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Cosche, politici e massoneria deviata alla sbarra, Rinascita-Scott al via

Oggi a Roma l'udienza preliminare
di AMDuemila

Sono 456 le richieste di rinvio a giudizio che la Procura di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini assieme ai sostituti procuratori Annamaria Frustaci, Antonio De Bernardo e Andrea Mancuso, ha chiesto al Gup Claudio Piras. L'udienza preliminare avrà luogo questa mattina nel carcere di Rebibbia con 224 parti offese individuate, dunque potenziali parti civili al processo, indagati "eccellenti" e circa 438 i reati contestati agli indagati con accuse che vanno dall'associazione mafiosa all'omicidio, dall'estorsione all'usura, dall'intestazione fittizia di beni al riciclaggio, più altri reati aggravati dalle modalità mafiose.
Proprio per questi numeri viene definito come il più grande processo alla 'Ndrangheta calabrese ed ai suoi legami inconfessabili con la massoneria deviata e pezzi delle istituzioni.
L'operazione prese il via il 19 dicembre del 2019 con l'esecuzione di 334 ordinanze di custodia (260 in carcere, 70 ai domiciliari, 4 divieti di dimora) inferendo un duro colpo a tutte le 'ndrine del vibonese, prima fra tutte quella che fa capo ai Mancuso di Limbadi.
Tra gli imputati principali Luigi Mancuso, detto "Il Supremo", in ottimi rapporti con i De Stefano di Reggio Calabria ed i Piromalli di Gioia Tauro. Come emerso nell'inchiesta non mancano i legami con la politica, il professionismo ed i rappresentanti infedeli delle istituzioni. Tra gli imputati eccellenti vi è anche l'avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, accusato di concorso esterno dopo essere stato arrestato per associazione mafiosa (Pittelli si è visto respingere più volte la richiesta di scarcerazione, il processo a suo carico, col rito immediato, inizierà il 9 novembre al Tribunale di Vibo Valentia). Poi ancora vi sono l'ex sindaco di Pizzo ed ex presidente di Anci Calabria Gianluca Callipo (scarcerato il 17 luglio scorso, è accusato di concorso esterno e abuso d'ufficio aggravato); l'ex vicepresidente della Regione Calabria Nicola Adamo (accusato di traffico d'influenza e per il quale il Gip, il 20 gennaio 2020, ha revocato il divieto di dimora); l'ex consigliere regionale Pietro Giamborino, accusato di associazione mafiosa (dal carcere è passato ai domiciliari il 27 gennaio 2020); il segretario regionale del Psi, Luigi Incarnato, accusato di corruzione elettorale (il Tribunale delle Libertà gli ha concesso i domiciliari il 2 gennaio 2020). Fra gli indagati (tornato in libertà il 18 luglio scorso) anche il colonnello Giorgio Naselli, ex comandante del Reparto operativo di Catanzaro e poi comandante provinciale dei carabinieri a Teramo, indagato per violazione del segreto d'ufficio. Fra le parti offese, i comuni di Vibo Valentia, Filandari, Limbadi, Maierato, Pizzo, ecc, la Provincia di Vibo e la Regione Calabria, ma anche la prefettura di Teramo e il ministero della Giustizia. Potenziali parti civili anche imprenditori vessati e minacciati dalle cosche. Dalla chiusura delle indagini preliminari, sono 23 gli indagati le cui posizioni sono state stralciate.

Foto © Imagoeconomica

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