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bandiere forza nuovaDall’ispettore che solidarizza con i fascisti al nazista che si fotografa abbracciato a Priebke, passando per  ex grillini e leghisti: ecco chi vuole entrare in Parlamento con i neofascisti di Roberto Fiore
di Federico Marconi
Generali in pensione, poliziotti e magistrati complottisti, nazisti e nostalgici della Repubblica di Salò, figli di politici condannati per reati di mafia, ex leghisti, grillini, missini. Sono tutti candidati nelle liste di Italia agli Italiani, il "fronte unitario dell’Area nazionalpopolare", formato dai neofascisti di Fiamma Tricolore e di Forza Nuova. I "patrioti" del terrorista nero Roberto Fiore puntano a superare la soglia di sbarramento del 3 per cento alle elezioni del 4 marzo per portare le loro battaglie politiche all’interno delle istituzioni.
Per farlo hanno formato una lista insieme a Fiamma Tricolore, il movimento fondato da Pino Rauti a metà degli anni Novanta, oggi guidato da Attilio Carelli, politico di lungo corso: ha militato nel Msi fino ai primi anni Novanta, quando se ne andò insieme al teorico degli opposti estremismi, denunciando "la deriva liberista e filo-mondialista, quindi antifascista" che avrebbe assunto il partito dopo l’elezione di Gianfranco Fini alla segreteria.
Le due forze politiche presentano un programma comune: propongono il ritorno alla sovranità monetaria, la lotta alle privatizzazioni, la tutela dei risparmiatori "vessati da un sistema bancario maligno", l’uscita dalla Nato e dalle strutture militari del Patto Atlantico e l’abrogazione della legge Lorenzin, per tutelare le famiglie "vittime dei poteri forti farmaceutici".
Odio, razzismo e fake news. Questi gli ingredienti delle pagine dell'estrema destra sui social network. Sono create da avvocati, impiegati, commercianti. Ma anche da esponenti delle forze dell'ordine. Ora alzano il tiro: dopo tante parole vogliono passare ai fatti
Questi punti sono stati sottoscritti anche dalla senatrice Paola De Pin, che ha partecipato insieme a Roberto Fiore a una conferenza stampa alla Camera lo scorso 25 gennaio. La senatrice, conosciuta per condividere bufale novax sui suoi profili social, ha sempre avuto le idee chiare in politica: nel marzo 2013 viene eletta a Palazzo Madama nelle liste del Movimento 5 Stelle ma dopo pochi mesi lascia il Movimento e vota la fiducia al governo Letta; nel maggio 2014 poi sostiene L’Altra Europa con Tsipras, lista di sinistra radicale, alle elezioni europee per poi aderire, nel giugno 2015, alla Federazione dei Verdi e iscriversi al gruppo parlamentare di centrodestra Grandi Autnomie e Libertà. Un girotondo che si conclude ora con l’appoggio ai neofascisti.
Terrorista nero. Condannato per eversione. Scappato all'estero. Dove ha trovato la protezione dei servizi segreti britannici. Oggi guida il partito di estrema destra. Che in cinque anni è stato denunciato per violenza 240 volte

UOMINI D’ORDINE
Fiore e Carelli vogliono entrare a Palazzo Madama. I segretari sono entrambi candidati nei listini plurinominali del Senato. Attilio Carelli è il capolista nel collegio Lombardia 4, la circoscrizione che comprende Milano, Legnano e Rozzano. Fiore, condannato negli anni ‘80 per banda armata e associazione sovversiva, invece è il primo tra i candidati del collegio Lazio 1, che riunisce i quartieri di Roma Gianicolense, Tuscolano e Portuense. Sempre nel collegio Lazio 1, ma nel listino plurinominale della Camera, spicca il nome di Aldo Mezzalana, uno dei tanti uomini d’ordine presenti nelle liste di Italia agli Italiani. Mezzalana, 61 anni, candidato anche nell’uninominale a Livorno, è un generale in pensione dell’esercito: tra gli anni Novanta e i primi Duemila ha partecipato a missioni nei Balcani, Iraq e Afghanistan, per poi dedicarsi all’addestramento dei parà della Folgore. A far compagnia al generale c’è anche Gianfranco Ribezzo, tenente dell’Aeronautica militare che si candida a entrare a Montecitorio nell’uninominale di Brindisi. Ci sono anche poliziotti e agenti carcerari. Sempre in Puglia, tra i candidati per la Camera c’è l’agente scelto di Polizia penitenziaria Amedeo Turi, in corsa nell’uninominale di Francavilla Fontana.
In Abruzzo invece figura Marco Di Somma, 57 anni, gli ultimi 37 passati nei ranghi della Polizia. Di Somma si presenta da "candidato indipendente" nel collegio uninominale per la Camera di Chieti come spiega in un post sul suo profilo Facebook. E proprio sul suo account social pubblica saluti romani, video di Mussolini, post su "scie chimiche e terremoti bellici", e solidarietà ai "militanti forzanovisti ingiustamente picchiati dalla Polizia".
C'è anche una ex toga rossa, il magistrato Paolo Ferraro, candidato alla Camera nel Lazio. Ferraro, che si era già presentato nelle liste di Forza Nuova alle politiche di cinque anni fa, è stato espulso dalla magistratura nel marzo 2013 dopo una surreale vicenda: alla fine del 2008, l’allora magistrato presenta un esposto in Procura in cui dichiara che nella sua abitazione, nel quartiere romano della Cecchignola, avvenivano rituali satanici, pratiche sessuali in condizioni di ipnosi e sotto l’effetto di sostanze alteranti, che vedevano coinvolti adulti, bambini e di cui la sua compagna di allora era vittima. Ferraro inizia così una serie di ricerche, interrotte però dalle cure psichiatriche a cui si è dovuto sottoporre, che gli avrebbero fatto scoprire trame occulte e deviate in istituzioni, alti gradi militari, massoneria e sette sataniche.

