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Rassegna Stampa

Ponte Genova: per teste ex dirigente Aspi corrotto da Camorra

Verbale Ciliberto reso a pm Roma nel 2013 acquisito da Gdf
GENOVA.
La Guardia di finanza di Genova ha acquisito su mandato della Procura genovese, che indaga sul crollo del Morandi, i verbali del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto resi alla procura di Roma nel 2013 nell'ambito di un'inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche in lavori affidati da Autostrade per l'Italia. Lo scrive stamani il Secolo XIX di Genova. Ciliberto avrebbe chiamato in causa il principale indagato per la strade di Ponte Moranti, l'ex direttore generale alle manutenzioni di Aspi Michele Donferri Mitelli, licenziato a fine settembre 2019. "Ritengo - aveva fatto mettere a verbale Ciliberto - che abbia ricevuto regali costosi e somme di denaro in cambio di agevolazioni, informazioni e protezione in ambito appalti pubblici di Autostrade". Ciliberto aveva rivelato agli inquirenti romani le infiltrazioni della famiglia camorrista Vuolo di Castellammare di Stabia, legata ai clan D'Alessandro e Nuvoletta, in lavori affidati da Autostrade per l'Italia grazie alle entrature con alcuni membri della societa', corrotti con mazzette e orologi di pregio. Donferri Mitelli non e' indagato nell'inchiesta romana al contrario dell'ing. Vittorio Giovannercole, accusato di corruzione dai magistrati romani e licenziato da Aspi. A interessare gli inquirenti genovesi c'e' un aspetto particolare nella vicenda indagata dalla procura romana: i lavori eseguiti dalle ditte vicine alla camorra venivano effettuati con materiali scadenti. Fra i casi piu' eclatanti quello del cavalcavia di Ferentino (Frosinone) sulla A1 Roma-Napoli, inaugurato nonostante "la consapevolezza di gravi anomalie strutturali".

ANSA

Foto © Imagoeconomica

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