie di ‘ndrangheta Pesce-Bellocco all’Istituto di istruzione superiore “R.Piria”, liceo Scientifico e scuola agraria. Sono intervenuti, tra gli altri, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, titolare della Dda, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, il questore, i comandanti provinciali dei carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato, la presidente dell’associazione “Riferimenti, nonché rappresentanti della società civile. Nell’occasione, il prefetto ha consegnato una targa commemorativa al padre di Fabrizio di Pioli ucciso in un agguato a Melicucco nel febbraio del 2012. I beni confiscati, consistenti in 5 terreni agricoli, impiantati a uliveto per una estensione di oltre 8 ettari, ed un fabbricato rurale, sono entrati, nel 2015, nel patrimonio indisponibile del Comune di Rosarno a seguito di trasferimento disposto dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’amministrazione comunale di Rosarno ha poi avviato una procedura di selezione pubblica, assegnando i terreni e il fabbricato in questione all’Istituto “Piria”, valutando con grande favore ed apprezzamento il progetto proposto dalla Dirigente, grazie al quale le secolari piante di ulivo saranno rimesse in produzione secondo protocolli di coltura biologici e l’olio ricavato sarà posto in vendita con un marchio “doc”, quello dello stesso Istituto. "La cerimonia - si legga in una nota della prefettura di Reggio Calabria - è stata particolarmente significativa considerato che per la prima volta un Istituto di Istruzione Superiore si propone per l’utilizzo di un bene confiscato, attuando in tal modo positive azioni per la riaffermazione della legalità nel territorio. Il ciclo produttivo assumerà così non solo una mera veste didattica, già importante, ma avrà anche considerevoli risvolti educativi ed etici all’insegna della cultura del rispetto delle regole. Sarà decisivo l’impegno dei giovani studenti, che avranno l’occasione di sviluppare, in uno con il personale docente, esperienze di straordinario valore simbolico ad alto contenuto etico e formativo".

ilVelino/AGV NEWS

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