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Rassegna Stampa

Chi è connivente con 'ndrangheta e il malaffare “è fuori da Confartigianato Catanzaro e Crotone

30 marzo 2015
Catanzaro. Nei prossimi giorni le Associazioni Confartigianato di Catanzaro e Crotone, guidate da Egidio Verduci e Carmine Corigliano, adotteranno un nuovo regolamento interno e il codice etico di Confartigianato Imprese nazionale a cui verrà aggiunto un nuovo articolo che diventerà indispensabile per  possedere i requisiti  necessari per essere a tutti gli effetti  Socio Confartigianato.

"Un segnale importante ed un vero cambio di passo delle nostre Associazioni che oltre  a mettere in evidenza le capacità imprenditoriali dei Soci vogliono affidare loro una vera mission sociale, importante e strategica, per poter uscire da questa sperale malavitosa che non solo mortifica quotidianamente il lavoro di tanti piccoli imprenditori e artigiani ma crea un clima di depressione e demotivazione al sol pensare ai tanti fatti delittuosi, ove non bastasse la crisi conclamata che stiamo vivendo.  Tanti piccoli operatori al sol pensiero di poter essere nel mirino della “ndrangheta”, tante volte rinunciano a programmi di rilancio e innovazione. In sintesi il nuovo regolamento che verrà ratificato entro il mese di aprile  dai Consigli Direttivi di Catanzaro e Crotone, recita testualmente: "Gli imprenditori associati, artigiani, commercianti, imprenditori  del turismo e dei servizi,   che verranno rinviati a giudizio per reati di mafia o  che non denunciano i casi di estorsione ed usura  inerente le loro attività verranno fin da subito  sospesi  dall’associazione su deliberato insindacabile della giunta esecutiva". Un cambio radicale della filosofia associativa che accompagnerà l'attività di Confartigianato di CZ e Kr nei prossimi anni e che, si spera, venga condivisa da tutte le altre organizzazioni datoriali calabresi. Il problema della legalità   deve  diventare  un obiettivo da perseguire alla stregua di tanti altri fattori negativi, quali la carenza di credito bancario  e la burocrazia che ancora oggi frenano lo sviluppo e la ripresa dell’economia calabrese. Sicuramente una strada non facile da percorrere ma che deve essere necessariamente compresa da tutti coloro i quali, oggi, sono  sotto la morsa della malavita organizzata: riteniamo che   l’unica strada per chi auspica un futuro diverso è la denuncia. Chi sarà consenziente o connivente delle cosche mafiose non merita, d’ora in avanti,  cittadinanza in Confartigianato. Ed è naturalmente implicito che quando si parla di denuncia, la si intende estesa non solo a ciò che può essere direttamente associabile alla malavita organizzata, ma anche a tutti quei burocrati e politici  corrotti a cui non bisogna  più fare   alcun sconto. E’ evidente che adottare queste nuove regole ed incoraggiare alla denuncia non è un’attività semplice sia in termini di risorse finanziarie che umane, i segretari delle strutture verranno incaricati di seguire i vari percorsi. Lo stato attuale in cui versa il nostro territorio impone un comportamento diverso da quello adottato nel passato.  Oggi con i mezzi a disposizione, gli strumenti e la grande rete di solidarietà creata, chi tace sul malaffare imperante   non può essere più considerato una vittima, ma complice. Importante e condiviso  è anche il protocollo sottoscritto a favore delle vittime di usura ed estorsione che ha coinvolto, qualche  giorni fa, le Prefetture di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo, la Procura del capoluogo calabrese, l'Inps, l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia. Le nostre Associazioni sono pronte a collaborare alla buona riuscita di queste iniziative che dovranno servire a creare quel clima di legalità diffusa e di serenità di cui la Calabria ha un bisogno improcrastinabile".

lametino.it

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