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Back Sei qui: Home Rassegna Stampa Mafia eventi Sicilia Omicidio Bonta'-Vela: il pentito Bisconti rilancia accuse a imputata

Rassegna Stampa

Omicidio Bonta'-Vela: il pentito Bisconti rilancia accuse a imputata

di AMDuemila
Filippo Salvatore Bisconti, il pentito di Belmonte Mezzagno, ha riferito ai magistrati della Procura generale di Palermo che il duplice delitto Bontà-Vela, avvenuto a Falsomiele il 3 marzo 2016, ha a che vedere con una contesa per l'acqua tra la vittima designata, Vincenzo Bontà, e i presunti assassini, Carlo Gregoli, poi morto suicida in cella, e la moglie Adele Velardo, assolta in primo grado e ora a giudizio in appello, su ricorso del pm. Il movente era già emerso nel corso del dibattimento ma era stato poi accantonato per la impossibilità di ricostruire i dati in maniera compiuta. Bisconti, la cui audizione viene chiesta nel processo di secondo grado dal pg Maria Grazia Puliatti, ritiene ora che Velardo era particolarmente accanita nel sostenere le ragioni della propria famiglia contro quelle di Bontà. L'uomo fu vittima di un delitto che, stando alla ricostruzione della polizia, apparve come estemporaneo e in cui venne ucciso anche Giuseppe Vela, un giardiniere che solo per caso quella mattina si trovava con Bontà. Quest'ultimo era genero del boss Giovanni Bontade, ucciso nel 1988, motivo per il quale in un primo momento gli inquirenti si orientarono verso il delitto di mafia. Poi, grazie alle immagini riprese dai carabinieri e dalla polizia nell'ambito di altre indagini, venne fuori una verità completamente diversa. Ma la mancanza di un movente ha portato alla assoluzione di Velardo.

Fonte: Agi

Foto © Imagoeconomica

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