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Palermo. "Mi auguro che certi buchi neri sulle stragi di Capaci e via D'Amelio vengano colmati. Perché noi, soprattutto per quanto riguarda le indagini su via D'Amelio, ci siamo trovati in grandissima difficolta'. Non soltanto di ricostruire le tessere mancanti di un mosaico investigativo che ci siamo ritrovati ma anche di individuare le tessere false che qualcuno aveva inserito". Lo ha detto Sergio Lari, ex procuratore della Repubblica di Caltanissetta oggi in pensione, conversando con i giornalisti davanti al bunker del carcere Ucciardone dove si celebra il XXVII anniversario della strage di Capaci. E' proprio Lari - che coordinando le indagini nissene - ha bollato come "il più colossale depistaggio della storia" le investigazioni sulla strage di via D'Amelio in cui mori' il giudice Paolo Borsellino. "Non dimentichiamo che le indagini hanno stabilito che ben quattro collaboratori di giustizia - ha proseguito - che erano stati utilizzati nei processi Borsellino 1 e bis avevano detto il falso. Poi sono stati utilizzati nuovi collaboratori di giustizia ma alcuni punti oscuri, oggi invece so leggendo i giornali, sono oggetto di ulteriori investigazioni. Il mio auspicio è che su queste vicende si continui a investigatore fino in fondo". Una parola anche sulle polemiche legate alle presenze e alle assenze al bunker. "La lotta alla mafia è patrimonio di tutti. Non ci possono essere colorazioni politiche. La Fondazione Falcone non puo' scegliere chi invitare. I ministri fanno parte del parterre istituzionale che ogni anno e' stato invitato. Falcone diceva che le istituzioni prescindono dagli uomini - ha concluso - che temporaneamente le occupano, guai se oggi dovessimo, nella lotta alla mafia, distinguere in base al colore politico".

AGI