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Rassegna Stampa

Caso LiberoFuturo: lettera aperta al Ministro dell'Interno Matteo Salvini

salvini matteo c imagoeconomica 6E' necessario lo sciopero della fame per avere l'attenzione del Ministro?
di Salvatore Giuffrida*

Gent.mo Ministro,
ai primi di ottobre Le avevamo indirizzato un documento col quale la nostra Rete portava alla sua attenzione le condizioni di estrema difficoltà nelle quali le associazioni antiracket siciliane sono costrette a operare nel loro già difficile compito, condizioni acuite da alcune recenti singolari norme che di fatto le privano del modesto contributo economico finora erogato dalla Regione Siciliana.
Ad aggravare la situazione e a destare sconcerto, alcune Prefetture siciliane, che rappresentano il Suo Ministero sul territorio, hanno utilizzato come una clava l'istituto delle interdittive per dichiarare inaffidabili con motivazioni risibili due associazioni aderenti alla nostra rete, LiberoFUTURO Palermo e LiberoFUTURO Casltelvetrano, cancellandole dai loro elenchi lo scorso mese di luglio. Altre due associazioni del palermitano vicine a LiberoFUTURO erano già state cancellate nel 2017. La loro colpa è di aver accompagnato una e più volte alla denuncia di fatti estorsivi alcuni imprenditori che, pur essendo stati riconosciuti vittime e risarciti nei processi, sono poi stati colpiti dalle misure di prevenzione (Saguto) o da insensate interdittive prefettizie. Tutto ciò, fra l'altro, ignorando che tale accompagnamento era stato sollecitato dalla Forze dell'ordine e che gli imprenditori erano stati pubblicamente elogiati dai Magistrati per il rilevante contributo dato nell'attività processuale. In questa vicenda colpisce il fatto che l'interdittiva antimafia - fra l'altro, strumento indiziario privo di riscontri processuali, in mano a funzionari che non rispondono dei danni inferti alle imprese - di fatto sia stata estesa alle associazione antiracket, trattate al pari di organizzazioni mafiose e senza considerare che negli ultimi dieci anni esse hanno portato alla denuncia oltre trecento imprenditori.
In queste condizioni, Enrico Colajanni, protagonista di tante battaglie antimafia e principale animatore di LiberoFUTURO Palermo - al quale va tutta la solidarietà della nostra Rete - da tre giorni ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro queste misure incomprensibili. Per queste ragioni, Signor Ministro, nella speranza di poterla incontrare per fornirle un quadro completo dell'intera vicenda, Le chiediamo che intervenga urgentemente affinchè vengano revocate le decisioni adottate dalle Prefetture di Palermo e di Trapani ai danni delle nostre associazioni, arginando le conseguenze devastanti che queste decisioni stanno provocando.
La ringraziamo per l'attenzione che vorrà riservare a questa vicenda.

* Presidente Rete No Mafie

Foto © Imagoeconomica

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