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Rassegna Stampa

Messico, ucciso il giornalista Javier Valdez: raccontava la guerra dei narcos

cárdenas javier valdezdi Omero Ciai
L'agguato a Culiacan, capitale dello stato del Sinaloa. Il reporter era famoso per le sue inchieste, condotte sul settimanale Riodoce, sul crimine organizzato e i legami tra i cartelli della droga e le istituzioni
Javier Valdez Cárdenas, 50 anni, uno dei più importanti e famosi giornalisti messicani, è stato assassinato ieri a Culiacan, capitale dello Stato di Sinaloa, quello del Chapo. Valdez era uno dei grandi esperti delle vicende dei narcotrafficanti del cartello di Sinaloa. Corrispondente a Culiacan del quotidiano messicano La Jornada, aveva fondato 14 anni fa una delle maggiori riviste, il settimanale Riodoce, che si occupa di narcotraffico e dove scriveva un editoriale, sempre molto informato, intitolato "Malayerba" (erba cattiva). Valdez è stato assassinato a pochi metri dalla sede della rivista dalla quale era appena uscito. Il killer lo ha raggiunto mentre prendeva la sua auto per tornare a casa, dalla sua famiglia, e ha sparato numerosi colpi. Il corpo di Javier Valdez è rimasto disteso sul selciato con il volto coperto dal cappello di paglia che portava sempre.
Valdez è il sesto giornalista messicano assassinato dall'inizio del 2017. La sua morte è un messaggio chiaro alla stampa e l'ennesimo avvertimento ai colleghi di Javier. La scorsa settimana alcuni reporter impegnati a coprire una notizia sul campo, nello stato di Guerrero, erano stati circondati da un gruppo di persone armate che includeva anche bambini, ed erano stati costretti a consegnare tutte le attrezzature. Sempre la settimana scorsa i killer di un cartello avevano assassinato in casa, nello stato del Tamaulipas, Miriam Rodriguez, leader di un movimento di famiglie di desaparecidos, madre di una ragazza che era stata rapita e uccisa nel 2012.
Conoscere Javier Valdez era un privilegio per qualsiasi giornalista si occupasse di Messico e di narcotraffico. Sapeva tutto, anche i dettagli più ignoti. Nato a Culiacan il 14 aprile del 1967, aveva studiato sociologia all'Università iniziando poi la carriera giornalistica in un canale tv locale, Canal 3, dove si specializzò nei reportage di inchiesta sui legami tra i narcos, la criminalità organizzata, e le alte sfere della politica e del mondo imprenditoriale. Considerato una "eminenza" fra i giornalisti che si occupano di narcotraffico, era anche uno dei più coraggiosi e un punto di riferimento fondamentale per chiunque volesse conoscere la storia dei narcos messicani.
Gentilissimo, sempre disponibile, anche a fare da guida e scorta per le vie di Culiacan, non abbandonò mai la sua città neppure nei momenti più drammatici delle guerre di mafia. Autore di numerosi libri sul narcotraffico - da Miss Narco del 2009 all'ultimo Narcoperiodismo, uscito l'anno scorso - era stato premiato nel 2011 con il "Maria Moors Cabot" dalla Columbia University che  aveva definito "eroico" il lavoro suo e quello dei redattori della rivista Riodoce.

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