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Rassegna Stampa

'Ndrangheta: operazione carabinieri nel catanzarese, 18 fermi

15 dicembre 2011
Catanzaro. È in corso un'operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro per l'esecuzione di 18 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla cosca Sia-Procopio-Tripodi della 'ndrangheta, che ha la sua base operativa nella zona di Soverato. Nei provvedimenti della Dda di Catanzaro, si contestano l'associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, sequestro di persona, estorsione, rapina e ricettazione. L'attività investigativa che ha portato ai fermi, cui ha collaborato il Ros, è partita nel dicembre del 2009 dalla scomparsa di Giuseppe Todaro, presunto affiliato alla cosca Gallace-Novella, rivale di quella dei Sia-Procopio-Tripodi. Todaro, secondo quanto è emerso dalle indagini, sarebbe stato ucciso per una vendetta mafiosa ed il suo cadavere fatto sparire. L'indagine scaturita dall'omicidio di Todaro, diretta dal pm della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla, ha consentito di delineare compiti e ruolo degli indagati nell'ambito del «locale» di 'ndrangheta attivo sin dal 2002 nella fascia jonica catanzarese, ed in particolare a Soverato, Davoli, San Sostene, Montepaone e Montauro.

ANSA


Fermi, sequestrati beni per 30 milioni

15 dicembre 2011
Catanzaro. Beni mobili ed immobili per un valore di 30 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nell'ambito dell'operazione per l'esecuzione da paerte dei carabinieri di 18 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti affiliati alla cosca di 'ndrangheta Sia-Procopio-Tripodi, che ha la sua base operativa nella zona di Soverato. I beni consistono in rapporti bancari, quote societarie, attività economiche ed in un villaggio turistico composto da duecento unità immobiliari a San Sostene (Catanzaro). Il patrimonio sottoposto a sequestro preventivo era riconducibile ad alcuni degli affiliati alla cosca nei confronti dei quali sono stati emessi i provvedimenti di fermo. Dalle indagini, svolte dai finanzieri del Gico di Catanzaro in collaborazione con lo Scico di Roma, è stato possibile ricostruire gli interessi economici della cosca che, ricorrendo ad articolati schemi societari ed a fittizie intestazioni di beni, era riuscita ad inserirsi in importanti iniziative imprenditoriali e commerciali apparentemente legali. Nell'ambito di questa specifica attività investigativa la Guardia di finanza ha denunciato alla Dda di Catanzaro 14 persone con l'accusa di intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità mafiose.

ANSA

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