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Rassegna Stampa

Video - A Ostia miscela esplosiva di mafia, estrema destra e disagio sociale

lumia video spada nemoA Ostia si è superato ogni limite (Ascolta la mia intervista a Radio InBlu). Le immagini dell’aggressione al giornalista del programma Nemo di Rai2, Daniele Piervincenzi, da parte dell’esponente della famiglia mafiosa Spada ci danno la misura della gravità di quanto accaduto. Ci troviamo di fronte ad una miscela esplosiva di mafia, estrema destra (CasaPound) e disagio sociale che va affrontata con rigore e sistematicità.

Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare, che tenta di spiegare bene i danni causati dal negazionismo e dal minimalismo mafiosi che per anni hanno caratterizzato la lettura della presenza della mafia ad Ostia. Certo si tratta di un atteggiamento diffuso in molte parti d’Italia e che a Ostia, come in altri territori, ha prodotto danni incalcolabili.

È il momento, quindi, di rimboccarsi le maniche e recuperare il tempo perduto, avendo il coraggio di guardare in faccia la realtà con una progettualità che finalmente vada alla radice dei problemi.

Di seguito il testo integrale dell’atto di sindacato ispettivo.

Giuseppe Lumia




LUMIA – Al ministro dell’interno. –

Premesso che, a quanto risulta all’interrogante:

la violenta aggressione alla troupe del programma televisivo Nemo di Rai2, ed in particolare al giornalista Daniele Piervincenzi, testimoniata dalle telecamere, ha messo in evidenza la pericolosità dei clan mafiosi, come quello degli Spada, presenti ad Ostia. Immagini che smentiscono in maniera inequivocabile, se ancora ce ne fosse bisogno, la tendenza purtroppo sempre in voga di sminuire la presenza mafiosa ad Ostia, così come in molti altri territori del nostro Paese;

anni e anni di negazionismo e minimalismo hanno prodotto danni incalcolabili. Le istituzioni e molti settori della stessa società civile non hanno esercitato quell’attenzione e quel rigore necessari ad impedire il radicamento e la proliferazione del fenomeno mafioso. In questo modo le famiglie dei boss Spada, Fasciani e Triassi hanno potuto agire abbastanza indisturbate, anche in combutta con esponenti mafiosi come i Caruana-Cuntrera ai verti del grande traffico internazionale di droga;

“negazionismo” e “minimalismo” rappresentano, quindi, l’humus culturale che fa buon gioco alla proliferazione delle organizzazioni criminali. Quella del litorale romane è una zona geografica strategica per la sua vicinanza alla Capitale e per la sua economia turistica. I clan sono riusciti ad infiltrarsi in molti settori produttivi e nella politica, causando lo stesso scioglimento per mafia del Municipio. Droga, estorsioni, violenze, collusioni con la pubblica amministrazione, appalti … hanno consentito ai boss di radicarsi e accumulare un grande potere;

questa rete criminale va aggredita con un approccio sistemico e costante, sia sul versante culturale e sociale, sia su quello economico e politico. Questi, insieme ad alla positiva azione repressivo-giudiziaria avviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, possono ristabilire le condizioni di vivibilità in quei quartieri popolari di Ostia dove la presenza mafiosa è particolarmente palpabile. Mi riferisco, ad esempio, alla zona di Ostia 2, dove proprio la famiglia mafiosa Spada esercita un controllo devastante e capillare;

l’ascesa del clan mafioso degli Spada è ben descritta nella operazione “Sub Urbe” della DDA di Roma, guidata dal dott. Pignatone e coordinata dal dott. Prestipino. Gli Spada alleati dei Fasciani prendono il sopravvento del controllo di Ostia, soprattutto ponente, con l’eliminazione dei vecchi boss legati al clan della Magliana, Giovanni Galleoni detto Boficchio e Francesco Antonino detto Sorcanera, avvenuta il 22 Novembre del 2011;

dal quel momento gli Spada hanno mano libera sul controllo delle assegnazioni della case popolari, sulle estorsioni agli esercizi commerciali, sull’usura, sul traffico e spaccio di  droga spingendosi via via sino agli appalti e al controllo dei Lidi, vera e straordinaria risorsa turistica di Ostia. Il capo della famiglia mafiosa degli Spada, Carmine, sottoposto agli arresti domiciliari nel 2014 è stato detenuto al carcere di Regina Coeli perché, come fanno tutti i boss, continuava anche da casa a guidare in tutte le attività criminali la consorteria mafiosa;

con il metodo mafioso intimidiscono, usano violenza, creano collusioni. Eliminano i concorrenti come Massimo e Michael Cordoni e Mario Granato e prendono il dominio territoriale che esercitano anche politicamente esprimendo simpatie prima per il Movimento 5 Stelle e adesso per i neo fascisti di CasaPound, su cui stava lavorando giornalisticamente proprio il giornalista Piervincenzi;

le forze politiche hanno sottovalutato la gravità del problema. Quando l’assessore alla legalità del Comune di Roma con delega sul litorale di Ostia, Alfonso Sabella, è stato chiamato a sostituire il presidente del Municipio indagato nell’inchiesta “Mafia Capitale”, ha chiuso la palestra in gestione agli Spada che insisteva addirittura in un edificio comunale;

lo Stato è chiamato a valorizzare le qualità e le capacità produttive della parte onesta di Ostia e colpire con mano pesante la mafia che è presenta ed esercita il suo potere sia ricorrendo al classico metodo mafioso fatto di intimidazione, violenza e omertà sia utilizzando la più sottile e devastante strategia collusiva,

si chiede, pertanto, di sapere,

se sono state rimosse tutte le cause che hanno portato allo scioglimento per mafia del Municipio indicate nella relazione del prefetto e del ministero;

se è stata presa in considerazione la possibilità di chiudere, per motivi legati all’ordine pubblico, la palestra, dove si è consumato il fatto in premessa, di cui è titolare la compagna di Roberto Spada;

se è stata fatta un’attività di monitoraggio e prevenzione per rilevare l’attività degli Spada e delle altre famiglie durante il periodo della campagna elettorale e per impedire loro di presenziare davanti ai seggi durante i giorni del voto;

se le forze di polizia competenti hanno disposto misure di prevenzione personali e patrimoniali al fine di bloccare l’agibilità sul territorio degli esponenti dei clan mafiosi e sottrarre loro gli ingenti patrimoni di cui possono disporre.

giuseppelumia.it