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Back Sei qui: Home Rassegna Stampa Giustizia in Italia Genova, tragedia torre piloti, le prime condanne: pene dimezzate rispetto alle richieste. Venti milioni di risarcimenti

Rassegna Stampa

Genova, tragedia torre piloti, le prime condanne: pene dimezzate rispetto alle richieste. Venti milioni di risarcimenti

chiello adeleNel 2013 la Jolly Messina fece crollare la torre causando nove vittime, i parenti gridano: "Assassini", una nota della compagnia: "Il gruppo impiega e gestisce navi sicure"
di GIUSEPPE FILETTO e MARCO PREVE
Fu solo colpa del comandante della nave e dell'equipaggio. La Jolly Nero non era una nave con motori e strumentazioni soggette a ripetute avarie, e se la compagnia Messina ha avuto responsabilità nelle procedure relative alla sicurezza il processo non è riuscito a dimostrarle e quindi la società va assolta. Questo dice in sostanza la sentenza sulla tragedia della Jolly Nero. Ed è un pronunciamento che in aula ha scatenato la rabbia dei famigliari.

Uno sconto di quasi la metà della pena, rispetto a quanto aveva chiesto il pubblico ministero. Per la tragedia della Torre Piloti di Genova il comandante Roberto Paoloni è stato condannato a 10 anni e 4 mesi, il primo ufficiale Lorenzo Repetto a 8 anni e 6 mesi, il direttore di macchina Franco Giammoro a 7 anni. Per tutti e tre il giudice Silvia Carpanini dispone l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. Condanna anche per il pilota del porto Antonio Anfossi a 4 anni e 2 mesi con attenuanti generiche, mentre la compagnia Messina è stata ritenuta responsabile solo dell'illecito amministrativo relativo al comportamento del comandante e condannata a pagare un milione e 50.000 euro di sanzione. Tutti i condannati (Paoloni, Anfossi, Repetto e Giammoro) dovranno risarcire in solido i parenti delle 9 vittime per un importo di circa 6 milioni di euro.
 
Sono le condanne del verdetto di primo grado per la tragedia della Jolly Nero, la nave della compagnia Messina che la sera del 7 maggio 2013 durante la manovra di uscita dal porto di Genova urtò e fece crollare la torre piloti causando 9 morti e 4 feriti.
Assolti invece il comandante di armamento della Messina Giampaolo Olmetti e il terzo ufficiale Cristina Vaccari.
Soprattutto è stata assolta Messina per insufficienza di prove dalla per violazione alla legge 231 sulla responsabilità delle società. L'accusa era stata mossa era di non aver osservato (o fatto osservare) le normative sul Codice di Navigazione in tema di sicurezza. La compagnia, infatti, sarebbe stata recidiva per il pm Walter Cotugno: agli atti i consulenti avevano prodotto una lunga serie di avarie delle navi della compagnia, guasti che in alcuni casi erano simili a quelli della Jolly Nero.

Alla lettura della sentenza in aula si è scatenata la rabbia dei parenti delle vittime, perchè le richieste erano state molto più pesanti. "Assassini, assassini - hanno gridato - avete ucciso nove persone, non finisce qui'. Adele Chiello, madre di Giuseppe Tusa, uno dei militari della capitaneria morti nel crollo della Torre si è sfogata: "Ho creduto nella magistratura, ma sono delusa. Il pm ha lavorato bene, ma non ci siamo. Bisogna far uscire la melma dal porto di Genova".

La madre di Daniele Fratantonio, una delle vittime, si è avvicinata al pilota Anfossi, lo ha strattonato dal bavero della giacca urlandogli "Hai ucciso mio figlio, assassino". Poi è stata allontanata dai legali e dagli altri famigliari.

In aula c'erano anche i sopravvissuti e i parenti delle vititme della strage di Viareggio. "Siamo qua a Genova - ha spiegato il portavoce Marco Piagentini - perchè quella della Torre Piloti come la nostra e molte altre stragi hanno in comune l'assenza dello Stato, le violazioni sulla sicurezza e la difficoltà nella ricerca delle responsabilità".

La requisitoria del pm al giudice del tribunale monocratico aveva chiesto condanne esemplari per la catena di comando del cargo: venti anni e 7 mesi per il comandante Paoloni, diciassette anni per Olmetti, dieci anni e 6 mesi ciascuno per il pilota del porto Anfossi, il direttore di macchina Giammoro e per il primo ufficiale di bordo Repetto. Tutti imputati di omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo di costruzioni. Otto mesi di carcere invece la richiesta per il terzo ufficiale, imputata soltanto di falso insieme al comandante: per non avare annotato sul giornale di bordo il mancato funzionamento del contagiri (guasto ritenuto dalla magistratura determinante ai fini dell'incidente). Per quanto riguarda la società Ignazio Messina & C. imputata per responsabilità amministrativa e citata come responsabile civile il pm aveva chiesto il commissariamento per 1 anno in sostituzione della misura interdittiva della sospensione delle autorizzazioni e delle licenze, la corresponsione di un anno di utili allo Stato e una sanzione di 2 mln e 250 mila euro. Inoltre, l’Avvocatura dello Stato aveva quantificato in 26 milioni di euro il risarcimento come danno patrimoniale per i vari ministeri.

Tra vari Ministeri e famiglie i condannati, in solido con la Messina dovranno risarcire 20 milioni e 642 mila euro più 465 mila euro di spese legali.
 
Sulla sentenza interviene anche un comunicato della compagnia Messina. "La sentenza - recita la nota - nel totale rispetto del dolore delle famiglie, equivale a un riconoscimento incontestabile: il Gruppo Messina impiega e gestisce – sotto la guida del Comandante Giampaolo Olmetti, che è stato assolto – navi sicure; il crollo della Torre Piloti è quindi esclusivamente attinente alla manovra compiuta nell’avamporto di Genova. A tale riguardo sarà ora necessario attendere le motivazioni della sentenza per conoscere come il giudice abbia ricostruito il comportamento e il ruolo dei vari attori nel corso della manovra stessa."

genova.repubblica.it

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