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Rassegna Stampa

Greta: ''Voglio parlare all'America, ma non incontrero' Trump. Lui non ascolta la scienza''

di Virginie Lenk - Intervista
La giovane attivista svedese parla dopo il vertice sul clima a Losanna. Ora attraverserà l'Atlantico in barca a vela per portare la sua battaglia sul continente americano

Appena concluso il vertice Smile for Future di Losanna, Greta Thunberg nei prossimi giorni raggiungerà New York e la riunione dell'Onu sul clima. Attraverserà l'Atlantico in qualche settimana a bordo della barca a vela del figlio della principessa Carolina di Monaco, Pierre Casiraghi. Prima della sua partenza, la giovane militante ecologista ci ha confidato le sue speranze per questo viaggio.

Quali sono le sue prime impressioni su questa settimana a Losanna?
Abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, che era quello di stare insieme e formare una sola comunità. È stato molto interessante vedere tutte queste persone di diverse culture, di diversi Paesi. Ognuna ha la sua lingua, la sua storia, le sue esperienze. Ma è stato molto interessante constatare che tendiamo verso gli stessi obiettivi, che ci preoccupiamo delle stesse priorità e che vogliamo realizzare le stesse cose. Le persone qui a Losanna hanno fatto delle grandi cose e sono sorpresa della qualità delle discussioni che abbiamo avuto. Certo, abbiamo tutti le nostre opinioni, e aver raggiunto un consenso nonostante non ci fossimo mai visti prima è un grandissimo successo.

Partirà per New York su una barca a vela, sarà la sua prima traversata dell'Atlantico. È un po' nervosa?
Certo che sono un po' nervosa. Non sono preoccupata per la mia sicurezza: l'equipaggio è professionale e la nave dicono che sia inaffondabile (ride). E mi accompagna mio padre, perché sono troppo giovane, e c'è anche un regista. Sarà difficile rimanere isolata così a lungo, ma da un altro punto di vista è bello non poter fare niente, riposarsi, leggere.

Qual è il suo programma laggiù?
Non è ancora ben definito. Viaggerò attraverso il continente nordamericano e fra ottobre e novembre raggiungerò il Sudamerica per partecipare alla Cop25 a Santiago del Cile. Questo è quello che è previsto, se tutto va bene.

Incontrerà dei parlamentari negli Stati Uniti?
Sì, incontrerò dei politici, non so ancora di quale partito; ho ricevuto molti inviti, ma non ho ancora risposto. I mesi di agosto e settembre saranno molto intensi. Mi piacerebbe lasciare il maggior spazio possibile nella mia agenda, per scegliere quello che voglio fare.

Incontrerà Donald Trump?
No.

Che cosa gli direbbe se ne avesse l'occasione?
Molte persone mi fanno questa domanda. E io rispondo sempre la stessa cosa. Penso che non gli direi granché. Perché dovrei parlargli? Che cosa potrei dirgli per fargli cambiare opinione? È evidente che non ascolta la scienza e gli esperti in questo campo, quindi che cosa potrei dirgli di più?.

Lei tratta i suoi detrattori con ironia. È difficile, a volte, ascoltare queste critiche? Le capita di sentirsi ferita?
L'odio e le prese in giro non mi fanno male, perché ci sono abituata da tempo. È semplicemente esilarante vedere queste persone. Non hanno argomenti, cercano soltanto di denigrarci. È da tanto che si concentrano su questa cattiveria e questo odio, è da tanto che diffondono menzogne e teorie del complotto su di me, non hanno nient'altro da mettere sotto i denti. È un buon segnale, secondo me.

Ha detto diverse volte di sentirsi affaticata, ha chiesto agli adulti di raccogliere il testimone. Le capita di avere voglia di mollare tutto? Di dire: "Lasciatemi in pace?"
Certo, quando troppe persone mi avvicinano, dico che ho bisogno di stare da sola per rilassarmi. Ma non sono stanca di questo movimento. Penso che sarebbe molto utile avere più adulti, più persone di altre generazioni, più scienziati al nostro fianco. Perché i ragazzi non siano costretti a fare tutto da soli.

Alcuni movimenti, come Extinction Rebellion, propongono delle soluzioni più radicali per farsi ascoltare. Le capita di pensare che sia necessario passare per cose del genere?
Personalmente spero di no. Extinction Rebellion è un altro movimento rispetto a Fridays for Future. Noi continueremo a portare avanti il nostro movimento come facciamo attualmente. La nostra speranza è che le persone si rendano conto per tempo della situazione e che sia possibile riuscire a reagire in tempo.

rep.repubblica.it