NOSTALGICI NAZISTI
A generali, poliziotti e magistrati si affiancano gli scatenati camerati di Fiore, che si sono fatti conoscere negli ultimi anni come protagonisti di violenza e intimidazioni. Manca Giuliano Castellino, un passato da militante in tutta la galassia dell’estrema destra romana, sodale dell’amico di Carminati Maurizio Boccacci, e ora leader di Roma ai Romani: è nei guai con la giustizia dopo gli scontri con la Polizia di fine settembre. Al suo posto però è presente la sorella, Ramona, in passato già candidata alle elezioni municipali con La Destra di Storace, ora in corsa per un seggio alla Camera nel collegio plurinominale Lazio 1-03. C’è invece Mirco Ottaviani, candidato alla Camera a Rimini, condannato a sei mesi per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale dopo gli scontri dello scorso 8 febbraio tra militanti di Forza Nuova e Polizia a Macerata. C’è Leonardo Cabras, coordinatore di FN in Toscana e candidato a Massa, conosciuto per le sue sparate negazioniste sull’Olocausto ("Nei lager nazisti c’erano cinema e piscine", "Sei milioni di ebrei morti? Ma se non c’erano nemmeno in Europa") e per le azioni intimidatorie contro don Biancalani, il prete che aiuta i migranti a Prato. E c’è anche Luca Castellini, coordinatore di Forza Nuova a Verona, dov’è candidato alla Camera.
Ultras dell’Hellas, Castellini è noto per la sua simpatia per il nazismo: durante una festa della tifoseria allo stadio Bentegodi nell’estate 2017, ringraziò Adolf Hitler "che ha pagato tutto questo" e intonò il coro "una squadra fantastica fatta a forma di svastica". Un nostalgico di Hitler è in buona compagnia nelle liste di Italia agli Italiani. All’uninominale di Pordenone si candida infatti Dario Fabris, "Toten-rune" per gli amici, come il simbolo runico adottato dalle SS per indicare i morti. Sul profilo Facebook, appare una foto in cui il nazista candidato nelle liste di Fiore sorride mentre abbraccia Erich Priebke, il capitano delle SS morto nel 2013 che partecipò all’eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, in cui persero la vita 335 italiani.

FASCISTI SI DIVENTA
Nelle liste di Fiore e Carelli non manca nulla, nemmeno i candidati con un passato politico con altri partiti alle spalle. Come l’ex leghista Fabio Tuiach, 38 anni, già campione di pugilato, candidato a Trieste. Tuiach, consigliere comunale triestino, è salito agli onori della cronaca nell’ottobre del 2017, quando affermò quella che, a suo dire, era "una verità scomoda": "Il femminicidio non esiste, è un’invenzione della sinistra" scrisse in un post sul suo profilo Facebook. Lo scorso dicembre, l’ex pugile ha lasciato il Carroccio per aderire a Forza Nuova. Non è l’unico: c’è anche Marco Centineo, candidato a Ferrara, dov’è consigliere comunale. Eletto in una lista civica con nove voti di preferenza nel maggio 2014, pochi mesi dopo il consigliere ha deciso di lasciare il suo partito, Fratelli d’Italia, per abbracciare i neofascisti. Da Ferrara a Taranto, dove corre Antonella Cito, consigliera comunale nella città dell’Ilva per il partito di famiglia, la Lega d’azione meridionale. Cito è infatti figlia di Giancarlo, ex missino, sindaco tarantino dal 1993 al 1996 e deputato dal 1996 al 2001, proprietario dell’emittente televisiva locale At6 e condannato nel 2007 per concorso esterno in associazione mafiosa e concussione. La condanna non gli ha più permesso di concorrere a cariche pubbliche, così si è messo a fare lo sponsor per i figli: Mario, che più volte ha corso come sindaco a Taranto, e Antonella, miss preferenze alle ultime amministrative del 2017. Con lei Fiore ha fatto un vero e proprio colpaccio. Cito era corteggiata anche da Forza Italia per un posto in Parlamento: senza l’appoggio della Lega meridionale, infatti, il partito di Berlusconi a Taranto non ha mai vinto.
Ci sono anche ex grillini. A Vibo Valentia si candida per un seggio alla Camera Edoardo Ventra, oggi coordinatore di FN, ma già fondatore e responsabile del meetup del Movimento 5 Stelle in Calabria fino all’ottobre del 2014, quando passò con tutto il suo gruppo di lavoro nelle fila del partito di Fiore. Forse il richiamo del fascismo era più forte della voglia di democrazia diretta.

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