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Rassegna Stampa

Agrigento: 24 anni e sei mesi di carcere per il torturatore del lager libico

Il nigeriano Deji Gift, il migrante che dopo essere stato carcerato divenne il più feroce dei torturatori nel “ghetto di Alì” condannato per una lunga serie di reati
di Francesco Patane'
Ventiquattro anni e sei mesi per il migrante che dopo essere stato carcerato divenne il più feroce dei torturatori nel “ghetto di Alì”, il più grande lagher del sud della Libia, punto di passaggio per le centinaia di migliaia di migranti che cercano di raggiungere le coste della Libia. La corte d’Assise di Agrigento ha riconosciuto Deji Gift, nigeriano di 23 anni, colpevole di associazione a delinquere di carattere transnazionale finalizzata a tratta di esseri umani, sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni personali gravissime, omicidio aggravato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Per lui, considerato uno dei tre carcerieri del ghetto, i pubblici ministeri Giorgia Spiri e Geri Ferrara avevano chiesto 21 anni di reclusione. Gift Deji, detto "Sofi", fu arrestato dalla squadra mobile di Agrigento al Cara Sant'Anna di Isola di Capo Rizzuto: secondo il magistrato della Dda, il nigeriano "riconosciuto senza alcun dubbio dalle sue vittime", sarebbe stato uno dei componenti della cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all'interno del ghetto. “Gift Deji - ha detto Giorgia Spiri nella sue requisitoria - era uno dei prigionieri ma ha accettato di diventare un torturatore, un componente dell'organizzazione in cambio di un viaggio gratis. La sua non è stata una scelta obbligata, altri si sono rifiutati".

Nella fortezza dove i migranti, in attesa di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà e torturati per estorcere loro denaro, Deji avrebbe torturato con scariche elettriche, bastonate e colpi di pistola in testa i prigionieri che, se nessuno di amici e familiari provvedeva al pagamento, venivano poi picchiati a morte. I suoi due compagni di torture erano Jhon Ogais, 25 anni nigeriano conosciuto da migliaia di migranti con il soprannome di “Rambo”, e Sam Eric Ackom, ghanese di 21 anni nome di battaglia “Fanti”, condannati a dicembre all’ergastolo con rito abbreviato dal gup di Palermo.

palermo.repubblica.it

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