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Rassegna Stampa

Mafia: Morosini (Csm), caduto tabu' maschilismo

morosini piergiorgio anm palermoRoma. "Cade il tabù del maschilismo delle organizzazioni mafiose, con donne subordinate e sottomesse. Nei clan loro possono avere anche ruoli di rilievo, senza limitarsi alla trasmissione di codici mafiosi o ad attività di mero supporto agli uomini, come siamo abituati a pensare. Proprio questo ci dice l'arresto di Mariangela Di Trapani, moglie del boss Salvo Madonia. Le indagini della procura di Palermo la descrivono come la 'padrona' del clan di Resuttana, a cui affidare i destini di una cosca decimata dagli arresti e con il suo capo al 41 bis". E' il ragionamento del consigliere del Csm Piergiorgio Morosini, già gip a Palermo, intervistato da Unomattina. "Di Trapani ha potuto assumere un certo ruolo per le condizioni oggettive della famiglia mafiosa di provenienza - ha osservato Morosini - e perché vanta uno speciale pedigree criminale. Già condannata per associazione mafiosa nel 2008, secondo le indagini, quando torna in libertà nel 2015, assume subito un ruolo centrale negli affari del clan. Dalle fonti emerge che spesso è "ponte" tra le voci del carcere e l' "esterno"; con i più giovani che la cercano per l'investitura mafiosa; i più anziani che la interpellano per ogni affare di rilievo. E' un segno dei tempi, nella delicata fase di transizione e vuoti di potere di Cosa Nostra determinati dalla capillare azione di contrasto dello Stato. In fondo si tratta della estrinsecazione di ruoli che in passato di fatto già esistevano, come dimostrano diverse vicende, ma venivano celati da una esclusione formale". Morosini ha richiamato l'attenzione anche sul fenomeno opposto: "sempre più spesso le donne che vivono in contesti mafiosi decidono di collaborare con la giustizia. Con le loro testimonianze si emancipano anche da codici familiari e luoghi intrisi di violenza e prevaricazione. In quel modo talvolta riescono a proteggere i figli minorenni. Nella stessa prospettiva, alcune donne in Calabria si sono rivolte ai giudici per sottrarre i figli alla educazione di padri inseriti nei clan”.

ANSA

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