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Rassegna Stampa

Colombia: 3.000 in fuga dai narcos, un terzo sono bambini

La Paz. Piu' di 3 mila persone sono in fuga da scontri tra narcotrafficanti in lotta per il controllo delle zone di produzione della cocaina nella localita' di Tumaco, nel dipartimento di Narino, nella Colombia sud-occidentale. A riferirlo all'emittente locale Caracol Radio e' la sindaca Maria Emilsen Angulo, comunicando un bilancio provvisorio di 1.179 famiglie sfollate, in tutto 3.031 persone di cui 1.044 bambini. Il Difensore del popolo, istituzione pubblica per la tutela dei diritti umani, ha registrato crescenti scontri nei villaggi vicini al fiume Chagui tra tre gruppi armati fuori legge, con il coinvolgimento di dissidenti dell'ex guerriglia delle Farc che non riconoscono l'accordo di pace del 2016. "Da inizio mese i combattimenti sono aumentati, costringendo i residenti a lasciare le zone rurali per rifugiarsi in citta'", ha detto Emilsen Angulo. Affacciata sul litorale pacifico, la localita' di Tumaco e' considerata un corridoio strategico per l'esportazione della cocaina a destinazione di altri paesi dell'America centrale e degli Stati Uniti, primo consumatore mondiale. Per superficie coltivata e' anche la seconda piu' importante piantagione di coca di tutta la Colombia, prima produttore mondiale con 169 mila ettari. La lotta per il controllo delle zone di produzione di cocaina e marijuana alimenta una spirale di violenza tra diversi gruppi armanti colombiani e cartelli messicani, come quello di Sinaloa. Secondo bilanci governativi, dal 2016 almeno 303 leader comunitari e attivisti per i diritti umani sono stati assassinati dai narcotrafficanti.

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